Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky comincia il suo tour europeo dopo che il vertice del gruppo di Ramstein è saltato a causa dell’assenza del presidente americano Joe Biden, impegnato a fronteggiare l’emergenza dell’uragano Milton. Oggi sarà a Roma per incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sarà ospite della premier nella cena in programma a Villa Doria Pamphili. Domani, invece, è previsto l’incontro in Vaticano con Papa Francesco.
Un invito a sorpresa, quello di Zelensky a Roma – come riportano i retroscena da Palazzo Chigi – arrivato dopo l’esclusione dell’Italia dal vertice di Berlino a quattro, con Germania, Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, che era previsto per l’11 ottobre. Una riunione voluta dal cancelliere tedesco Olaf Scholz – con il consenso di Joe Biden – che avrebbe preceduto l’evento di Ramstein. Avrebbe, perché l’uragano Milton ha costretto il presidente americano a chiedere uno slittamento dell’appuntamento.
Il presidente ucraino, nonostante la cancellazione del summit, porta avanti la sua azione diplomatica, che lo condurrà nelle prossime ore anche a Londra e a Parigi. Il messaggio ai partner occidentali è chiaro. «Contiamo sulla leadership del presidente Biden e sui passi forti e saggi di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia per portare sicurezza e pace in Europa. E contiamo su ognuno di voi», ha detto Zelensky alla vigilia del suo tour. «Stiamo preparando il secondo summit della pace» nelle prossime settimane, ha fatto sapere. Ma la domanda per il leader ucraino rimane: «Come possiamo costringere la Russia a fare la pace?».
La posizione dell’Italia è difficile. Aver espunto da un comunicato ufficiale del governo il passaggio sulle armi ha complicato la posizione italiana con gli alleati, già indebolita dalla decisione di schierarsi a Bruxelles al fianco dell’Ungheria contro la cancellazione delle restrizioni ai missili a lungo raggio. Il presidente ucraino, dal canto suo, ha bisogno del secondo Samp-T che Roma sta per consegnare a Kijiv.
L’Ucraina ha bisogno di sostegno diplomatico e di armi. Il vertice di Ramstein avrebbe potuto offrire una chance forse decisiva, a meno di un mese dalle elezioni americane che rischiano di modificare radicalmente il quadro con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.
Il gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, comunque, potrebbe riunirsi a Bruxelles il prossimo 17 ottobre, in occasione della ministeriale Difesa della Nato, prevista in contemporanea con il Consiglio europeo.