
Questo libro nasce dalla riflessione che la prima cosa che impariamo, a parte respirare ovviamente, che però è un riflesso incondizionato, è baciare, attraverso la suzione con l’attaccamento al seno materno o, nei casi meno fortunati, al bibéron. In quell’atto possiamo scoprire l’essenza della diversità tra femminile e maschile – non uomodonna – e al contempo il senso universale della cura, declinabile naturalmente al maschile, nel caso sia un padre a dare il bibéron, e vi si trova quella sintesi di armonia tra nutrimento fisico e dell’anima, il dono di sé, dell’essere ‘divorati’ dall’altro che porta una felicità profonda.
È lì, al bacio, che torniamo sempre quando cerchiamo la felicità, quel piacere così immediato, animale, eppure sublime del dono totale, considerando che la madre si offre, si lascia divorare, consumare, facendosi ‘pane quotidiano’ perché l’altro cresca e sia accudito e protetto. In tal senso siamo di fronte quasi a una ‘cristologia materna’. Il bacio ha pertanto un valore altamente simbolico e il bacio profondo, quello intimo che di solito rappresenta il primo approccio di ognuno di noi all’amore, è un discrimen tra il prima e il dopo. Infatti, non si può riavvolgere il nastro come se nulla fosse: attaccarsi al seno segna l’inizio del cammino della nostra vita, quel punto di incontro tra casualità delle condizioni offerte e cercate nello sforzo di essere felici, che è la spinta stessa del vivere.
C’è l’offerta del seno, naturale o artificiale che sia, da una parte; il desiderio e lo sforzo di attaccarsi, dall’altra, scoprendo così che la felicità esige impegno e responsabilità e che, senza l’altro non è possibile. Come diceva il greco Solone, nato attorno al 638 a.C. da nobile famiglia, noto giurista e poeta, diventato quasi un simbolo, la condivisione rende più sopportabile l’infelicità, più possibile la felicità. Non ci possiamo dare un bacio, semmai possiamo baciare una parte di noi: il bacio è pertanto sempre un dialogo muto, un passo a due. D’altra parte il bacio segna l’inizio di una storia di relazione intima che idealmente può condurre a un nuovo bacio iniziatico.
Esso rappresenta in ogni caso una fusione, soprattutto nel caso di un bacio intimo, dove non è possibile il monologo, dove il noi è la conditio sine qua non – più di quanto possa avvenire nell’atto sessuale – e segna il primo passo che può dare origine a una nuova vita. Questo è l’inizio e la premessa di un compimento che è la ricerca della felicità intesa come pienezza dove il bacio iniziale segna la via, il passo nel senso di una dialettica relazionale – l’uomo come animale sociale – la completezza che è accordo tra diversi anche se non necessariamente la definizione è nel bacio inteso come esperienza erotica, come apertura alla vita e come trasmissione di essa.
Allo stesso modo la scelta potrebbe ricadere su un matrimonio mistico nel quale l’estasi sublima la corporeità; lo stesso può dirsi nel caso della vocazione per la scienza, per la musica, per l’arte. Non si deve pertanto intendere in modo riduttivo il bacio o meglio unidirezionale. In realtà, quello che si vuole significare è che l’esperienza del bacio originario ci instrada su una via di armonia, di dialogo, di pace, di scambio quale che poi sia la scelta della persona oppure al contrario di disagio se l’esperienza primordiale è difettosa o mancante.
La presentazione del libro si terrà mercoledì 12 alle ore 18:30 presso Bibliothe&Co., con Anna Prandoni di Linkiesta e l’autrice Ilaria Guidantoni
Tratto da “Il bacio da sfogliare”, di Ilaria Guidantoni, Cinquesensi, pagine 140, 18,00 euro
