Piccoli passiLa Commissione dà il via libera ai negoziati per l’adesione della Bosnia nell’Ue

Durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha annunciato che darà una raccomandazione favorevole per l'avvio dei negoziati con Sarajevo: «Il futuro della Bosnia-Erzegovina risiede nella nostra Unione»

LaPresse

Durante il suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha annunciato che oggi presenterà la raccomandazione al Consiglio dell’Unione per aprire i negoziati con la Bosnia per l’adesione a Ue. La presidente della Commissione europea ha sottolineato gli enormi progressi portati avanti in Bosnia nell’ultimo anno per convergere verso gli standard europei: «[La Bosnia] Ora è perfettamente allineata alla nostra politica estera e di sicurezza, il che è fondamentale in questi tempi di turbolenze geopolitiche», ha detto von der Leyen ai deputati del Parlamento europeo. «In secondo luogo, il Paese sta adottando leggi importanti, come quella sulla prevenzione del conflitto di interessi, che era arenata da sette anni, e la legge contro il riciclaggio di denaro e il contrasto al finanziamento del terrorismo. E poi, ancora, la gestione dei flussi migratori continua a migliorare e i negoziati per un accordo Frontex che sono pronti a iniziare».

Martedì la Commissione proporrà i quadri negoziali per le trattative che dovranno poi essere approvati dai Paesi già membri, che probabilmente non raggiungeranno un accordo prima delle elezioni di giugno. Lo Stato dei Balcani aveva ricevuto lo status di Pease candidato nel dicembre 2022, otto anni dopo aver presentato la richiesta ufficiale di adesione all’Unione europea.

A livello domestico l’avvicinamento della Bosnia ed Erzegovina all’Unione è ostacolato dal presidente della Repubblica Srpska (l’entità a maggioranza serba che insieme alla Federazione croato-musulmana forma lo Stato) Milolard Dodik, che dall’ottobre 2021 promuove la secessione dal Paese.  Il 21 febbraio, durante un colloquio con Vladimir Putin. Dodik ha ribadito le sue posizioni anti-Nato e anti-sanzioni.

Alcuni membri dell’Unione Europea, primo fra tutti l’Austria, hanno invece ribadito negli scorsi mesi che l’adesione di Moldova e Ucraina non dovrebbe avvenire più velocemente di quella bosniaca, come riportato da Politico. Queste affermazioni potrebbero aver influenzato gli ultimi risvolti riguardo le decisioni della Commissione sul futuro dei rapporti con Sarajevo.

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