
Sarà una manovra da circa trenta miliardi, quella del 2025. Martedì 15 ottobre, il consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, con le tabelle da inviare a Bruxelles, e il disegno di legge di bilancio. Via libera anche al decreto fiscale collegato sulle coperture.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che questa mattina terrà una conferenza stampa, ha parlato di «approccio serio e responsabile». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che «come promesso, non ci sono nuove tasse».
In realtà ci sono pochi dettagli sui contenuti. Per averli bisognerà attendere l’articolato definitivo, che dovrebbe essere trasmesso al Parlamento entro il 20 ottobre. Per il momento si conoscono solo le misure principali annunciate.
Gran parte delle risorse sarà destinata alla conferma di misure esistenti. Quelle più importanti riguardano la riduzione dell’Irpef a tre aliquote e il taglio del cuneo fiscale in busta paga. Le due misure, che da sole costano circa 15 miliardi (la metà della manovra), diventeranno strutturali e non dovranno essere rifinanziate ogni anno.
Per reperire coperture, è previsto un taglio del 5 per cento alle spese dei ministeri, da cui si attendono 3 miliardi di risparmi. Restano esclusi la Sanità, che vede invece aumentare la propria dotazione di 3,7 miliardi, anche per l’assunzione di 30 mila tra medici e infermieri, e gli enti locali. Si pagheranno di più (tra 200 e 400 euro al mese) i giovani laureati che si specializzano in medicina di urgenza, con l’obiettivo di tamponare la crisi di organico nei pronto soccorso.
La partita più delicata riguarda il contributo di banche e le assicurazioni, dalle quali arriveranno circa 3,5 miliardi di euro su due annualità, 2025 e 2026, secondo quanto concordato tra i rappresentanti degli istituti di credito e il ministero dell’Economia. Non si tratta di un aumento delle tasse, come avrebbe voluto la Lega di Matteo Salvini, ma di un contributo che si configura come un anticipo di cassa, con il rinvio delle deduzioni sulle svalutazioni dei crediti, e che quindi dovrà essere recuperato. Meloni ha detto che la cifra sarà destinata alla sanità e ai più fragili.
Novità anche nella lotta contro il declino demografico: prevista una “Carta per i nuovi nati”, ovvero un bonus di mille euro ai genitori entro la soglia Isee di quarantamila euro. Altri 500 milioni vanno al rifinanziamento della “Carta dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari e di prima necessità.
Il bonus ristrutturazioni sarà mantenuto al 50 per cento, ma solo per le prime case, per le altre scende al 36 pe rcento. Confermate le agevolazioni fiscali sui fringe benefit, con una maggiorazione per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre cento chilometri. Vengono stanziate anche risorse per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione, con un tetto massimo di ottantamila euro per gli stipendi dei manager.