Tra testa e coda Un territorio che si fa grappa

Il destino delle vinacce franciacortine è racchiuso in un tulipano

Foto Franciacorta

Raccolte a mano, sottoposte a soffice pressatura, lasciate fermentare prima in vasca e poi in bottiglia, dove riposano sui lieviti per almeno diciotto mesi. Questo è il destino delle uve franciacortine: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco e, più recentemente, Erbamat. Ma che fine fanno le vinacce? Diventano grappa! Una grappa che prende il sapore dalle bucce e dai semi di quest’uva nobile, perché la grappa è prima di tutto vinaccia (italiana), e di conseguenza il suo carattere rispecchia inevitabilmente quello della materia prima.

Per questo motivo il distillato di origine bresciana porta rispetto agli aromi primari dell’uva di Franciacorta, esaltando con trasparenza i profumi delle sue vinacce, prevalenti e ben distinguibili soprattutto in assenza di affinamento in legno.

Borgo Antico San Vitale – nel cuore di Borgonato – è un esempio di restauro sapiente in cui convivono in armonia antichi edifici medievali e ben più sobri interventi contemporanei. Dopo aver ospitato il primo centro internazionale dedicato allo studio, al recupero e alla diffusione della scienza dei distillati, oggi accoglie turisti e appassionati attraverso un suggestivo percorso espositivo, volto a raccontare l’evoluzione storica degli alambicchi per poi terminare in un moderno stabilimento produttivo.

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