Caccia al paninoDove trovare cibo buono prima di salire in nave

Agosto vuol dire traghetti, luoghi non propriamente templi sacri della gastronomia. Ecco perché abbiamo deciso di costruire una mappa per identificare indirizzi dove sfamarci bene prima di salpare dal porto

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Panini dalla mollica invasiva e due fettine di salame. Insalate che cercano di suicidarsi prima nel frigo e poi nel piatto di qualche malcapitato. Piatti di pennette al sugo che ricordano vagamente qualche esperienza in ospedale di vent’anni fa. Dai, diciamolo pure senza troppi giri di parole: il cibo nelle navi è spesso immangiabile. E non parliamo di navi da crociera o di lusso (quello è un capitolo a parte, che prima o poi affronteremo), ma di quelle navi passeggeri, che ogni anno trasportano milioni di turisti da una parte all’altra dell’Italia. A tutti sarà capitato di prendere il traghetto per andare in Puglia o in Sardegna, ritrovarsi a fare i bagagli all’ultimo, mettersi in autostrada e dimenticarsi di infilare in borsa due o tre panini (fatti bene e di cuore) per la traversata! Con la conseguenza di trovarsi all’ultimo minuto in fila alla cassa della nave di turno a comprare una cena a caso, pagarla tantissimo e dirsi «questa è l’ultima volta!». 

Eppure le grandi compagnie sbandierano nei loro siti proposte culinarie in grado di far impallidire i migliori ristoranti gastronomici del Bel Paese. Alcune addirittura hanno assoldato chef di grido per confezionare menu a fortunatissimi viaggiatori, che probabilmente non vedono l’ora di assaporare i gusti delle destinazioni delle loro vacanze, senza farsi rovinare l’appetito da malcapitate e sfortunate scelte in viaggio. Ecco perché abbiamo deciso di tracciare una mappa virtuale dell’Italia attraverso i luoghi vicino ad alcuni dei porti turistici più importanti e frequentati per aiutarvi a non incappare in mal di pancia, risparmiare denaro che potrete spendere una volta arrivati e, soprattutto, farvi trascorrere le tante ore di navigazione con il sorriso (soddisfare il gusto serve anche a quello!). 

LIVORNO
La voglia, quando si arriva a Livorno, è quella di riuscire a gustare più mare possibile. Piatti della tradizione, ma non solo, pronti a coccolarvi con un sapore di sale e di estate. Vicino al porto si trova il quartiere La Venezia, chiamato così proprio perché somiglia molto alla città lagunare, con i suoi canali e ponti: è il quartiere della movida livornese, con tanti bar e locali di diverso tipo, perfetto se volete godervi ancora uno scampolo di vacanza o concedervi qualche attimo di libertà prima delle dieci o dodici ore di nave. Tra questi, L’Ostricaio in Venezia, scelta vincente se avete voglia di un aperitivo a base di frutti di mare e cocktail ghiacciati. 

L’Ostricaio in Venezia – Scali del Monte Pio, 25, 57123 Livorno LI

Se state cercando qualche soluzione comoda prima di partire, il ristorante Le Volte potrebbe essere la soluzione giusta. Si trova proprio vicino agli imbarchi per Sardegna, Corsica a Capraia e offre una cucina con specialità livornesi: l’imperdibile caciucco, i crudi, ma anche piatti più creativi come i paccheri con il tonno fresco e il pesto di pistacchio o le tagliatelle con scampi e limone. 

Ristorante Le Volte – Via Calafati, 4, 57123 Livor 

Ovviamente non possiamo tralasciare lo street food, per chi preferisce una scelta più facile da portare a bordo. Il Mercato delle Vettovaglie, o Mercato Centrale, tra le strutture al coperto più grandi in Europa. a parte la sua bellezza architettonica, offre anche la possibilità di accontentare bocche affamate. Oltre a essere, infatti, luogo perfetto per fare la spesa (lasciate spazio anche per frutta e verdura, che in estate va sempre bene), c’è la possibilità di buttarsi nel magico mondo del cibo da strada livornese o magari assaggiare, comodamente seduti, una delle pietanze tipiche del luogo. 

