Classe 1990, fin da bambino Marco Cecchetto ha trascorso ogni momento libero nell’azienda di famiglia: il nonno Sante e il papà Giorgio gli hanno trasmesso la passione per la viticoltura e la scelta scolastica è stata naturale e quasi scontata. Nel 2010 si è diplomato enotecnico presso la scuola enologica C.B. Cerletti di Conegliano (Treviso) e successivamente ha conseguito nel 2016 la laurea in viticoltura ed enologia all’Università di Udine acquisendo il titolo di enologo.
Le esperienze di stage nel 2009 nella Cantina Vigne di Zamò di Corno di Rosazzo (Udine) e nel 2012 nella cantina Fattoria di Felsina di Castelnuovo Berardenga (Siena) sono state fondamentali nel suo percorso formativo. Ma volendo conoscere anche altre realtà, con l’Associazione società italiana di viticoltura ed enologia (Sive) ha visitato pure diverse cantine nel mondo: in Cile, Argentina, California, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa.
Dopo svariati viaggi, profondamente innamorato del suo territorio e della storia di chi ha coltivato prima di lui queste terre a ridosso del glorioso fiume Piave, ha deciso alla fine di confrontarsi con il vitigno che più lo rappresenta: il Raboso del Piave.
Qual è la tua zona del vino del cuore?
Le Langhe in Piemonte. Qui si raccontano storie, tradizioni e un’importante cultura del vino. Un luogo in cui ogni volta scopro sempre qualcosa di nuovo.
Perché proprio questa?
Ritengo che le Langhe siano un territorio di riferimento, capace di coniugare al meglio paesaggio, qualità del vino, turismo e ospitalità.
Quando sei stato lì la prima volta che cosa hai pensato?
Ne sono rimasto affascinato. Da un lato per la valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni che viene portata avanti dai produttori sia in vigneto che in cantina; dall’altro per la rete di strutture ricettive, ristoranti ed enoteche che con professionalità e in sinergia con i produttori propongono itinerari, vini e piatti della tradizione qui trovano la loro massima espressione.
Quali sono i vitigni che ami di più qui e perché?
Direi il Nebbiolo, in primis, soprattutto quello vinificato nella zona di Barolo, ma trovo interessanti anche il Barbaresco e le nuove interpretazioni della Barbera.
Ci dici i cinque posti che non possiamo perderci venendo qui?
I posti che consiglio caldamente a chi vuole scoprire questo territorio sono le cantine Rinaldi Giuseppe (Barolo, Cuneo), Cascina delle Rose (Tre Stelle, Cuneo) e Vietti (Castiglione Falletto, Cuneo) per assaggiare le interpretazioni enologiche della zona. Per regalarsi un’esperienza enogastronomica a tutto tondo, da provare la Vinoteca Centro Storico a Serralunga D’Alba (Cuneo) e La Ciau del Tornavento (Treiso, Cuneo). Infine per un soggiorno nel cuore delle Langhe suggerisco Le Torri a Castiglione Falletto.
