This is Summa!Un giro a Magrè prima del Vinitaly

Una sosta in Alto Adige prima di spostarsi in pianta stabile nei padiglioni della fiera del vino più importante al mondo

Anche quest’anno è stata una bellissima – e caldissima – Summa. L’appuntamento che da oltre venticinque anni la famiglia Lageder organizza nel piccolo borgo di Magrè (Alto Adige) è ormai un evento imperdibile, con un’atmosfera unica per umanità e sinergie coinvolte e che ricarica le batterie in vista del Vinitaly. Il weekend che precede una delle manifestazioni enologiche più importanti al mondo è diventato, infatti, un momento di ritrovo, scoperta, amicizia, condivisione, trascorso all’insegna della qualità e della sostenibilità. Enologi, produttori, sommelier, ristoratori, giornalisti, reseller, una vera e propria fiera – anche se contenuta – dove incontrare professionisti del settore provenienti da tutto il mondo in un contesto famigliare e carismatico.

Per il 2024 le cantine selezionate sono state 114, da nove Paesi differenti, unite da valori comuni che oltre alla sperimentazione, alla qualità e alla passione per questo mondo mettono al primo posto un approccio biologico, biodinamico o in conversione. Il successo della manifestazione risiede proprio nella costante qualità cercata ogni anni in ogni aspetto della manifestazione, dai produttori di vino a quelli di olio, al cibo proposto, al caffè servito, al modo in cui certi messaggi vengono veicolati e promossi.

Le singole postazioni di degustazione sono dislocate nei vari edifici del borgo di Magrè, rendendo anche la scoperta delle singole cantine itinerante, densa di curiosità e particolarmente spensierati. Si trascorre la giornata a contatto con il verde, con l’aria di montagna e le vigne a due passi. Non a caso, la camminata in vigna e la connessa visita alla cantine sono tra i percorsi proposti più seguiti dell’evento, perché consentono di calarsi in profondità e nel dettaglio nelle scelte e nello stile della famiglia Lageder. Passeggiando tra i filari, non passa inosservata una presenza insolita. Buoi giganti passeggiano serenamente, mangiano, dormono, camminano.

Per dare una spiegazione a questo fatto occorre fare un passo indietro, quattordici anni fa per essere precisi, quando Alois Lageder scelse di reintrodurre gli animali in azienda per fermare la monocoltura e ridare valore alla terra. Nacque dunque una collaborazione con il caseificio biologico Englhorn, in Val Venosta, trasferendo dopo i buoi dalle malghe estive ai vigneti della Bassa Atesina. Grazie al clima più caldo e mite di queste zone, gli animali trovano cibo per tutto l’inverno, pascolano, accumulano letame, dormono in un’area recitanta con acqua e riparo da pioggia e sole e vengono costantemente monitorati.

Attraverso uno speciale Gps si vedono quanti chilometri hanno percorso ogni giorno, quante cose spaccano o rompono, quanto bevono, che cosa mangiano e quanto eccetera. Nel corso degli anni questa pratica ha portato a un progetto nel progetto, una ricongiunzione tra animale e viticoltura con una conseguente volontà di promuovere un consumo di carne responsabile e locale. In una regione in cui predominano le vacche da latte, questo progetto è pressoché un unicum, andando a salvaguardare i buoi che normalmente venivano spediti all’ingrasso in aziende estere.

Grazie alla loro naturale capacità di aumentare la diversità e fertilità dei vigneti, è nato un sistema circolare e virtuoso che vede i buoi durante l’autunno e l’inverno pascolare nei vigneti. Stanno in genere qui dai tre ai cinque anni prima di essere macellati e proposti come carne di assoluta qualità e filiera cortissima all’interno di Paradeis, il ristorante biologico della tenuta (un tempo vegetariano e da pochi anni nuovamente tornato a servire solo le carni appena raccontate).

Un cerchio che si chiude, un modello che riporta in auge la transumanza ma allo stesso tempo accetta casualità e istinto animale, costante questionamento e sperimentazione, ricerca, scoperta. E questa dose di istinto e naturalezza sono forse due dei fattori che maggiormente pervadono Summa e l’atmosfera che si respira in questi due giorni. Proprio perché la coerenza è da sempre di casa in famiglia Lageder, non mancano a ogni edizione stappature d’eccezione, annate rivelatrici, verticali educative o bottiglie rivelazione.

Si scherza, si ride e si gioca ma facendo sempre tutto molto sul serio. L’obiettivo unico e assoluto è qualità nel tempo – di relazioni e non solo di prodotto – innovarsi con intuito e prontezza e rispettare la natura in tutte le sue forme, specialmente quelle critiche e ostinate.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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