Tendenza StarmerIl Regno Unito e la nostalgia per una Ue che può vincere sulla tirannia

Ucraina, immigrazione e nuovi legami tra i paesi tengono banco al vertice di Blenheim Palace, nell’Oxfordshire, dedicato alla Comunità politica europea. Zelensky chiede ai leader di non farsi sedurre dalle trappole e dalle pressioni putiniane

I leader d’Europa si sono riuniti a Blenheim Palace, nell’Oxfordshire, per il vertice della Comunità politica europea. Ad aprire il summit, il neo primo ministro Keir Starmer, che ha sottolineato come la vita politica del continente sia oggi percorsa da un vento di rinnovata fiducia, soprattutto nei rapporti tra le singole nazioni. Starmer ha approfittato dell’apertura dei lavori per lanciare un messaggio anti-Brexit: «Il Regno Unito non abbandonerà mai la Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Al centro del vertice, però, c’è stata l’Ucraina per la quale il leader britannico si è impegnato a sostenere il paese nella sua strenua difesa e ha raccolto l’unità dei leder europei in questo obiettivo per tutto il tempo necessario.

L’Europa per Starmer deve essere infatti soprattutto cooperazione in materia di difesa e prevenzione dall’immigrazione illegale, tema sul quale si è detto impegnato a ridefinire l’approccio del Regno Unito rispetto al governo precedente: «Lavoreremo con i paesi europei per condividere intelligence, dati, competenze e mettere le organizzazioni criminali al bando». Parole che hanno dato al presidente francese, Emmanuel Macron, l’occasione di applaudire all’elezione di Starmer come evento foriero di un nuovo slancio per affrontare le questioni politiche comuni. Stesso entusiasmo per il nuovo progressismo inglese da parte del primo ministro irlandese Simon Harris. Per lui già questi primi quattordici giorni di mandato hanno dimostrato che le decisioni di Keir Starmer rappresentano un punto di svolta per l’Europa intera.

Ma è stato soprattutto il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy  a prendersi lo spazio più importante del vertice. Ancora una volta un accorato appello all’unità: «Sono necessari sforzi congiunti per conquistare la pace, perché quando l’aggressore perde, il mondo vince». Nel suo intervento non sono mancati avvertimenti sulle trappole putiniane. L’Europa si arrenderà al tiranno? Zelenskiy ha criticato la recente  “missione di pace” di Viktor Orbán e gli incontri tra Putin e Trump, che ha definito «un tradimento dell’Europa». 

I riferimenti ai recenti tentativi di Orbán di avvicinarsi a Mosca sono stati più volte citati come esempio della strategia russa per sedurre i leader. «Abbiamo mantenuto l’unità in Europa agendo sempre insieme, neutralizzando gli obiettivi primari di Putin. È il nostro vantaggio, destinato a rimanere tale soltanto finché resteremo uniti». Secondo Zelenskiy Putin proverà ancora a manipolare i leader e bisognerà non cedere mai alle sue pressioni per dividerci. Definitivo il commento alla visita di Orbán a Mosca per incontrare Putin. Pur senza citarlo espressamente, ha detto: «Se qualcuno in Europa cerca di risolvere i problemi alle nostre spalle, o addirittura a spese di qualcun altro, se qualcuno vuole fare qualche viaggio nella capitale della guerra per parlare, e forse promettere qualcosa contro i nostri interessi comuni o a spese dell’Ucraina o di altri paesi allora non dovremmo fidarci di una persona del genere, l’Ue può affrontare tutti i suoi problemi anche senza questa persona».

Secondo gli analisti lo spazio e il supporto garantito a Zelenskiy a Blenheim Palace è stato un doveroso chiarimento delle posizioni laburiste alla vigilia di decisioni che per le finanze pubbliche inglesi si annunciano difficili. Come ha sottolineato la cancelliera dello scacchiere nominata ai primi di luglio, Rachel Reeves che ha avvertito che sistemare le fondamenta della spesa pubblica non sarà passeggiata. La Reeves annuncerà la data del suo primo bilancio prima della pausa estiva della Camera dei Comuni. Durante questo appuntamento farà anche una severa valutazione dell’eredità lasciata dai conservatori.

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