Proprio accanto al Mercato si trova anche una delle torterie storiche di Livorno, la Gagarin, specializzata nella torta di ceci (qui non chiamatela mai farinata, pena il linciaggio), da gustare da sola o trasformarla nel panino 5e5, un piatto molto povero, dalle origini antiche e quasi simbolo della città, dove la torta di ceci diventa il ripieno di una focaccia morbida e fragrante. Qualche giorno fa è mancato il suo fondatore, Salvatore Chiappa, che può essere considerato davvero il fondatore dello street food locale. Il nome del panino deriva dal costo (un tempo) del pane e della torta: inutile dire che potrebbe diventare una tappa fissa per chiunque passi da Livorno. 

Gagarin – Via del Cardinale, 24, 57123 Livorno

PROCIDA
Quattro chilometri quadrati di bellezza: Procida è piccolo scrigno di meraviglia, sia per quanto riguarda la scenografia naturale, sia per il suo cibo. Luvari al sale, l’insalata di limoni, il coniglio alla procidana e la “Lingua di Suocera”. Si tratta di un dolce conosciuto anche come Lingua di bue, per la sua forma, fatto con una sfoglia croccante che racchiude una crema al limone. Per provarla e portarvela dietro in traghetto, andate al Bar Roma, uno dei ritrovi più frequentati dell’isola da circa un secolo, proprio al centro della marina di Sènt’ Cò. A questi tavoli si sono seduti personaggi del calibro di Elsa Morante e Alberto Moravia, quando ancora questo luogo era ancora un semplice bar. Dagli settanta in poi, è diventato anche una pasticceria, con questo dolce di cui pare non si possa più fare a meno una volta provato. 

 

Bar Roma – Via Roma, 164, 80079 Procida

BARI
Ci sono pochi posti in Italia dove trovare cibo da strada buonissimo come a Bari, eppure pare che i dintorni di porto e aeroporto del capoluogo pugliese siano i luoghi peggiori dove cercare buon cibo. Un problema? No di certo. Se andate nel centro storico e vi buttate in mezzo alle viuzze della Bari Vecchia, troverete sicuramente una delle focaccerie in grado di salvarvi la vita e riempirvi la pancia felici. A Bari ci sono circa duecento panifici, segno del legame che i baresi hanno con pane e focaccia. Tra tutti vale la pena menzionare il Forno Santa Rita, panificio con una storia iniziata nel 1921, che, a detta di molti, prepara tra le focacce migliori di Bari ed ecco spiegata anche la lunga fila di persone che ogni giorno aspetta il turno per entrare. Oggi il panificio è gestito da due fratelli, Giuseppe e Massimo Bolumetto, gli ultimi di una lunga storia familiare. La loro focaccia è più piccola e sottile rispetto alle altre che si trovano in giro. Il consiglio? Prendere tutta la ruota. 

Forno Santa Rita – Strada dei Dottula, 8, 70122 Bari 

Oppure potete puntare sull’abbondanza con Mastro Ciccio, vera e propria istituzione a Bari dagli anni settanta, con panini (fatti con il pane di Altamura), che solo a leggere il menu ti viene fame. C’è quello con polpo cotto a bassa temperatura, pomodoro fresco e infornato, burrata e rucoletta selvatica. Quello con le bombette pugliesi di maiale con caciocavallo cotte al forno, stracciatella ai funghi e prezzemolo, cipolla caramellata al miele, crema di caciocavallo impiccato, pancetta affumicata di Martina Franca, pomodori infornati, glassa di gelso rosso e rucola. E quello con capocollo di Martina Franca, zucchine con mentuccia selvatica, crema di caciocavallo, formaggio giuncata al forno e glassa al fico d’India, giusto per fare qualche esempio. Ma potete anche ordinare le orecchiette, condite in modo diverse e da portar via, o la burrazza, una burrata fritta e ripiena o i classici panzerotti baresi: insomma, c’è l’imbarazzo della scelta. 

Mastro Ciccio – Corso Vittorio Emanuele II, 15, 70122 Bari 

Un’altra buona idea per fare acquisti gastronomici giusti è quella di dirigersi verso la zona della stazione, dove stanno spuntando diversi posticini interessanti per soddisfare voglie golose. Come, ad esempio, Dama, una bakery di ispirazione nordica, che mantiene però alta la tradizione barese delle focacce. Ovviamente la colazione è il punto forte: sembra che qui si mangi il miglior croissant (anche salato) di tutta la Puglia. La Bakery nasce da un’idea di due fratelli, Davide e Massimiliano Leonetti, che dopo aver viaggiato e lavorato tra il nord Italia (hanno avuto esperienze da Princi e Gelsomina a Milano) e il nord Europa, hanno deciso di portare a Bari ricordi e insegnamenti di viaggio. La loro focaccia è in versione classica o rinnovata con alcuni ingredienti diversi, come ad esempio la curcuma. 

