(Un)conscious Duecento foto per festeggiare il cinquantesimo compleanno dell’hip-hop

Fino al 25 gennaio 2025, al Fotografiska Berlin, una retrospettiva ripercorre i momenti salienti dell’hip-hop, cultura pervasiva per eccellenza, dagli esordi fino ai giorni nostri (con una sezione speciale dedicata alla scena tedesca)

Foto di Mike Schreiber. In foto David Banner, Missisippi, 2003

La musica pop e rap che ascoltiamo oggi risente dell’influenza dell’hip-hop, un movimento culturale che nasce nel quartiere newyorkese del Bronx negli anni Settanta del XX secolo. L’impatto di questo genere nato dal “basso” è stato così pervasivo da aver attecchito anche alla danza, all’arte, alla moda e persino al cinema. 

È proprio dall’industria cinematografica che l’hip-hop riceve il riconoscimento definitivo, quando nel 2003 Eminem (nome d’arte di Marshall Bruce Mathers III) riceve il premio Oscar per la migliore canzone rap dal titolo Lose Yourself, scritta dallo stesso per il film – 8 Mile – che si ispira alla sua vita. 

L’impronta dell’hip-hop è così profonda che Fotografiska, museo berlinese di fotografia, arte e cultura contemporanea, ha deciso di trasformarla in un’esposizione fotografica dal titolo Hip Hop: Conscious, Unconscious, per ripercorrere i cinquant’anni della sua storia. La retrospettiva, già pubblicata a New York e Stoccolma, è sbarcata nella capitale tedesca (Oranienburger Str. 54 , 10117 Berlin – Mitte) con una sezione aggiuntiva dedicata alla musica rap tedesca, dal titolo Hip-Hop in Deutschland

Lo scopo della mostra è quello di far riflettere sull’impatto culturale e politico dell’hip-hop, portando alla luce immagini storiche accanto a momenti meno noti, che testimoniano il processo di trasformazione del movimento e il modo in cui ha dato voce alle comunità emarginate, diventando una piattaforma di libera espressione e di denuncia sociale.

Foto di T. Eric Monroe. In foto: Tupac Shakur, Biggie Smalls & Lil’Cease, 1993

Per questa ragione, il percorso espositivo va ben oltre un semplice resoconto cronologico.  Sono significative, ad esempio, le foto che immortalano la festa organizzata l’11 agosto 1973 nel Bronx, dove si esibì DJ Kool Herc, disc jockey e produttore discografico giamaicano naturalizzato statunitense. Quel momento, infatti,  viene considerato come la genesi dell’hip hop, durante il quale furono gettate le basi del genere. 

A queste fotografie si alternano le immagini che ritraggono volti celebri del movimento come il gruppo statunitense Beastie Boys, quello formato da sole voci femminili Salt-n-Pepa,  la cantautrice Lauryn Hill, il rapper americano della West Coast Tupac Shakur, l’attrice e cantautrice Erykah Badu e il rapper afroamericano Kendrick Lamar, scattate da oltre cinquanta fotografi rinomati tra cui Martha Cooper, Jonathan Mannion, Janette Beckman e Campbell Addy, per un totale di duecento fotografie. 

Foto di Josh Cheuse. In foto i Beastie Boys, Radio City New York, 1985

Nella sezione Hip Hop in Deutschland, inoltre, si aggiungono altre immagini che ripercorrono l’evoluzione del rap in Germania, dalle jam degli anni Ottanta fino alla fine degli anni Novanta e dei primi Duemila della scena musicale di questi anni, mescolando fotografia documentaristica e ritratti. 

Nello specifico, troviamo le foto dei gruppi che hanno scritto la storia dell’hip hop in Europa, come i Dynamite Deluxe e i Massive Töne, formatisi tra Amburgo e Stoccarda. A rendere interessante la scena musicale tedesca di quegli anni, è soprattutto la trasformazione della sonorità della lingua nelle canzoni; per sua natura, infatti, il tedesco ha una cadenza dura perché ricca di suoni gutturali, ma che il rap riesce ad ammorbidire tramite un flow fluido e scorrevole.

Foto Zeitfang. Verifiziert, Wa22ermann und Paula Hartmann, 2022

Questa mostra, dunque, è un excursus necessario che riesce a portare l’hip-hop – un agglomerato di storia, sociologia e cultura estesa a livello mondiale – all’interno di un’istituzione museale nonostante non sia “un artefatto”, si legge dal comunicato di Fotografiska, ma piuttosto sia una forma artistica in continuo cambiamento.

Hip Hop: Conscious, Unconscious è un progetto presentato da Fotografiska in collaborazione con la società di media newyorkese Mass Appeal e co-curato da Sacha Jenkins (regista, scrittore e artista americano delle scene hip-hop, graffiti, punk e metal) in veste di direttore creativo, con la direzione artistica della visual director Sally Berman e il gruppo Hearst Visual.

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