Area protetta In Cile e Argentina ha vinto la natura selvaggia

Nei parchi nazionali di Iberá e Patagonia sono tornati i giaguari, i nandù e non solo. Merito anche dell’iniziativa Perpetual Planet di Rolex, capace di ricostruire l’habitat di specie che parevano scomparse

Sofia Lopez Mañan

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Un gruppo di persone è riunito davanti a un computer. Aspettano. Stanno guardando le immagini immortalate da una delle fototrappole del Parco Nazionale Iberá, la più vasta area protetta dell’Argentina. D’un tratto, tutti insieme, esultano: sullo schermo si vede un giaguaro selvatico che trasporta il suo cucciolo, una scena a cui da queste parti non si assisteva da oltre settant’anni. A festeggiare questa straordinaria nascita sono i collaboratori di Rewilding Argentina, associazione di rigenerazione e conservazione ambientale che, insieme a Rewilding Chile, è nata in seno alla Tompkins Conservation e dal 2022 è sostenuta dall’iniziativa Perpetual Planet di Rolex.

Elegante e solitario, con un morso capace di perforare il carapace di una tartaruga, il giaguaro selvatico è il felino più grande del continente americano e nel mondo è superato per dimensioni soltanto da tigre e leone. Considerato una creatura mitologica dalle civiltà azteche e maya e, in tempi ben più recenti, una minaccia da agricoltori e allevatori, il giaguaro selvatico nell’ultimo secolo ha visto il suo habitat naturale sempre più sfruttato, ristretto e frammentato. Una condizione che, abbinata al bracconaggio, ha portato la specie vicina alla minaccia di estinzione. A invertire la tendenza, e non solo per questo imponente felino, è stata la volontà di recuperare e ripristinare gli ecosistemi naturali sudamericani da parte degli imprenditori e attivisti per l’ambiente Kristine e Douglas Tompkins, che è mancato nel 2015.

Intorno agli anni Novanta i coniugi – lei ex Ceo di Patagonia, lui co-fondatore di The North Face ed Esprit – si spostano dal mondo degli affari a quello della tutela ambientale. Insieme danno vita alla non profit Tompkins Conservation e acquistano oltre ottocentomila ettari di aree naturali e terreni agricoli tra Argentina e Cile in cui, lavorando insieme alle autorità e comunità locali, ripristinano le originarie foreste, praterie e zone umide di acqua dolce, promuovendone una gestione sostenibile. Una decina di anni più tardi cominciano a restituire gratuitamente quelle terre ai governi di Cile e Argentina per creare dei parchi nazionali, a patto però che vengano incluse anche le aree in quel momento non protette. È la più grande donazione mai avvenuta da parte di un privato nei confronti di un governo sudamericano. Il risultato: 5,6 milioni di ettari di aree protette e quindici parchi nazionali suddivisi tra i due Paesi, inclusi il Parco Nazionale Iberá in Argentina e il Parco Nazionale Patagonia in Cile, a oggi uno dei più grandi progetti di ripristino di una prateria al mondo.

Kristine e Douglas sanno che proteggere un’area naturale non è sufficiente: per ripristinare l’ecosistema serve anche il rewilding, cioè la ricostituzione della varietà e dell’abbondanza della fauna autoctona. Per perseguire questo obiettivo dalla Tompkins Conservation nascono le associazioni Rewilding Argentina e Rewilding Chile, entrambe supportate con Perpetual Planet. Avviata nel 2019, l’iniziativa testimonia l’impegno di Rolex a sostegno delle organizzazioni e degli individui che, con un approccio scientifico, si dedicano alla comprensione e alla risoluzione delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo. «Ho lavorato in azienda per cinquant’anni e conosco perfettamente l’impatto che possono avere le grandi imprese. Più imparo a conoscere Rolex, più sono felice che il marchio sia partner di Rewilding Argentina e Rewilding Chile, per realizzare un cambiamento basato su valori condivisi», ha detto Kristine Tompkins, oggi presidente di Tompkins Conservation. «È la fauna selvatica a dare vita a un paesaggio. Il nostro lavoro è ricreare ecosistemi interamente funzionali», continua.

Il team di Rewilding Argentina ha iniziato con il giaguaro: oggi nel parco dell’Iberá, che gli abitanti hanno iniziato a chiamare “la provincia del giaguaro”, ci sono almeno dodici esemplari allo stato selvatico. «È la prima volta che succede, e siamo molto fieri che i residenti della regione abbiano iniziato a definire in questo modo la zona», racconta Sofía Heinonen, direttrice di Rewilding Argentina. Dopo l’arrivo dei primi cuccioli in oltre settant’anni, ci si aspetta un aumento significativo delle nascite. L’associazione ha lavorato anche con altre specie autoctone che erano scomparse da queste terre, come il formichiere gigante, il cervo delle pampas, l’ara dalle ali verdi, l’ocelotto e le lontre giganti. Ciascuna ha il suo ruolo insostituibile: spargere i semi delle piante, contribuire al ripristino di foreste e praterie, regolare la popolazione di prede. Il giaguaro, vera e propria chiave di volta di questo ecosistema, evita che altre specie aumentino eccessivamente di numero, un’eventualità che potrebbe avere un impatto disastroso sulle risorse e sull’ambiente. I formichieri giganti, che oggi sono alcune centinaia, fanno la stessa cosa con le formiche.

Allo stesso modo, nel Parco Nazionale Patagonia Rewilding Chile ha introdotto piccole e isolate popolazioni di huemul del sud, il raro cervo andino che contribuisce alla rivitalizzazione delle foreste, e di nandù, uccello incapace di volare e prezioso per garantire la propagazione della flora locale. La rimozione di centinaia di chilometri di recinzioni ha inoltre aperto gli spazi al guanaco, una sorta di lama, e ha di conseguenza favorito il ritorno dei suoi predatori, tra cui il puma. «Ciò che facciamo qui serve da modello per il Cile e per il mondo intero», ha detto Cristián Saucedo, direttore di Rewilding Chile. La speranza è che tutte le specie chiave raggiungano con il tempo un numero che le renda autosufficienti: a quel punto l’ecosistema, come un congegno straordinariamente fragile e complesso ma in cui tutti gli ingranaggi sono di nuovo al posto giusto, potrà continuare a esistere in equilibrio per i secoli a venire.

Sarebbe ipocrita concentrare gli sforzi nel ripristino della natura selvaggia ignorando il fatto che dall’agricoltura e dall’allevamento che in precedenza sfruttavano quei territori dipende il sostentamento delle comunità locali. Tra gli obiettivi di Perpetual Planet di Rolex non a caso c’è anche la transizione verso un’economia sostenibile: un passaggio essenziale per garantire il successo a lungo termine dei programmi di protezione ambientale e rewilding. Già trent’anni fa Kristine e Douglas Tompkins avevano lavorato per creare alternative economiche nelle aree remote di Cile e Argentina, ad esempio favorendo lo sviluppo di un turismo nature-based. Anche nei decenni successivi numerosi abitanti dell’Iberá hanno avviato una carriera nel turismo, settore che cresce proprio grazie alla maggiore biodiversità di queste aree. Altri si sono riconvertiti in ranger: è il caso di Daniel Velásquez, che – dopo essere stato un allevatore di pecore e bovini – oggi è esperto nella protezione dello huemul del sud, simbolo nazionale del Cile, tra i Paesi del Sudamerica più esposti al clima che cambia.

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