Sesto posto La classifica sulla sanità al centro della diatriba tra Attilio Fontana e il governo

Secondo i risultati del monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) per il 2023, la Lombardia – fuori dalla “top five” – ha perso 4,6 punti rispetto all’anno precedente: «Continuiamo a ricevere da Roma attacchi ingiustificati per crearci difficoltà», ha detto il presidente regionale, che è poi stato duramente criticato dal ministero della Salute

Stefano Porta / LaPresse

La scintilla è stata una classifica pubblicata dal ministero della Salute, anche se – evidentemente – i rapporti tra il presidente lombardo Attilio Fontana (Lega) e il governo Meloni erano già incrinati da tempo. Parliamo, nello specifico, della sintesi dei risultati del monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) attraverso il Nuovo sistema di garanzia per il 2023. 

«Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna registrano un punteggio superiore a sessanta in tutte le macro-aree», si legge nel comunicato del dicastero di Orazio Schillaci. Tredici Regioni su ventuno hanno quindi ottenuto la sufficienza. 

La classifica, però, dice molto di più. Andando a sommare i punteggi dei tre indicatori analizzati (Area Prevenzione, Area Distrettuale, Area Ospedaliera) si nota immediatamente il sesto posto della Lombardia, arretrata di 4,6 punti in un anno, a pari merito con l’Umbria. Primo posto per il Veneto, seguito da Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna e Piemonte. La Lombardia è peggiorata nell’area distrettuale, passando da 94,66 a 76. 

La reazione di Attilio Fontana è stata immediata: «Sono cose assolutamente inaccettabili. I parametri indicati non hanno niente a che vedere con il funzionamento della sanità, sono cose cervellotiche che hanno l’obiettivo di penalizzarci. Sono tutte, se posso usare un termine giuridico, puttanate», ha commentato

Il presidente lombardo ha poi citato la recente classifica “World’s Best Hospitals” pubblicata dal settimanale statunitense Newsweek, che ha incoronato il Niguarda di Milano come miglior ospedale al mondo: «La rivista dice che il migliore ospedale è il Niguarda e che cinque dei primi dieci sono lombardi. Uno dei due dice una puttanata». La Lombardia, prosegue Fontana, «proprio perché è la migliore sta sulle balle a tutti. Continuiamo a ricevere da Roma attacchi ingiustificati per crearci difficoltà. Qui prima le cose le facciamo. In altre parti del Paese se ne dicono tante». 

Il ministero della Salute ha replicato con una nota che definisce la reazione di Fontana «mal indirizzata» e il linguaggio utilizzato «inopportuno». Il Nuovo sistema di garanzia – prosegue il comunicato riportato inizialmente dal Corriere della Sera – costituisce uno strumento di valutazione che verifica che tutti i cittadini italiani ricevano le cure e le prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza. Trattasi di un meccanismo alla cui elaborazione le Regioni partecipano attivamente mediante i propri rappresentanti tecnici».

«Il ministero della Salute non formula classifiche, limitandosi a pubblicare periodicamente, in ottemperanza alla normativa vigente, i dati relativi alla corretta erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. L’obiettivo del monitoraggio non è penalizzare le Regioni, ma assicurare ai cittadini l’erogazione delle prestazioni a cui hanno diritto», conclude la nota. 

X