Coco e calici Come Chanel investe nel vino a partire dalla recente acquisizione di Lavinia

Ulysse Cazabonne, società di proprietà della casa di moda, ha appena inglobato il distributore Lavinia ampliando la propria rete commerciale nel settore enoico. Ecco il perché dell’operazione e come questa influirà sulla geografia vinicola della maison

Château Rauzan-Ségla

«La moda passa, lo stile resta». Lo stesso pensiero si applica tante volte in riferimento al vino, ma raramente capita di fare il collegamento con il settore della moda e con colei che queste parole le ha pronunciate, l’iconica – qui il termine è appropriato – Coco Chanel.

Così come diverse altre maison della moda, anche Chanel investe da anni nel nettare di Bacco ed è solo di un paio di settimane fa la notizia di una nuova acquisizione che amplia ulteriormente la sua rete commerciale. L’importatore e distributore Ulysse Cazabonne, di proprietà di Chanel e con alle spalle cinquant’anni di attività, ha appena inglobato Lavinia, distributore affermatosi negli ultimi vent’anni grazie a una ben nutrita selezione di cantine. Si tratta di un’operazione strategica, che rafforza la presenza commerciale del brand tanto nel canale digitale quanto nel B2B, ma non è certo la prima mossa nella campagna acquisti della celebre casa francese, che investe in questo settore da ormai trent’anni.

Domaine de l’Île

Lavinia, shopping strategico
Non è certo il genere di articolo che si acquista tra le più eleganti vetrine del centro città, ma quando a fare shopping sono le grandi case di moda, le cose cambiano nettamente. Fondata nel 1999 da Thierry Servant, Lavinia è un vero bolide della distribuzione che commercializza oltre 6.500 referenze tra vini, spirits e accessori da oltre trenta Paesi. In circa vent’anni di attività ha saputo sviluppare il canale delle vendite online, differenziando la propria proposta e anche oltrepassando i confini nazionali, tanto che oggi il marchio è presente in Francia, Spagna, Svizzera e Portogallo e unisce all’e-commerce quattro boutique fisiche, due delle quali sono sia enoteche che wine bar, una a Ginevra e una a Parigi, in avenue Victor Hugo.

Oggi questo piccolo universo passa in mano a Ulysse Cazabonne, società di importazione e distribuzione fondata a Margaux nel 1977, che Chanel possiede dal 1994. Si tratta di uno dei principali distributori di Grands Crus Classésbordolesi, con un servizio logistico interno e infrastrutture capaci di gestire uno stock di tre milioni di bottiglie e una rete commerciale che si dirama in più di 75 Paesi oltre alla Francia. Oggi l’impero cresce e aggiunge al proprio bagaglio l’esperienza sviluppata da Lavinia nell’ambito dell’e-commerce e delle confezioni regalo B2B, altro ambito di specializzazione del brand.

Parcelle du bourg, Château Canon, credits Erea Azurmendi e Federico Reparaz

Chanel e il business (non troppo) sottovoce
A differenza di altre celebri maison per le quali il vino costituisce un ramo dichiaratamente importante del business, Chanel tende a non comunicare molto i propri movimenti in ambito vitivinicolo. Il coinvolgimento del brand potrebbe così apparire marginale, ma ha in realtà radici più ampie di quanto possa sembrare.

L’avventura di Chanel nel mondo del vino inizia più o meno nel 1994 con l’acquisizione di Château Rauzan-Ségla, Grand Cru Classé di Margaux. Di lì a poco viene inserito nel gruppo anche il négociant Ulysse Cazabonne che dallo stesso anno trasferisce la propria sede a fianco dello Château. Due anni dopo Chanel diventa proprietaria anche di Château Canon, Premier Grand Cru Classé di Saint-Émilion ed entrambe le tenute traggono giovamento dall’arrivo della nuova proprietà, che ristruttura cantine e vigneti. Nel 2015, Chanel guarda alla Napa Valley e porta all’interno del gruppo St. Supéry Estate Vineyards and Winery. Successivamente, nel 2017, conclude l’acquisizione di Château Berliquet (Saint-Émilion, non lontano da Château Canon) e dei suoi nove ettari di vigna. L’acquisto più recente (2019) riguarda invece il Domaine de l’Île, piccolo gioiello a Porquerolles sull’isola di Hyères, di fronte alla costa della Provenza.

Dal 2014 alla guida delle proprietà vinicole francesi c’è l’enologo e agronomo Nicolas Audebert, passato in precedenza per Krug e per l’Argentina. Oggi il direttore generale dei Vignobles Chanel è tra i primi dieci nella classifica dei migliori enologi francesi per Le Figaro, che gli ha dedicato un’intervista lo scorso dicembre.

Nicolas Audebert, Château Canon, credits Federico Reparaz

Nell’ottobre 2021 tramite Sotheby’s sono andate all’asta oltre novecento bottiglie di diversi formati provenienti dagli Château Canon e Rauzan-Ségla, tra cui un Canon 1917, un 1929, una magnum dell’annata 1955 e molte altre referenze da capogiro. Pare che la sola vendita di Londra abbia fruttato oltre due milioni di dollari.

Quello enoico sarà pure un business sottovoce per Chanel, ma se è vero che Coco beveva vino solo quando era innamorata e quando non lo era, si può dire che la sua maison applichi l’insegnamento alla lettera.

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