Dama Italian Bakery – Via Melo da Bari, 181, 70121 Bari 

MESSINA
Messina può essere considerata la porta di ingresso alla Sicilia, che, tradotto, può anche voler dire la porta di ingresso per il paradiso. Si sa, qui si mangia benissimo ed è quasi impossibile non trovare qualcosa che soddisfi il palato e minacci la bilancia. Non dovrete fare molta strada per trovare qualcosa di appetitoso. A Rada San Francesco,  per esempio, proprio agli imbarchi per Villa San Giovanni e l’attraversamento dello stretto, c’è L’Ancora, punto di riferimento storico per la cucina messinese, che da qualche anno opera anche all’interno di alcune navi. Qui c’è da sbizzarrirsi, tra caponata, involtini di pesce spada e pasta al forno con i cubetti di melanzane fritte da ordinare alla gastronomia o da gustare comodamente seduti al ristorante. E poi ci sono loro, i rustici per eccellenza della tradizione: arancini e pidoni da accompagnare rigorosamente con una Birra dello Stretto. 

L’Ancora dal 1968 – Viale della Libertà, 34, 98121 Messina 

Se siete in fila per gli imbarchi, per ingannare noia, fastidio e caldo, buttatevi alla ricerca del piacere da Urzì’, pasticceria storica con tutti i dolci tipici di questa terra golosa, tra cui, immancabile a granita câ brioscia, morbida da inzuppare e gustare a colazione, insieme magari al caffè con la panna, che qui è una vera e propria istituzione. 

Pasticceria Urzì – Via Guicciardini, 40 Is. 483, 98121 Messina 

Voglia di una focaccia tradizionale da mordere guardando il mare? La risposta che cercate la troverete al Laganà, panificio storico che sforna pane con lievito madre, propone ogni giorno un menu diverso con ricette tipiche della tradizione messinese per la pausa pranzo, realizza dolci golosissimi, come il bombolone alla ricotta e, soprattutto, è famoso per la sua focaccia, simbolo della gastronomia locale. Il Laganà è in tutte le guide che contano e chi siamo noi per ignorare questo impasto farcito con acciuga, formaggio Tuma,  scarola e pomodoro fresco? È lo street food per eccellenza qui a Messina ed è consigliata per allungare di qualche morso la sensazione di essere ancora in vacanza. 

Panificio Laganà – Via G. Garibaldi, 298, 98121 Messina 

Al Porto Storico di Messina, vicino agli imbarchi per Villa San Giovanni e agli aliscafi che portano nelle isole Eolie, c’è Il Chiosco di nonno Gianni, una piccola bottega, di quelle di una volta, che prepara ogni giorno panini farciti con ricette già testate o da comporre a proprio gusto. Qui il pane cunzato è quasi un’obbligo in pausa pranzo: ripieni che richiamano altri piatti, della tradizione italiana, come quello alla Carbonara, o sicula, come il panino ripieno alla parmigiana di melanzane. Ed è già fame. 

Il Chiosco di nonno Gianni – Via del Vespro, 6, 98122 Messina 

Se amate i dolci, non potete non fare tappa al Bar Progresso, a due passi dagli imbarchi per gli aliscafi. bar storico in una palazzina altrettanto storica, che onora i dolci della tradizione messinese. Tra tutti la classica granita con brioscia e lo schiumone, una fetta di gelato su base pan di Spagna con cuore di panna e, quasi sempre, canditi. Da provare per gustare la vera Messina. 

Bar Progresso – Viale S. Martino, 33, 98122 Messina 

PALERMO
Pane e panelle, cannoli, rosticceria di tutti i tipi: fare tappa a Palermo significa riempiersi pancia e realizzare sogni. I palermitani sono famosi per le loro colazioni salate e una pausa è sempre quel che ci vuole per abbattere la stanchezza del caldo. Se state per imbarcarvi e volete portar via con voi un po’ di sole e mare, fate un salto al Lucy Bar. Non è il solito caffè blasonato con tanto di reel virali su Instagram, anzi. È la semplicità per eccellenza ad attrarre ogni giorno gli appassionati e i fedeli della sua “pizzetta”, un rustico che è una vera e propria pizza in miniatura. Si trova in un punto strategico a pochi passi dal centro storico e vicinissimo al porto: perfetto per fare scorta di bontà e preparasi alla traversata. 

