
La querela temeraria di Mohammed Hannoun nei confronti di Massimiliano Coccia non può restare impunita. Il governo dovrebbe organizzarsi contro il referente di Hamas in Italia per tutelare il giornalista de Linkiesta. Lo chiede il deputato di Azione Ettore Rosato. Con un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, Rosato ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di fare la loro parte nel merito e in difesa di Coccia, contro cui Hannoun ha avviato un procedimento di mediazione perché si sente diffamato e vittima di una campagna stampa aggressiva (tralasciando il dettaglio, tutt’altro che trascurabile, che le notizie scritte negli articoli pubblicati a firma di Coccia, anche su Linkiesta, sono assolutamente vere).
L’azione di Rosato muove da una premessa tanto semplice quanto forte. L’Associazione italiana di solidarietà con il popolo palestinese presieduta da Mohammed Hannoun sarebbe – secondo fonti dell’intelligence israeliana e del Dipartimento del Tesoro americano – parte di un network riconducibile a una filiera europea costituita da fondazioni e onlus che finanziano un’organizzazione terroristica come Hamas. Hannoun quindi sarebbe terminale operativo e referente di Hamas nel nostro Paese. E dopo l’arresto di Abu Rashid nei Paesi Bassi per finanziamento illegale del terrorismo è diventato la punta di diamante all’interno della rete di associazioni europee che inviano risorse economiche ad Hamas.
Massimiliano Coccia ha realizzato diverse inchieste su Hannoun e la sua rete da ottobre 2021 a oggi, pubblicando sia su Repubblica sia su Linkiesta: ha dato notizia della chiusura dei conti correnti bancari e delle segnalazioni agli organismi competenti in materia di anti riciclaggio fino all’inclusione di Hannoun e della sua rete associativa nelle black list del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. E proprio per il suo lavoro Coccia è stato oggetto di numerose minacce e ingiurie provenienti da ambienti dell’antagonismo e legati alla rete di Hannoun.
Non solo, Hannoun ha ricevuto nel novembre 2024 un foglio di via dal comune di Milano per istigazione all’odio, avendo esaltato le azioni antisemite di Amsterdam avvenute a latere della partita tra Maccabi Tel Aviv e Ajax. Nonostante questo, lo scorso 7 febbraio Hannoun è riuscito a intervenire, anche se solo telefonicamente, al corteo di Milano per la Palestina rivolgendo un ulteriore invito ad intensificare attività, i cortei e i presìdi davanti ai consolati e alle ambasciate americane, definendo l’attuale presidente americano «un vigliacco criminale».
Per questo il deputato Rosato chiede «se il Governo sia a conoscenza di questi accadimenti e quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di verificare se – come ricostruito da numerosi reportage e dalle segnalazioni del Dipartimento del Tesoro americano – Mohammed Hannoun sia un referente di Hamas nel nostro Paese». E inoltre, «quali iniziative di competenza abbia predisposto al fine di tutelare la sicurezza del giornalista Massimiliano Coccia oggetto di minacce e ingiurie per il lavoro di inchiesta sulla rete guidata da Mohammed Hannoun» e «quali misure intenda adottare al fine di preservare la sicurezza delle sedi diplomatiche degli Stati Uniti in vista dell’intensificazione delle attività, dei cortei e dei presìdi annunciata da Mohammed Hannoun nella manifestazione del 7 febbraio 2025».
Massimiliano Coccia ha già incassato la solidarietà del leader di Azione Carlo Calenda, della deputata di Azione Federica Onori e del senatore del Partito democratico Filippo Sensi.