Sotto il Salone, sopra la tavola Tour a Padova nel mercato coperto più antico d’Italia

Nel centro del capoluogo veneto, il mercato ospitato nel Palazzo della Ragione raccoglie botteghe storiche dell’enogastronomia cittadina, tra formaggi, salumi, pasta fresca, pesce, vino e molto altro, sia da portare a casa che da gustare sul posto tra bicchieri e golosi “spunciotti”

Mercato Sotto il Salone, foto di Eugenia Torelli

«L’unico neo di Padova è che si trova sulla strada per Venezia». Queste parole le ha usate una volta Raffaella Guidi Federzoni, giramondo del vino italiano e autrice del libro “Non sono ammesse scorciatoie”, ma non erano che l’incipit di un post in cui raccontava la scoperta di una Padova che non immaginava, fatta di giovani, di un centro vivace e di cose molto buone da mangiare.

Eppure quel neo è forse una benedizione. Una fortuita caratteristica che ha contribuito fin qui a salvare una città bellissima, ricca di arte e di storia, dal turismo di massa che invece sfocia nella Serenissima. L’anima universitaria e godereccia, ma soprattutto cittadina, dell’Urbs Picta sembra così ancora preservata, nonostante il recente inserimento nel patrimonio dell’umanità Unesco del suo ciclo di affreschi del quattordicesimo secolo, tra cui la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto.

Si scopre così che in centro città – 250.000 abitanti circa – non sono le boutique di moda a farla da padrone, perché il cuore pulsante di Padova sono le piazze, i mercati, i locali (storici o più giovani) e soprattutto le botteghe dedicate a vini e sapori di eccellenza. Alcune di queste sono riunite nel mercato Sotto il Salone, il più antico mercato coperto d’Europa, collocato al di sotto dello storico Palazzo della Ragione (da cui il nome).

Una tradizione che dura dal Medioevo
Se oggi quella dei mercati coperti suona come una riscoperta, che ha consentito a tante strutture storiche di essere rivalorizzate e acquistare nuovo volto e clientela, a Padova in fondo la tradizione è proseguita in continuità per otto secoli. L’edificio in cui si trova il mercato è quello del Palazzo della Ragione ed è stato costruito attorno al 1200, dividendo Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta, nelle quali tutt’oggi si tengono mercati, da una parte di prodotti ortofrutticoli, dall’altra di abbigliamento e accessori.

Al piano terra una serie di arcate ospitano le botteghe del mercato, facendo da base all’immenso salone affrescato del piano superiore, coperto da un’enorme volta in legno che lo fa somigliare allo scafo rovesciato di una nave, forma che assunse dopo una modifica nel 1300. All’epoca si trattava del più grande salone pensile del mondo e le sue dimensioni stupiscono ancora oggi, sebbene non ospiti più i tribunali cittadini ma solo esposizioni ed eventi. Già nel Medioevo l’area del “Sottosalone” era un luogo di scambi in cui approdavano i prodotti delle campagne circostanti e le merci trasportate dai mercanti.

Arcate al piano superiore del Palazzo della Ragione, foto di EugeniaTorelli

Sotto il Salone oggi, ricchezza da preservare
Saranno pure cambiati i tempi, l’abbigliamento della gente, le facciate delle botteghe, le scritte, i prodotti, ma appena ci si avvicina al brulicante via vai mattutino del mercato, viene da chiedersi quanto di diverso ci sia rispetto al Medioevo. Chiacchiericcio, dita che indicano le vetrine dei macellai, borse che si sfregano e tintinnano al ritmo dei passi, il profumo intenso del pesce e dei banchi di formaggi, in bella mostra accanto alle rotondità degli insaccati, «Tre etti e due, che faccio lascio?», poi tazzine di caffè, tramezzini e Spritz (mai dimenticare lo Spritz a Padova).

Oggi sono sessantacinque le botteghe attive e il mercato Sotto il Salone funziona grazie a un consorzio che riunisce quasi tutti i commercianti, oggi presieduto da Alberto Cisotto, titolare del negozio di formaggi e salumi La Bottega Veneta.

