Quanto costa un sogno Come aprire una pizzeria in un campo di grano

Cecina mon amour è quanto ha pensato una giovane designer francese innamorata della pizza e dell’Italia, che ha investito tutta sé stessa in un progetto buono ed etico

La storia di Emeline Dany parte da lontano: dalla sua Francia di bambina, bucolica e colma di riferimenti enogastronomici. È lì che si sviluppa la sua attenzione al bello e al buono, è lì che studia e che sperimenta, ed è probabilmente lì che nasce il seme che la porterà quarant’anni dopo nel piccolo borgo di Montescudaio, a realizzare un sogno diventato tale mentre veniva caparbiamente realizzato.
Italiana d’adozione, Emeline ha fatto studi economici e di design, ha insegnato e ha costruito progetti per altri, finché non ha capito che quelle competenze e quelle capacità potevano essere messe a sistema per un nuovo progetto, questa volta tutto suo e condiviso con il compagno della sua vita, con il quale aveva nel frattempo iniziato un altro viaggio meraviglioso, che ha fatto nascere la piccola Sienna.

L’idea si concretizza durante il Covid, quando la paura di rimanere bloccata in un piccolo appartamento senza stipendio e inattiva per mesi le ha dato il coraggio di provare a realizzare il suo sogno, con l’acquisto di un podere in Toscana: è tutto da sistemare, ma è disegnato in mezzo a colline e campi, strade bianche e cielo. Il mare è a pochi chilometri, così come i ben più celebri paesi di Bolgheri e Castagneto Carducci. Ma non è il podere il sogno vero: il progetto è quello di fare diventare quegli undici ettari un universo autosostenibile, un luogo dove coltivare verdure, creare un vigneto e seminare grano, per avere in un unico posto tutto ciò che serve per fare la pizza senza compromessi.
Una francese, un brianzolo, una bimba piccolissima e un piatto napoletano da ingredienti toscani. Se non è visione questa!

Il Covid blocca non solo il sogno ma anche i lavori, aumenta a dismisura i prezzi e li rende inaffrontabili per qualcuno che vuole farcela da solo. I due anni successivi alla pandemia sono duri, complicati, e l’idea di abbandonare tutto si fa strada più volte nella testa dei proprietari. A volte la realtà è molto più tenace della forza di volontà. Ma quanto a determinazione Emeline è imbattibile, e anche quanto a intraprendenza: il lavoro che non riesce a pagare lo mette semplicemente sulle sue spalle, e per mesi diventa muratore, imbianchino, arredatrice d’interni e contadina. Per l’estate 2024, con due anni di ritardo sulla tabella di marcia, apre finalmente il suo Kaikna, il nome estrusco del fiume Cecina, la cittadina più vicina a Montescudaio, un nome che è legato anche a una delle più antiche famiglie etrusche di Volterra, che assegnarono il nome al fiume che scorre vicino al podere: i Kaikna, oltre ad essere l’unione di due casate, tra rasenni e una stirpe celtica, incarnavano un patto di coesistenza e crescita, un po’ come è successo tra Jarno ed Emeline. La pizza è impastata con il grano che cresce a pochi metri dai tavoli, e condita con le verdure dell’orto che ha coltivato imparando le regole sbagliando e ricominciando, studiando e chiedendo aiuto ai vecchi contadini del luogo.
Le barbatelle occupano due ettari e presto produrranno l’uva per il suo vino, quattro vitigni francesi in terra toscana, testimoni delle sue origini: Marsanne, Roussanne, Clairette e Syrah.

Il podere è bello, curatissimo, elegante nella sua rustica dimensione. Due appartamenti deliziosi accolgono gli ospiti che vogliono prendersi una pausa dal mondo e addormentarsi con il suono dei grilli e delle cicale, sotto un cielo pieno di stelle, dimenticandosi degli altri abitanti del pianeta.
La proposta per chi siede a questi tavoli è particolare come la proprietà: pizze di piccolo formato, da condividere per non farle raffreddare, e condite con estro e senza alcun preconcetto italiano. Ma pizze, a tutti gli effetti, senza alcun bisogno della variante gourmet di una focaccia che diventa supporto. L’impasto è studiato e creato con attenzione maniacale, e le creme di verdure diventano spesso un sostituto della nostra salsa di pomodoro. Un tocco speciale, che fa subito diventare un’abitudine una cosa nuova: e chissà perché ci voleva una francese a reinventare e ridisegnare il piatto più italiano possibile.

Kaikna Podere Evolutivo
Via delle Basse, 12 – Montescudaio (Pisa)

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