Siamo certi che gli organizzatori delle Olimpiadi Milano Cortina abbiano guardando Parigi con grande attenzione, per capire come gestire senza intoppi – o con intoppi limitati al minimo- i prossimi due anni, così da arrivare al giorno di inizio dei Giochi nella miglior forma organizzativa e ricettiva possibile.
Oggi, Cortina è un grande cantiere, e la strada per arrivarci richiede una pazienza certosina: bisogna proprio volerla raggiungere, e una volta lì si ha la sensazione di essere in un luogo in costante cambiamento, un posto che sta ripensando sé stesso e che sta cercando di trovare una sua nuova versione, un suo diverso modo di proporsi.
Proprio per questo, visitare Cortina oggi ci permette di avere una sua fotografia in trasformazione, e ci offre l’occasione di capire come sta procedendo questo cambiamento e in che direzione sta andando. Un modo per capire il presente e per cogliere il senso del futuro di questa località nel passato un po’ troppo vittima di sé stessa e di un immaginario cinematografico che l’ha resa celebre senza renderle davvero giustizia.
Gli attori di questo cambiamento sono albergatori, ristoratori, ma anche persone che hanno colto l’essenza del luogo e ne hanno fatto un rifugio, hanno scelto di portare la loro idea di cambiamento e di rivoluzione e la stanno mettendo in atto in maniera coraggiosa e lungimirante.
È il caso dell’hotel De Len, pensato come struttura in armonia con l’ambiente, che propone un ritorno all’essenziale, per far vivere all’ospite il senso di un profondo benessere, assaporando una ricchezza diversa e contemporanea, fatta da atmosfere uniche e un’accoglienza avvolgente. Materiali naturali, piacevoli al tatto e alla vista, nessuna materia plastica visibile, forme semplici che permettono alla natura esterna di essere protagonista anche all’interno. Il nome non è solo simbolico: l’utilizzo del legno, principalmente recuperato, oltre che fortemente simbolico e rappresentativo, comporta anche basse emissioni di anidride carbonica ed energia elettrica, e fornisce una protezione ideale dall’inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico. La pesante porta d’ingresso è come un sipario che divide la Cortina che sta cambiando con la Cortina nuova, quella già nata: qui si respira aria di attenzione all’ambiente, ma anche di quel tipo di lusso contemporaneo, non strillato, non marchiato, ma essenziale, lieve, elegante. La colazione è curatissima e preparata al momento per ogni ospite, la proposta della ristorazione è legata al territorio e svela la sua visione moderna nelle porzioni, nell’impiattamento, nell’attenzione al dettaglio, ma soprattutto nella scelta degli ingredienti, per riscoprire i sapori ampezzani con un tocco creativo: “dall’alpeggio, dal fiume, dal cortile”. Tutto in perfetto equilibrio tra benessere e convivialità, che sono le due parole chiave di questo luogo dove il fuori è un tutt’uno con il dentro. Proprio come succede nella scenografica SPA all’ultimo piano, dove godersi la vista sulla Faloria e sul campanile di Cortina godendosi idromassaggio, sauna o una sessione di yoga.

L’espressione della convivialità e della montagna che cura e che accoglie è palpabile e visibile anche al Brite, il “sistema integrato” che comprende il ristorante stellato e il bistrot, oltre alla fattoria con la produzione di formaggi, guidato e voluto da Ludovica e Riccardo Gaspari, che in poche curve sopra la città hanno incastonato il loro sogno e l’hanno fatto vivere in un modo fin da subito diverso. Anche qui si è immediatamente accolti da una visione della montagna concreta, reale, essenziale, pur avendo portato il gusto a livelli altissimi, sia per chi decide di fermarsi al ristorante stellato che per chi sceglie invece il bistrot tra gli alpeggi. La connessione con la natura, la custodia del territorio e il patrimonio culturale immenso dello stile di vita alpino sono al centro della riflessione e segnano fin da subito il confine tra lusso vecchia maniera e eleganza attuale. Niente di superfluo, solo il massimo dell’indispensabile: una formula difficilissima da mantenere ma che regala all’ospite una sensazione di benessere naturale che convince e porta l’ospite a vivere il territorio in maniera diversa. Scegliere di venire qui vuol dire portarsi a un livello diverso del contatto con la montagna e scoprire che un’altra visione del lusso è non solo possibile ma indispensabile per preservare questo universo così precario e delicato.
Tornando in città, si respira attenzione e cura anche al Dolomiti Lodge Alverà, un angolo di pace e tranquillità appena fuori dal centro, un rifugio con vista sui più suggestivi scorci delle Dolomiti ampezzane dove rilassarsi ma anche dove andare – da esterni – per gustare un pranzo o una cena rimirando montagne e assaporando il territorio nel piatto e nei calici. Terrazza e ristorante sono i due luoghi del gusto che abbinano le proposte del luogo a un’atmosfera incantevole. Nella SPA, ci si gode il relax anche attraverso la meravigliosa sensazione di galleggiare, ma in versione secca: è l’evoluzione dry del floating tradizionale, la tecnica di rilassamento profondo attraverso il galleggiamento in acqua.
Cortina è Cortina anche grazie alla sua spinta culturale, che vede al centro del programma annuale “Una montagna di libri”, festival letterario che porta in città autori da tutto il mondo e permette a cittadini e turisti di dialogare con scrittori e pensatori, in un incontro di condivisione diretto e intimo. L’anima e il cuore di questa avventura che coinvolge tutta la città e raccoglie ogni anno lettori e volontari, è Francesco Chiamulera, giornalista e intellettuale, ampezzano nell’animo e nelle intenzioni.
Ma Cortina rimane Cortina per merito di due vere istituzioni della città, che da sempre sono in grado di offrire a turisti e residenti le tipicità che tutti desiderano: la cooperativa, attiva dal 28 maggio 1893, e con l’ambizione di offrire “vantaggi di comodità, utilità e risparmio” come da precisa volontà dei fondatori e la Conad locale, che in barba a tutti i pregiudizi sulla grande distribuzione organizzata qui apre ai piccoli produttori del territorio e permette di avere una panoramica significativa di formaggi, mieli, biscotti e conserve dal sapore ampezzano.
