Infanzia lacerataLe giovani vittime di Gaza e il silenzio sui soldati-bambini

Si possono condividere le grida indignate per l’uccisione dei ragazzi palestinesi, ma non si può puntare solo il dito contro gli attacchi israeliani: è Hamas a creare combattenti adolescenti promettendo loro il paradiso e alla famiglia un sussidio

AP/Lapresse

Le deplorazioni pacifiste per l’infanzia lacerata di Gaza sarebbero tanto più credibili e moralmente decenti se si reggessero, oltre che sulla legittima requisitoria contro le iniziative belliche israeliane, anche sulla denuncia dell’uso dei minori come soldati.

La morte di un adolescente freddato da un cecchino non è meno tremenda, né meno ingiusta, perché quel ragazzino imbracciava un fucile: ma chi ne ha fatto un soldato promettendo a lui il paradiso e alla famiglia il sussidio pagato dalla cooperazione internazionale non dovrebbe sfuggire all’indignazione colorata d’arcobaleno.

Non si ricordano appelli contro la pratica che riduce a sicari i ragazzini sottoposti alle indiscutibili violenze e privazioni di cui soffre tanta parte della popolazione palestinese. Si ricorda semmai qualche malvissuto consulente dell’Onu che chiama “resistenza” quella pratica, e istiga chi ne è responsabile a reiterarla per “la libertà” degli oppressi.

Non si ricordano cortei pacifisti con le immagini dei dodicenni che imparano a confezionare bombe da far esplodere, con sé stessi, sugli autobus e nei bar israeliani. Si ricordano semmai sfilate di cialtroncelli fuori corso che inneggiano all’Intifada, quella che per procura i capibastone del terrorismo fanno combattere ai minorenni con il ventre fasciato di corpetti al tritolo.

Non si ricordano comizi contro i blood-funds delle organizzazioni internazionali, i denari usati per lo stipendio dell’insegnante che ruba il futuro dei bambini educati alla nobile arte di uccidere gli ebrei. Si ricordano quelli tenuti dal pacifista accanto al “combattente”, il quale racconta che la forza del proprio popolo e il suo destino vittorioso stanno nella demografia che produce figli istruiti ad apprezzare la morte più della vita.

Amano l’infanzia di Gaza uccisa da Israele. Si scordano di quella – la stessa – mandata a farsi ammazzare con un lanciarazzi in mano o adibita a sacco di sabbia.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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