Se lo dici tuNon la solita degustazione a Milano

Da marzo a maggio, l’insegna milanese NON La Solita Vineria ospita una rassegna di serate dedicate al vino, affrontato da punti di vista poco canonici e molto informali, in dialogo con l’esperta Adua Villa

Bottiglie in mostra da NON La Solita Vineria (credits NON La Solita Vineria)
Bottiglie in mostra da NON La Solita Vineria (credits NON La Solita Vineria)

Comunicare il vino, raccontarlo e scoprirlo oltre le analisi sensoriali e gli storytelling bucolici si può. Dev’essere l’obiettivo che si sono posti i ragazzi di NON La Solita Vineria a Milano, che da marzo a maggio mettono in programma una serie di incontri dal titolo “Non li berrei mai, ma se lo dici tu”, con la partecipazione della giornalista, scrittrice e divulgatrice Adua Villa.

Cinque serate – il martedì e a settimane alterne, a partire dalle 21:00 – che si preannunciano all’insegna dei vini “NON convenzionali”, nello stile tipicamente informale dell’insegna di via Orti 4, aperta dalla sommelier Valentina Bruno assieme ad Andrea Vignali e Daniele Rosa, già alla guida di Mirò, osteria all’interno di Anteo Palazzo del Cinema.

Si parte martedì 11 marzo con “Make wine great again”, che non è un riferimento agli attuali revival statunitensi, ma un tuffo negli anni Novanta, tra le etichette che hanno segnato questo periodo. Il 25 marzo è la volta di “Nella botte grande c’è il vino buono: la grande distribuzione”, per capire come affrontare lo spauracchio dell’imbarazzo da scaffale. Di fronte ai calici, si parla infatti di come scegliere il vino in gdo e come orientarsi di fronte alle tante etichette in esposizione. Largo invece alla settima arte, il 15 aprile, con “Cinema da bere”, per fare zapping tra le scene cult in cui il vino è la stella del jet set. La quarta serata, il 6 maggio, è invece dedicata alle quote rosa del mondo enoico, ma non nel senso del genere. I rosati sono infatti i protagonisti di “Think pink”, per capire come si è evoluta questa tipologia di vino e cosa la distingue dalle altre, oltre l’aspetto e il metodo di produzione. La rassegna si chiude il 20 maggio con “Oltre l’Italia c’è di più”, un viaggio in direzione della viticoltura di confine. Dal Marocco ai Balcani, passando per Grecia, Spagna e Portogallo, uno sguardo sui paesi del vino oltre il più classico duo Italia-Francia.

Per partecipare, si può prenotare tramite Eventbrite.

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