Lucy Bar – Via Francesco Crispi, 256, 90139 Palermo 

CAGLIARI
Il porto di Cagliari è proprio in centro città. Certo, ora se vi capiterà di fare un salto nel capoluogo sardo, vi troverete un bel po’ di lavori di ristrutturazione proprio in quella zona, che un giorno dovrebbe diventare quasi pedonale. In una strada quasi accanto agli imbarchi troverete però due posticini pronti a soddisfare gola e palato. Entrambi sono meta dei cagliaritani quando vogliono acquistare dei panini da portare nelle meravigliose spiagge della zona di Chia. Il primo, La Bottega del panino, è storico ed è tappa anche di molti lavoratori in pausa pranzo. Il signor Manlio sfama i suoi avventori golosi dal 1994 con pane insemolato pieno di ogni cosa possiate desiderare o immaginare: la doppia mortadella con pomodoro e maionese; crudo, ricotta, melanzane e rucola; porchetta , melanzane , rucola , funghi e salsa boscaiola. Questi sono giusto qualche esempio, ma la vera leccornia è che potrete comporre il vostro panino secondo i vostri gusti, anche scegliendo diverse tipologie di pane. 

La Bottega del Panino – Viale la Plaia, 38, 09123 Cagliari 

Il secondo è più recente e anche il menu lo sa: Mordi storie di carne serve infatti il panino più alla moda del momento: lo smash burger, una polpetta di carne ben schiacciata con una paletta direttamente sulla piastra bollente, che sta soppiantando i vecchi e cari hamburger cicciotti e succosi. Qui lo si può trovare in versione singola, ma anche doppia o tripla, per i più affamati, e condito con i grandi classici: cheddar, bacon e cipolla. Ci si può comporre il panino anche da soli, seguendo i propri gusti tra gli ingredienti proposti: würstel, salsiccia, pollo fritto e straccetti di cavallo. E per chi non lo sapesse, i cagliaritani vanno matti per il cavallo e hanno una certa propensione a cucinarlo in modo particolarmente buono. 

Mordi Storie di Carne – Viale la Plaia, 3, 09123 Cagliari 

Ovviamente se avete trascorso qualche giorno a Cagliari, vi sarete innamorati della pizzetta sfoglia, un rustico semplice farcito con salsa di pomodoro, cappero e, a volte, acciughe, che rappresenta la colazione tipica cagliaritana e che nel 2022 è stato inserito anche nella lista Prodotti agroalimentari tradizionali sardi (P.A.T.). Tra le migliori ci sono senza dubbio quelle della pasticceria Ditrizio, a pochi passi dal porto. Il consiglio è quello di portarsene dietro proprio un vassoio per combattere la malinconia di fine vacanza. E già che ci siete, provate anche la colazione dolce: Piero Ditrizio è un mago con i maritozzi. 

Ditrizio Pasticceria – Via Francesco Crispi, 21, 09124 Cagliari 

OLBIA
Lo sappiamo che quando si lasciano le acque della Sardegna si è sempre un po’ tristi. Ecco perché portarsi dietro un po’ dei suoi sapori è sempre una buona idea. A La Spianata si può trovare un bel po’ di cibo sardo in versione street food. La frittura di pesce, la spianata tipica sarda farcita (un pane di semola, simile alla piadina), la panada, la zuppa gallurese (una delle tante zuppe di pane che vengono fatte in Sardegna): un modo per conservare e immagazzinare (in pancia) i ricordi dell’estate. 

La Spianata – Corso Umberto I, 97, 07026 Olbia SS

Se avete un po’ di tempo in più, invece, proprio vicino al porto c’è l’ittiturismo Sapori di Olbia. un chiosco perfetto per chi è in attesa dell’imbarco e vuole godersi un piatto di cozze. Quelle di Olbia sono famose in tutta la Sardegna e qui ve le prepareranno davvero in tutti i modi. Non mancano però le altre specialità di mare dell’Isola: dagli anemoni fritti fino ad arrivare al panino con il polpo. 

Sapori di Olbia – Viale Isola Bianca, 1 A, 07026 Olbia 

Ovviamente i porti turistici in Italia sono di più e questo articolo è in continuo aggiornamento proprio per cercare di creare una guida (e un manuale da sopravvivenza) il più accurata possibile. Aspettiamo anche le vostre indicazioni da local o da turisti fortunati che si sono imbattuti nella schiscetta perfetta prima di partire: l’unione fa la differenza. 

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