Falsi mitiIl male del nostro secolo si chiama glutine

Eliminarlo dalla nostra alimentazione per moda o per dieta è scorretto e dannoso. Sulla celiachia c’è ancora tanto da dire, soprattutto in un’epoca che vede alcune eliminazioni alimentari come una panacea. Quando invece l’unica soluzione è informarsi e conoscere

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Quali sono i peggiori nemici del nostro secolo? Le guerre? L’inquinamento? La fretta? Acqua, signore e signori: ciò che più cerchiamo di combattere con tutte le nostre forze sono i carboidrati. Sì, proprio loro, quelli con cui le nostre nonne ci rimpinzavano da bambini al suono di «questa creatura è troppo magra, mangia poco» e su cui la famosa dieta mediterranea ha posto le basi del suo successo mondiale. Oggi sembra che i carboidrati siano il male assoluto e, tra questi, il glutine è quello che se la passa peggio: infiamma il corpo, fa ingrassare, da non ingerire mai dopo una certa ora e non farselo diventare troppo amico.

Anche senza fare nessun tipo di analisi, siamo convinti che il glutine sia la fonte da cui derivano tutti i mali e diventiamo, anche senza essere andati da un medico competente, intolleranti a questa proteina. Con la conseguenza che spesso ci diamo una diagnosi di celiachia in modo improprio e quasi scellerato, non capendo invece che questa è una patologia, chiara e ben definita, che nulla ha che vedere con le mode del momento. 

Vogliamo sottolineare questi aspetti, perché oggi, e sino al 19 maggio, inizia proprio la Settimana Nazionale della Celiachia, che vuole fare chiarezza su diversi punti e soprattutto sfatare i falsi miti legati a questa malattia. Perché di malattia si tratta e non di tendenze e di contenuti virali sui social che diffondono una cattiva informazione, andando a minimizzare la sue conseguenze gravi e rendendo ancora più difficile la vita di chi ne è affetto. 

«La Settimana Nazionale della Celiachia è per noi uno dei momenti più importanti dell’anno, un’occasione per accendere i riflettori sui falsi miti e sfatare le tante fake news che ruotano intorno alla celiachia, una malattia severa ma ancora troppo sottostimata. Grazie agli eventi e iniziative della Settimana, ci poniamo l’obiettivo di diffondere una corretta informazione sulla celiachia perché siamo convinti che solo aumentando la conoscenza e la consapevolezza sia possibile migliorare la qualità della vita delle persone celiache, che è quello per cui Aic lavora e si impegna quotidianamente da 45 anni». A parlare è Rossella Valmarana, Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia, Aic, che si batte proprio per una corretta divulgazione della patologia e un miglioramento della qualità della vita per i celiaci. Perché questa malattia può essere anche un problema sociale. È di qualche settimana fa, ad esempio, un convegno che si è svolto al Senato proprio per cercare di portare avanti le istanze di chi soffre di questa malattia, che spesso non ha vita facile, tra esami diagnostici e quotidianità. 

I sintomi della celiachia sono tanti e spesso nascosti da altri segnali: possono essere di tipo intestinale tradizionale, come nausea, vomito, diarrea, stitichezza e addome gonfio, o atipici, spesso extra-intestinali e sempre più frequenti, come sintomi neurologici e dermatite erpetiforme. Può anche presentarsi in forma asintomatica, causando comunque danni all’organismo. L’unico rimedio per la celiachia è passare a una dieta completamente priva di glutine.

Esiste, inoltre, una condizione chiamata sensibilità non celiaca al glutine (NCGS), che si manifesta con sintomi più leggeri della celiachia, ma che è ancora poco conosciuta e difficile da diagnosticare. Anche in questo caso, l’eliminazione del glutine dalla dieta è considerata il trattamento più efficace.

Un altro segno che sulla celiachia c’è molto da dire e tante verità da far venire a galla. A oggi nel nostro Paese si pensa che siano presenti circa seicentomila celiaci, ma di queste quasi la maggior parte (quattrocentomila) non hanno ancora avuto una diagnosi. Questi sono i dati raccolti dal Ministero della Salute nel 2022 e ci fa capire quanto ancora ci sia da fare, al di là di una settimana dedicata sul calendario. In programma tanti eventi, con anche contributi importanti per la scuola, proprio con l’obiettivo di sensibilizzare e formare studenti, famiglie e insegnanti, al di là del sentito dire o delle false informazioni. Un percorso che serve perché l’informazione non è mai abbastanza e spesso i celiaci si trovano a dover fronteggiare tante difficoltà, legate anche alla mancanza conoscenza dei protocolli sanitari nei ristoranti. 

La celiachia non è una moda alimentare o una dieta per dimagrire, non si è più o meno celiaci: sono i punti di partenza di questa campagna. Punti che oggi è ancora più importanti sottolineare. Perché il glutine non è un nemico, se non si è affetti da celiachia, anzi, è vero tutto il contrario. Un’alimentazione priva di glutine a lungo termine può aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, sindrome metabolica e osteoporosi. A causa dell’esclusione di alcuni alimenti, che magari contengono vitamine del gruppo B, ferro, magnesio, acido folico e fibre, una dieta senza glutine può portare a una carenza di micronutrienti. Senza considerare anche che dietro il gluten free c’è un mercato in continua crescita, che si nutre proprio delle mode, andando però anche a penalizzare chi celiaco lo è davvero.

Un mercato che spesso non è salutare come si potrebbe pensare: non tutti i prodotti senza glutine fanno bene a prescindere dall’eliminazione della proteina: rimangono prodotti industrializzati e possono contenere alti livelli di zucchero, sale e grassi. In termini di valori nutrizionali e apporto calorico, i prodotti senza glutine non sono superiori agli alimenti tradizionali in modo incondizionato e assoluto. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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