Stoffe parlantiLa mostra che si “visita” solo su Instagram, dedicata alle doti comunicative dei tessuti

In programma dal 12 al 16 febbraio, si terrà sui profili dei quattro centri che compongono il Textile culture net, da Prato a Tilburg, da Hong Kong a Łódź. Il progetto, curato dalla nigeriana Bukola Oyebode, consiste in una riflessione sui tessuti e sul loro modo di influenzare la comunicazione e le percezioni

Kawita Vatanajyankur

I tessuti raccontano. Sospeso tra design e arte, o forse abbracciandoli entrambi, lungi dall’essere considerato soltanto per l’aspetto estetico fine a se stesso, il mondo dei tessuti può ben esprimere tematiche culturali, socio-economiche e politiche. In una società come quella attuale sempre più digitale, anche le mostre, e la loro fruizione, si dematerializzano. E ciò riguarda anche i tessuti, dotati di sensualità tattile e che fanno parte della nostra vita quotidiana. Non è sbagliato considerarli mezzo di comunicazione, alla stregua di altri: a ricordarlo è la mostra online Another Way of Speaking, programmata dal 12 al 16 Febbraio sui profili Instagram dei quattro centri culturali e istituzioni che compongono Textile culture net (Tcn). Una rete internazionale i cui membri – Lottozero di Prato, TextielMuseum di Tilburg nei Paesi Bassi, il CHAT Centre for Heritage, Arts and Textile di Hong Kong, e il Central Museum of Textiles di Łódź, in Polonia –, pur avendo spazi destinati a esposizioni, sono anche molto altro. Essendo disponibili a ospitare artisti e designer che possono usare i macchinari tessili e per la stampa presenti in loco, per realizzare tessuti.

Come il centro pratese Lottozero, attivo nella ricerca e nella sperimentazione nel campo dell’arte contemporanea. I quattro membri di Textile culture net ricompongono le loro distanze fisiche e culturali intorno ai tessuti, collaborando e ideando mostre in comune. Queste, pur destinate esclusivamente a una fruizione online, non si sottraggono all’opera attenta di un curatore che cambia di volta in volta, mostra dopo mostra. L’idea centrale di Tcn è forse proprio questa: attribuire all’esposizione online lo stesso valore di quelle che vanno in scena in galleria o nelle sale di un museo, e usarvi la stessa metodologia curatoriale.

Shradha Kochhar, We Share the Sun, 2023

La nigeriana Bukola Oyebode è la curatrice della menzionata Another way of speaking, mostra che fa parte di un progetto più ampio intitolato I hear the body speak, che esamina come il corpo produca e trasmetta significato pur senza voce. Another way of speaking, in particolare, si sofferma sul significato che può assumere il tessuto nella comunicazione corporea, e sul fatto che diventi mezzo di comunicazione alternativo. Il tessuto, estensione non soltanto fisica ma anche simbolica del corpo, si sostituisce a esso nel mandare messaggi e influenzare le percezioni. In tal modo il tessuto diventa corpo, e se vogliamo anche anima, e il corpo tessuto. I messaggi inviati vengono recepiti in vario modo, a seconda del diverso bagaglio di esperienze che ciascuno ha, formatosi nei gruppi sociali e culturali di appartenenza.

Una delle opere di Another way of speaking, Le tre grazie, che fa parte della collezione del Centre Pompidou di Parigi, è stata creata dall’artista nigeriana Marcia Kure. In essa vengono ritratte, con linguaggio astratto, donne africane che simboleggiano i corpi femminili sfregiati, vulnerabili ma resilienti. Il corpo viene decostruito, le forme sono il risultato della sperimentazione di tecniche di lavorazione di tessuti e di scultura. I corpi possono essere visti semplicemente come forme ritagliate. Le strisce bianche simboleggiano le ferite fisiche e psicologiche inflitte al corpo femminile.

Marcia Kure, The Three graces, 2014, photo ©SvenLaurent

Il medium digitale è per sua natura destinato a un consumo veloce, e infatti le mostre organizzate da Textile culture net durano pochi giorni, ma ciò non impedisce loro di affrontare temi “impegnati”. Ad esempio The unseen self, la mostra che ha preceduto Another way of speaking, curata da Caroline Kipp, ha presentato opere tessili sull’identità e il “sé” e che travalicano i ritratti tradizionali. L’obiettivo delle quattro istituzioni della rete Tcn è innanzitutto quello di produrre esposizioni di qualità e andare oltre l’attenzione media che, di solito, si riserva ai prodotti digitali. Instagram non è soltanto un mezzo limitato dall’attenzione non duratura nel tempo che gli si riserva, ma una grande opportunità per la sua natura globale.

È su Instagram inoltre che nascono i progetti di Textile culture net, su iniziativa individuale, che si arricchiscono del contributo degli altri membri della rete. La collaborazione, veicolo di idee e motore di crescita, diventa il valore aggiunto di Tcn. Anche il lavoro curatoriale di una mostra è frutto del contributo di tutti: di quattro curatori ospiti e dei quattro interni della rete Tcn. È grazie a questo grande lavoro di squadra che nel 2023, al suo quarto anno di attività, Textile culture net è stato inserito nel programma Europa Creativa, finanziato dalla Commissione Europea a sostegno della cultura e degli audiovisivi.