Vertici decapitatiHachem Safieddine nel mirino dei Israele prima che occupi il posto di Nasrallah

L’ex capo del consiglio esecutivo di Hezbollah è il prossimo bersaglio di Tel Aviv che ha ripreso i bombardamenti su diverse zone periferiche di Beirut

Tensione crescente nello scenario bellico mediorientale. Dopo l’offensiva iraniana su Tel Aviv, gli osservatori dei media israeliani hanno rivelato, citando fonti sicure, che gli ultimi bombardamenti sulla periferia meridionale di Beirut, la zona di Dahiyeh avevano un obiettivo preciso, colpire Hachem Safieddine, ovvero colui che è considerato dagli osservatori il prossimo leader di Hezbollah. Che sia lui il capo designato per la sostituzione di Hassan Nasrallah, non è però confermato né smentito dal quartier generale del partito di Dio. Ma Barak Ravid di Axios, giornalista ed esperto di strategia, ha subito indicato Safiedinne, capo del consiglio esecutivo di Hezbollah, come prossimo elemento da eliminare prima dell’insediamento nella posizione di comando delle truppe paramilitari di stanza in Libano.

Nelle ultime ore, tuttavia, i raid delle forze israeliane  si sono concentrati su Beirut, dove i morti accertati finora sarebbero almeno 37, mentre le persone ferite negli attacchi sarebbero più di 150. Israele ha colpito il Libano nella notte di Beirut e dintorni, colpendo per la prima volta in questa guerra il centro della capitale.

I testimoni raccontano che gli attacchi di questa notte sono stati del tutto simili alle esplosioni che hanno ucciso Nasrallah, Un’azione avvertita da tutti a causa dei forti boati che si sono susseguiti, squarciando la notte di Beirut. Secondo quanto si sa, Israele ha utilizzato decine di bombe bunker buster da 2000 libbre nel suo attacco della scorsa settimana, provocando crateri profondi anche decine di metri.

Anche l’aeroporto di Beirut, altro obiettivo sensibile nel mirino di Israele sarebbe stato bersagliato ma non colpito.

L’Idf in serata ha poi annunciato anche di aver lanciato un raid aereo a Tulkarem, in Cisgiordania. Un’operazione condotta dall’esercito in collaborazione con lo Shin Bet, l’agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato ebraico. Pochi e ancora molto difficili da ottenere i dettagli, mentre si rincorrono le ipotesi come quella espressa dalla tv di Al Jazeera, secondo cui il raid aereo aveva come obiettivo il campo profughi di Tulkarem.

Sospiro di sollievo invece dopo l’atterraggio a Fiumicino del volo charter con 178 italiani in fuga da Beirut. Organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, il volo ha portato in salvo molti cittadini italiani con il doppio passaporto libanese. Nelle prime dichiarazioni, il racconto della paura preceduta dallo stupore: «Nessuno pensava che i bombardamenti arrivassero davvero fino in centro a Beirut» dicono  molti passeggeri che hanno approfittato, non senza sofferenza, dell’offerta di passaggio aereo arrivata dall’Ambasciata italiana»

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