Sott’acqua Perché le alluvioni nel Sud-est della Spagna sono state così violente

Più di novanta morti, centoquindicimila persone senza elettricità e centoventimila senza linea telefonica. In otto ore è caduta la pioggia che normalmente si registra in un anno, ma i danni si potevano contenere con un’adeguata gestione dell’allarme

AP Photo/LaPresse (ph. Alberto Saiz)

Cambiamento climatico, allarmi dati in ritardo, suolo impermeabile e cementificato: è il cocktail indigesto alla base di una delle alluvioni più devastanti nella storia della Comunità Valenciana, dove le precipitazioni intense di martedì e mercoledì hanno provocato – stando ai dati ufficiali riportati dalla Bbc – almeno novantadue morti. I decessi, guardando a tutto il Sud-est della Spagna, al momento sono in totale novantacinque, ma il numero sembra destinato ad aumentare.

Ora la perturbazione, scrive El Pais, si sta muovendo verso Cadice e Barcellona, e le autorità hanno consigliato alle persone delle zone più colpite nei giorni scorsi di evitare spostamenti non strettamente necessari. Nel giro di otto ore, tra martedì e mercoledì, è caduta la stessa quantità di pioggia che generalmente si registra nell’arco di un anno. 

Ieri, mercoledì 30 ottobre, più di centoquindicimila residenti nel Sud-est del Paese erano senza elettricità e circa centoventimila senza linea telefonica. Alcune persone sono tornate nelle loro abitazioni, ma si contano ancora migliaia di sfollati e decine di dispersi. Diverse strade e ferrovie sono ancora bloccate dagli allagamenti che, inevitabilmente, stanno ostacolando le operazioni di soccorso. 

Dal punto di vista meteorologico, dietro le alluvioni in Spagna c’è un fenomeno chiamato Dana (Depresion aislada en niveles altos). Anche detto Goccia Fredda, si verifica quando una grossa massa d’aria fredda isolata ad alta quota forma una depressione che si scontra con l’aria calda in bassa quota, innescando piogge e temporali intensi (soprattutto nelle zone vicino alle montagne). Questo fenomeno, secondo gli esperti, è reso più probabile dalle alte temperature del mar Mediterraneo, una diretta conseguenza del riscaldamento globale di origine antropica.

In più, stando a diversi quotidiani spagnoli, ci sono stati degli intoppi nel sistema di allarme precoce per avvisare la popolazione dell’imminente disastro. Il servizio meteorologico nazionale (Aemet) ha infatti lanciato l’allerta rossa alle 7.31 di martedì mattina, ma la Generalitat ha messo in guardia i residenti (via messaggio su smartphone) verso le 20, quando le strade erano già state inghiottite da acqua e fango. 

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