La vigna e il vino di domani La conferenza dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino in Franciacorta

In occasione di Vinitaly, l’Italia ha contribuito alle celebrazioni per il centenario dell’Oiv con una ministeriale di tre giorni

Foto Franciacorta

È trascorso quasi un secolo dal 4 giugno 1924, giorno in cui i più alti rappresentanti dei Paesi esportatori di vino – Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Grecia – si riunirono per la prima volta in una conferenza ministeriale internazionale. Una scelta finalizzata a raggiungere tre importanti obiettivi: concordare una definizione comune di “vino”, delineare misure idonee a promuovere il suo consumo moderato, creare un ufficio internazionale per armonizzare le politiche degli Stati membri e agevolare gli scambi.

Le cinque delegazioni approvarono i principi discussi in una seconda conferenza, che conobbe una più ampia adesione e condusse alla firma dell’accordo con cui fu sancita l’istituzione dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (29 novembre 1924). L’anno del centenario – proclamato come “Anno internazionale della vigna e del vino” – vuole essere dunque uno stimolo dall’alto valore simbolico, capace di animare dibattiti di natura scientifica, tecnica e culturale in tutti Paesi vitivinicoli, uniti per costruire “la vigna e il vino di domani”.

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