Populismo a benzinaIl pedaggio per entrare in auto a Manhattan funziona, ma Trump vuole eliminarlo

Il “congestion pricing” è un esperimento inedito e virtuoso negli Usa. La Casa Bianca ha annunciato la sua «morte», ma l’azienda che gestisce i trasporti nello Stato di New York si è opposta rivolgendosi a un tribunale federale. L’esito della disputa legale segnerà, nel bene o nel male, il futuro dell’automobile in tutte le metropoli americane

AP Photo/LaPresse (ph. Ted Shaffrey)

Collegamenti ferroviari inefficienti e poco capillari; distanze lunghe; bassa densità di popolazione; alto tasso di motorizzazione (più di ottocento auto ogni mille abitanti): gli Stati Uniti sono il Paese a misura di automobile (e di aereo) per eccellenza. Tuttavia, esistono città che stanno faticosamente provando a invertire la tendenza, disincentivando l’uso dei mezzi inquinanti privati e aumentando gli investimenti nel trasporto pubblico locale e nelle infrastrutture ciclabili. 

Una di queste è New York, dove il 5 gennaio 2025 è entrata in vigore una misura senza eguali negli Usa: un pedaggio – chiamato congestion pricing – per entrare in centro, più precisamente nella zona a sud di Central Park. Si tratta, per intenderci, di un intervento simile all’Area C milanese, introdotta nel 2012, o alle Low emission zone (Lez) londinesi. 

Al netto delle esenzioni e delle categorie agevolate, la tariffa per la maggior parte delle persone in auto è di nove dollari dalle 5 alle 21 nei giorni lavorativi (dalle 9 alle 21 nei fine settimana) e 2,25 dollari nelle altre fasce orarie. Le moto pagano la metà. Il denaro ricavato dal pedaggio, secondo l’amministrazione del sindaco dem Eric Leroy Adams, verrà utilizzato per migliorare il trasporto pubblico e rendere più accessibili e moderne le stazioni della metropolitana. La misura, stando alle stime ufficiali, genererà più di quindici miliardi di dollari da reinvestire in forme di mobilità più sostenibili e meno costose per i cittadini. 

portal.311.nyc.gov

Con un inconsapevole slancio salviniano (ricordate la vicenda della Città 30 a Bologna?), Donald Trump ha mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, intervenendo su una questione locale e scavalcando due amministrazioni: quella di New York City e quella dello Stato di New York. Quest’ultima, per quanto riguarda il pedaggio urbano a sud di Manhattan, aveva già ricevuto l’approvazione federale durante la presidenza di Biden. Ma ciò non ha impedito al leader repubblicano di intromettersi. 

«Il congestion pricing è morto. Manhattan, e tutta New York, è salva. Lunga vita al re», ha scritto il presidente – rigorosamente in maiuscolo – in un post su Instagram pubblicato il 19 febbraio sull’account ufficiale della Casa Bianca. La foto a cui è associata la didascalia raffigura Trump, che è nato a New York, con una corona in testa e lo skyline di Manhattan alle spalle. 

Entrando nei dettagli, l’amministrazione Trump ha revocato l’approvazione federale ottenuta a novembre del 2024 da Kathy Hochul, governatrice dem dello Stato di New York, per introdurre il pedaggio a sud di Manhattan. La Federal highway administration (Fhwa) – un’agenzia del dipartimento federale dei Trasporti – ha annunciato la volontà di annullare gli accordi presi con la Metropolitan transportation authority (Mta), l’azienda responsabile del trasporto pubblico nello Stato di New York. La conferma è giunta da Sean Duffy, segretario ai Trasporti dall’amministrazione Trump, che ha definito il congestion pricing «uno schiaffo in faccia alla classe operaia americana e ai piccoli imprenditori». 

Nel suo primo mese e mezzo di vita, però, il pedaggio ha ridotto il traffico e permesso ai mezzi pubblici di spostarsi più velocemente, riducendo i tempi di percorrenza verso le zone più frequentate di Manhattan. Un vantaggio che sta agevolando anche i cittadini meno abbienti, e sprovvisti automobile, che lavorano in centro ma vivono nelle periferie o fuori città. 

