«Incredibile, incredibile, incredibile»Le lacrime in diretta del meteorologo, e la potenza travolgente dell’uragano Milton

John Morales è un veterano, ha visto e commentato centinaia di disastri naturali, ma è scoppiato a piangere dinanzi all’imminente arrivo di una tempesta potenzialmente da libri di storia

@ChrisHushNBC / X

Dalla newsletter settimanale di Greenkiesta (ci si iscrive qui) – Le lacrime in diretta di un veterano della meteorologia testimoniano che siamo di fronte a qualcosa di mai visto. Il «volto» della newsletter di questa settimana non è sorridente o trionfante, ma piange perché spaventato dalla potenza fuori controllo dell’uragano Milton.

John Morales, residente a Miami, è l’esperto di uragani dell’emittente NBC 6 South Florida e ha come immagine di copertina di X le climate stripes, che rappresentano l’aumento della temperatura globale. Nella sua carriera ha visto, commentato e documentato centinaia di eventi meteorologici estremi, ma durante la diretta di lunedì 7 ottobre – mentre parlava dell’imminente arrivo di Milton negli Usa – si è commosso: «È un uragano incredibile, incredibile, incredibile», ha detto con una certa dose di incredulità, scusandosi successivamente con i telespettatori. Questi disastri naturali, sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici, sono talmente spaventosi da toccare le nostre corde emotive, ammorbidendo anche i professionisti più inflessibili. 

Secondo il National hurricane center, Milton “atterrerà” in Florida tra mercoledì sera e l’alba di giovedì mattina (orari americani). Piogge torrenziali, venti superiori ai duecento chilometri orari e inondazioni si stanno per abbattere su uno Stato che ha appena vissuto le devastazioni della tempesta Helene. Quest’ultima, stando a un nuovo studio di attribuzione del World weather attribution (Wwa), è direttamente correlata al climate change: «Come risultato del riscaldamento provocato dai combustibili fossili, la tempesta ha scaricato circa il dieci per cento di precipitazioni in più, creando scene apocalittiche nel sud-est degli Stati Uniti», ha detto Ben Clarke, ricercatore dell’Imperial College di Londra.

Milton, che nei giorni scorsi ha colpito le coste della penisola messicana dello Yucatan, è passato da “depressione tropicale” a uragano di “categoria 5” nel giro di quarantotto ore: una velocità mai registrata prima d’ora. Helene, per fare un paragone, era di “categoria 4” e ha ucciso più di duecento persone. Ieri, martedì 8 ottobre, la perturbazione si è leggermente indebolita ed è stata declassificata (“categoria 4”) nella scala di Saffir-Simpson; nelle scorse ore ha nuovamente raggiunto il massimo livello di intensità (5), ma poco fa (alle 14, ora italiana) è scesa di categoria (4).

A rendere Milton così pericoloso sono state anche le temperature elevate delle acque superficiali nel Golfo del Messico. «Chi sceglie di restare, morirà», ha annunciato Jane Castor, sindaca di Tampa, durante un’intervista alla Cnn. «Evacuate ora, ora, ora, è una questione di vita o di morte. Potrebbe essere la peggior tempesta del secolo per la Florida», ha detto invece il presidente Joe Biden, che ha rinviato la sua trasferta berlinese per seguire da vicino l’evoluzione della tempesta.

Migliaia di cittadini, non solo quelli sotto ordine di evacuazione, hanno seguito il consiglio: lungo le autostrade e fuori dai distributori di benzina si sono formate colonne d’auto degne di un film apocalittico. «È una delle più grandi evacuazioni nella storia della Florida», scrive il New York Times.

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