Cattive compagnieL’atleta ucraino dovrà distanziare russi e bielorussi, in gara ma soprattutto fuori

A un paio di mesi dall'inizio dei Giochi Olimpici di Parigi il Ministero dello sport di Kyjiv mette in guardia il suo team raccomandando a tutti di non cedere alle provocazioni del nemico

Dopo aver accettato con riserve alla fine del 2023 la partecipazione in sordina di atleti russi e bielorussi ai prossimi Giochi olimpici di Parigi, l’Ucraina ha pubblicato una accorata raccomandazione ai propri partecipanti, chiedendo loro di mantenere le distanze dagli atleti delle nazioni nemiche. Gli 89 atleti di Kyjiv sono pregati di segnalare ogni potenziale provocazione durante l’evento sportivo. Lo scrivono il Ministero dello Sport ucraino e il Comitato Olimpico del paese (UOC) in un documento ufficiale elaborato per proteggere gli atleti qualificati alle varie competizioni.

Le Olimpiadi in tempo di guerra generano sempre preoccupazione per possibili attacchi terroristici ma anche per provocazioni psicologiche che possono inficiare le performance. La raccomandazioni è diretta anche a tutti gli allenatori e al personale coinvolto nella trasferta di Parigi dal 26 luglio all’11 agosto prossimi. 

Con uno slancio che vorrebbe far passare il messaggio dello sport come elemento di pace e fratellanza, il Comitato Olimpico Internazionale ha offerto inviti non ufficiali a Russia e Bielorussia che consentano di ospitare e far gareggiare gli atleti neutrali, che non siano d’accordo con la politica espansionistica e guerrafondaia di Mosca. Per loro molte porte saranno chiuse: non potranno partecipare in squadra ma soltanto in discipline individuali; non assisteranno alla cerimonia di apertura ed è fatto divieto di esporre bandiere o qualsiasi altra identificazione ufficiale con uno dei due paesi.

Quindi la lontananza, anche fisica, dai “nemici” sarà essenziale secondo il Ministero dello Sport e l’UOC per proteggere i membri della delegazione ucraina a Parigi che dovrebbero astenersi dal contatto diretto con i loro omologhi russi sia quando si troveranno nel Villaggio Olimpico che in altre aree predisposte per i Giochi della prossima estate.

La prescrizione della brochure è molto dettagliata nello spiegare agli atleti ucraini che, se devono rispettare le regole della competizione, dovranno farlo cercando di stare «il più lontano possibile» dagli atleti russi durante le cerimonie di premiazione, da photocall e selfie o video da social con questi atleti e astenersi da eventuali dibattiti tv, conferenze stampa o interviste congiunte.

Ogni membro della delegazione ucraina è inoltre tenuto a informare i responsabili e gli accompagnatori della delegazione su qualunque tentativo di azioni e comportamenti provocatorie da parte di rappresentanti russi o bielorussi. La spiegazione del Ministero punta a evitare la possibilità che qualunque membro dei team provenienti dagli stati aggressori possa utilizzare l’evento olimpico come occasione di propaganda. Un avvertimento fondato su una realtà incontrovertibile, ovvero i tantissimi contatti che si sono sviluppati negli anni tra gli atleti delle nazioni che ora sono in guerra. Contatti tra rappresentanti in gara ma anche funzionari che potrebbero essere in realtà spie travestite. 

Attenzioni speciali si applicheranno poi agli atleti ucraini che appartengono a vario titolo alle Forze Armate ucraine, che lavorano o hanno lavorato con il Ministero dell’Interno o con altre unità militari.

L’estromissione della Russia dalle Olimpiadi non è una novità. Il provvedimento, punitivo, già adottato nel 2019 a causa di pratiche sistematiche di doping, ha comunque permesso la partecipazione nel 2020 e nel 2022 sotto la bandiera del Comitato Olimpico Russo (ROC).

La ROC è stata sospesa nell’ottobre 2023 anche per aver dichiarato la propria autorità sulle organizzazioni sportive dell’Ucraina occupata. La Comunità Internazionale ha infine esortato gli organi di governo dello sport mondiale a trattare le gare tra ucraini e i cosiddetti atleti neutrali «con il necessario grado di sensibilità». Precedente famoso:  la schermitrice ucraina Olha Kharlan è stata squalificata per essersi rifiutata di stringere la mano alla sua concorrente russa, nel luglio 2023».

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