Secondo la Metropolitan transportation authority, a sud della sessantesima strada sono entrati 1,2 milioni di veicoli tra il 5 e il 31 gennaio: il 7,5 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, i tempi medi di percorrenza attraverso l’Holland Tunnel – la galleria autostradale che passa sotto il fiume Hudson, tra Manhattan e Jersey City – sono calati del quarantotto per cento. Il dato è positivo anche per i ponti di Williamsburg e Queensboro, che i newyorkesi stanno attraversando impiegando in media il trenta per cento del tempo in meno rispetto a prima. 

Molti cittadini, disincentivati dal pagamento del pedaggio, stanno decidendo di entrare in pieno centro senza l’auto, optando per i mezzi pubblici, più veloci ed efficienti grazie alla riduzione degli ingorghi. Il numero di passeggeri sugli autobus è cresciuto del sette per cento nei giorni feriali, con aumenti medi del ventuno per cento nei fine settimana. Bene anche la metropolitana: +7,3 per cento di passeggeri nei giorni feriali e +12 per cento nei weekend. Secondo l’Mta, i tempi di percorrenza dei bus che entrano a Manhattan da Staten Island, Bronx e Queens stanno calando di circa dieci minuti.

La zona a sud di Manhattan coperta dal pedaggio (Wikimedia maps)

Al netto dei numeri, è ancora presto per decretare la fine del pedaggio a sud di Manhattan, che secondo i dati ufficiali sta anche aumentando il fatturato dei ristoranti e delle attività economiche in centro (la mobilità attiva fa bene al commercio). La Metropolitan transportation authority – gestita a livello statale e non federale – ha citato in giudizio l’amministrazione Trump presso un tribunale federale, sostenendo l’illegalità dell’interferenza della Casa Bianca. «Dopo la lettera ricevuta dal dipartimento dei Trasporti, siamo corsi alla Grand Central Station per organizzare una conferenza stampa e ribadire che i newyorkesi non si arrenderanno. Stiamo combattendo», ha spiegato Janno Lieber, amministratore delegato della Mta di New York. 

Lieber ha sottolineato che il pedaggio resterà attivo fino a un’eventuale sentenza negativa del tribunale. Diversi esperti legali sostengono infatti che la Casa Bianca non abbia il potere di revocare una misura applicata a livello locale e già approvata dalla Federal highway administration. Kathy Hochul ha detto che i trasporti pubblici sono la «linfa vitale della città», accusando il presidente Trump di violare le norme statali e di comportarsi come un monarca. «Siamo una Nazione composta da Stati. Questo è ciò per cui abbiamo lottato. Questo è ciò per cui Alexander Hamilton (ritenuto uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, ndr) e altri hanno lottato: per creare un sistema. Non siamo sudditi di un “re” né di chiunque arrivi da Washington», ha aggiunto.  

Come ogni novità potenzialmente in grado di scalfire il dominio dell’automobile, anche il pedaggio urbano a Manhattan sta ricevendo molte critiche. I tassisti, esclusi dal pagamento, temono comunque una riduzione dei clienti, costretti a pagare un lieve sovrapprezzo per ogni corsa che inizia, attraversa o termina nella zona a sud della sessantesima strada. Anche il sindacato che rappresenta i vigili del fuoco di New York City è d’accordo con la posizione di Donald Trump, in quanto ritiene il pedaggio «un grave onere finanziario» per i pompieri che si recano in caserma con le loro auto private. 

L’unico “fuoco amico”, per ora, è arrivato da Phil Murphy, governatore dem dello Stato del New Jersey. «Sebbene io abbia sempre espresso un’apertura nei confronti delle tariffe in grado di ridurre il traffico e proteggere l’ambiente, la misura attualmente in vigore riempie le tasche della Mta (e quindi dello Stato di New York, ndr) a spese dei cittadini del New Jersey», ha detto in un comunicato stampa. Murphy teme che il congestion pricing possa aumentare il traffico e l’inquinamento nel “suo” Stato, soprattutto lungo le strade che consentono di raggiungere l’area a sud di Central Park aggirando il pagamento del pedaggio. Murphy si riferisce in particolare alle città vicine al George Washington Bridge, che collega il New Jersey all’area settentrionale di Manhattan. 

X