Per un appassionato di rum e distillati, trovarsi di fronte una bottiglia di Dictador Game Changer può fare un effetto strano e il motivo è semplice: per questa speciale release il target non sono solamente gli appassionati. Il contenitore, dalla forma massiccia e il peso specifico tutt’altro che trascurabile, ha una veste bianca e argentata con sopra figure e scritte che richiamano la street art e un tappo a forma di testa di gorilla dalle fauci spalancate. È la firma inconfondibile di Richard Orlinski, artista contemporaneo parigino famoso per le sue sculture, che immortalano l’aggressività umana sotto forma di figure animali dai colori appariscenti e linee elementari. Proprio l’arte è il nesso tra il rum colombiano Dictador e Orlinski, perché il brand, che da aprile è distribuito in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi, non è affatto nuovo a questo settore, anzi si posiziona come “Arthouse Spirit Brand” giocando col mondo dell’arte, sia in termini di prodotto ed edizioni limitate, che in termini di progettualità e investimento. Ne è un esempio la Dictador Art Masters, fondazione non profit per promuovere artisti e attività artistiche, sia tradizionali che innovative.
Game Changer è la seconda release realizzata in partnership con Richard Orlinski e arriva dopo il lancio della linea Art Distilled, che propone bottiglie da collezione e in tiratura limitata, realizzate in collaborazione con artigiani e artisti di fama internazionale, tra i quali c’è stato anche Lalique con la sua arte del vetro.
Cos’è Game Changer
«Come azienda, Dictador ha sempre cercato di fare le cose diversamente» spiega Denis Bernini, direttore commerciale del brand per l’Europa del Sud. Quello del rum è un mondo molto tradizionale, con delle forti radici, che affondano in anni e anni di storia». Rum Dictador nasce nel 1913, e da tre generazioni la tradizione e l’expertise passano di padre in figlio all’interno della famiglia Parra, ma accanto alla storicità si cerca anche di innovare, rivoluzionando questa visione e andando incontro, non solo a un consumatore neofita o esperto di rum, ma anche a un cliente non necessariamente legato a una prospettiva tradizionale. «Abbiamo giocato su un’esperienza innovativa, attraverso il cross-branding con un artista che oggi è il leader nel suo settore», spiega Bernini.
Non è la prima volta che Dictador collabora con Richard Orlinski. Game Changer è il frutto della seconda collaborazione con l’artista e l’Italia è l’unico altro mercato in cui la serie è presente, oltre alla Francia. Si tratta di un blend di rum ottenuto da miele di canna da zucchero di annate sopra i venti anni di invecchiamento effettivo. Orlinski è ad oggi tra i maggiori esponenti del mondo della pop art contemporanea. In questo caso la bottiglia non è una scultura, ma un’opera di design curata dall’artista, con cui si è scelto anche di differenziare il colore e i tag dell’artista a seconda del mercato. Prezzo al consumatore 179,90 euro.

Questione di target
L’impressione, quindi, è che anche il target su cui si sta puntando sia diverso da quello classico. «Generalmente ci sono sempre stati due tipi di consumatori di rum: i consumatori di cocktail e il consumatore “sip”, più tradizionale, che cerca un’annata e un rum specifico» spiega Bernini. «Adesso, da cinque-sei anni a questa parte, c’è un nuovo tipo di consumatore che vuole qualcosa diverso: un liquido comunque particolare, che si presti sia per un consumo neat che per un drink a casa o in un cocktail bar di alto livello». E quanto ai banconi, il prezzo e la particolarità della bottiglia fanno inevitabilmente da filtro.
Verso un consumo da investimento
Il co-branding con Orlinski però non consiste soltanto nelle cinquemila bottiglie di Game Changer, ma anche in una release parallela, a tiratura ancora più limitata, la Rum Dictador 5 Decades Richard Orlinski, all’interno un blend delle annate 1966, 1976, 1986, 1996 e 2006. Si tratta di un set formato dalla scultura del gorilla (la firma di Orlinski) e dalla bottiglia. Di questo esistono cinquecento pezzi in totale, in colori diversi del valore di cinquantamila euro l’uno. Mentre uno speciale set dipinto a mano è stato prodotto in soli venticinque pezzi, con un prezzo sul mercato di centomila euro. La quotazione così si alza, spostando il mirino sul collezionista d’arte. «In questo caso il discorso si sposta sull’investimento, poiché si tratta di un pezzo unico di un artista molto ben conosciuto a livello mondiale. Il prodotto non può fare altro che prendere valore», spiega Bernini.

Dall’investimento all’esperienza esclusiva
Non è finita qui, connessa all’arte e all’artigianato c’è anche un’esperienza esclusiva costruita su misura e riservata solo a clienti molto speciali. Si tratta del progetto Dictador M-City Golden Cities, che si riferisce appunto a una collaborazione con M-City, pseudonimo di uno dei più celebri artisti contemporanei, Mariusz Waras. Un’iniziativa che rappresenta l’apice della personalizzazione e consiste nella realizzazione di bottiglie uniche, ciascuna con una città scolpita su richiesta del futuro proprietario, per un design irreplicabile. Inoltre, il blend di rum contenuto nella bottiglia viene scelto direttamente dal proprietario, invitato di persona in distilleria per creare il proprio distillato. Ogni bottiglia è in oro 24 carati, la lavorazione è molto lunga e ha un valore di 1,5 milioni di dollari. Un’operazione che va a posizionarsi su un mercato completamente diverso da quello dei distillati.