I requisiti delle attività commerciali che si trovano nel mercato sono stabiliti da un regolamento comunale che privilegia quelle dedicate ai prodotti agroalimentari del territorio veneto o alla somministrazione di cibi e bevande, ma sempre in compatibilità con le caratteristiche dell’edificio. Anche l’ammissibilità di nuove attività è valutata secondo criteri stringenti e il motivo è salvaguardare il più possibile l’autenticità del luogo, senza snaturarne la funzione storica. Uno sforzo ripagato prima di tutto dall’affetto dei padovani, che verso questo luogo coltivano un legame molto forte.

Aperitivo fra tramezzini, spunciotti e folpi
Formaggi, salumi, prosciutti, carni, pesce, vino, frutta, verdura. Si trova questo e molto altro tra le botteghe del mercato Sotto il Salone e, tra una compera e l’altra, c’è sempre il tempo per godersi un aperitivo con spunciotto (termine padovano per lo spuntino a forma di tapas), che sia sotto le arcate del mercato o tra le insegne affacciate sulle due piazze circostanti.

Gastronomia Marcolin, foto di Eugenia Torelli

Per rompere il ghiaccio, si può partire con i tramezzini. In questo campo, il Bar Nazionale, affacciato su Piazza delle Erbe, è un’istituzione e ce ne sono davvero per tutti i gusti. Scaldati sul momento, da accompagnare a vino o “birretta”. All’angolo opposto, affacciato su Piazza della Frutta c’è invece il Bar dei Osei, dove il vero must è il tramezzino porchetta e senape.

Proprio lì accanto, fuori dal porticato sosta ogni giorno un banco storico di Padova, La Folperia. Impossibile non provare un folpetto, ovvero i moscardini dell’alto Adriatico bolliti, affettati, conditi con salsa alle erbette e serviti caldi sul momento, oltre a spiedini e altri spuntini di pesce. Non si può non passare da qui.

Sotto l’arcata più prossima a Piazza delle Erbe si trova invece il Bar Da Romeo, dove sembra di fare un tuffo negli anni Settanta, tra bancone in legno verniciato, vecchie foto e cornici appese alle pareti, finiture in ottone e ampia vetrina. Tappa fissa per gustare sostanziosi spunciotti, dal classico tramezzino ai cicchetti con il baccalà, polpettine, ottimi affettati e all’occasione anche crudité di pesce e altre golosità.

Altra insegna perfetta per l’aperitivo è Al Mercà, tra cicchetti, panini e focaccine farcite da abbinare a vino e cocktail, e altra fermata da non perdere è Casa Barozzi, che all’interno del mercato offre sia panini che gastronomia, tra preparazioni di carne, verdure e lasagne, sia da asporto che da passeggio.

Novità, la pescheria con cucina
Sotto l’arcata più vicina a Piazza della Frutta all’inizio del 2024 è arrivata una novità che ha rivoluzionato l’idea di pescheria del mercato. Qui i fratelli Matteo ed Emiliano Scuttari, pescatori chioggiotti, hanno ripreso la precedente Pescheria Adriatica e rinnovato tanto gli spazi quanto le modalità di vendita, lanciando un format nuovo, Adriatica Pescheria con Cucina, che accanto al pesce fresco offre gastronomia da asporto, un bancone per aperitivi e un’area in stile ristorazione.

L’intero volume dell’arcata, prima chiuso da un controsoffitto, è stato completamente recuperato, ricavando un soppalco affacciato sul banco del pesce, mentre tutto l’ambiente è stato arredato con oggetti creati e dipinti dalla stessa famiglia, dai tavoli di legno al lampadario sospeso a forma di scafo rovesciato, che ricorda idealmente la volta del Salone soprastante.

Sul soppalco si fa servizio al tavolo – quaranta i posti a sedere – con un menu che varia a seconda del pescato e una proposta di vini e distillati molto ben calibrata. Al piano terra, un ampio banco che espone pesce fresco o già cucinato e, per chi volesse fermarsi per uno spuntino veloce, c’è un bancone secondario che si affaccia infatti verso l’esterno. Qui si possono ordinare calici di vino e i piatti del giorno, dai baccalà a piatti caldi e crudité, da gustare seduti ad uno dei tavolini posizionati tutto intorno.

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