Eccessiva rigiditàLa proposta europea sull’Open Finance manca di equilibrio

La Commissione europea vuole eliminare le barriere in modo che i terzi possano sviluppare più facilmente nuovi prodotti e servizi. Ma la scelta di obbligare molti istituti finanziari a fornire e condividere i dati, a prescindere da qualsiasi fallimento del mercato, è esagerata

Lapresse

La Commissione europea vuole eliminare le barriere in modo che i terzi possano sviluppare più facilmente nuovi prodotti e servizi utilizzando i dati dei clienti delle istituzioni finanziarie. La base è un atto giuridico per un contesto di finanza aperta. Il regolamento disciplina l’accesso, il trasferimento e l’utilizzo dei dati dei clienti finanziari. Il Centro per le politiche europee (Cep) esprime serie preoccupazioni, e ritiene il regolamento sproporzionato e non praticabile.

La Commissione vuole costringere molte istituzioni finanziarie a condividere i dati dei propri clienti con terze parti. Tuttavia, gli esperti di mercati finanziari del Cep Philipp Eckhardt e Anastasia Kotovskaia sono critici. «La scelta di obbligare un gran numero di istituti finanziari a fornire e condividere i dati, a prescindere da qualsiasi fallimento del mercato, è eccessiva», afferma Eckhardt. «Sarebbe stato meglio prevedere obblighi più blandi».

I fornitori di servizi di informazione finanziaria dei Paesi terzi avranno accesso ai dati dei clienti degli istituti finanziari dell’Ue. Non sarà necessario che abbiano una filiale nell’Ue. Dovranno solo nominare un rappresentante legale in uno Stato membro dell’Ue. «Ciò comporta un rischio di distorsione della concorrenza. Mancano inoltre opportunità equivalenti per le imprese dell’Ue di accedere ai dati dei clienti di istituti finanziari di Paesi terzi», afferma Anastasia Kotovskaia.

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