OleofiliAl ristorante vorremmo l’olio à la carte

Un’indagine presentata al salone dell’olio di Verona, SOL2EXPO, analizza il rapporto degli italiani con l’olio extravergine d’oliva. Oltre un terzo vorrebbe un menu dedicato al ristorante

Foto di Louis Hansel su Unsplash
Foto di Louis Hansel su Unsplash

Immaginate di sedervi al tavolo del vostro ristorante preferito e di trovare una carta con una selezione di olii extra vergine d’oliva tra cui scegliere e, magari, anche alcuni abbinamenti consigliati in base ai piatti del menu. Per adesso, forse, succede solo in qualche raro caso, ma sarebbe il desiderio del 37 per cento degli italiani che, secondo un’indagine dell’Osservatorio SOL2EXPO-Nomisma, vorrebbe poter scegliere l’olio extravergine d’oliva dal menu. La ricerca, svolta su un panel rappresentativo di mille consumatori, delinea i contorni del rapporto tra gli italiani e uno dei prodotti più caratteristici della nostra tavola ed è stata presentata in occasione di Sol2Expo – Full Olive Experience, salone di Veronafiere dedicato alla filiera dell’olivo e dell’olio in corso in questi giorni a Verona.

Dalla salute al gusto, l’olio extravergine di oliva piace
Sembra crescere sempre più l’interesse verso l’olio extravergine d’oliva, che agli occhi dei consumatori risulta fortemente connesso a parole chiave come “qualità”, “salute”, “territorialità” e “gusto”. Lo rileva la consumer survey dell’Osservatorio SOL2EXPO-Nomisma, secondo cui gli italiani considerano l’olio extravergine superiore rispetto ad altri tipi di oli per qualità (89 per cento), rapporto qualità-prezzo (85 per cento), gusto (85 per cento) e benefici per la salute (79 per cento). Se nel fuori casa il 46 per cento degli intervistati fa sempre attenzione all’olio in tavola e oltre un terzo vorrebbe poter scegliere l’olio dal menu, 4 su 10 sarebbero anche interessati ad approfondirne le caratteristiche, partecipando a corsi di food o wine pairing. «Si tratta di un interesse che si riflette anche sui canali di acquisto specializzati – ha spiegato Evita Gandini, responsabile market insight di Nomisma – con un 31 per cento di consumatori già abituati all’acquisto in oleoteca o in specialty store, e un 16 per cento che effettua acquisti online su siti dedicati».

Chi compra olio extravergine e perché
L’identikit del consumatore più assiduo, che acquista quindi olio extravergine d’oliva almeno una volta al mese, parla in genere di un adulto over 45 con figli, risiede principalmente al Sud e con uno stile di vita che combina attenzione alla sostenibilità, ricerca edonistica del piacere e legame con il territorio, anche in una dimensione urbana. Tra i fattori che maggiormente influenzano la scelta del prodotto c’è infatti l’origine dell’olio, unita alla presenza di un marchio Dop/Igp. Due driver d’acquisto ritenuti fondamentali per oltre la metà degli acquirenti (54 per cento) interessati dall’indagine. Sono poi quasi 8 su 10 gli italiani che hanno acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un olio con Indicazione Geografica.

Sulla conoscenza si può fare di più
Nonostante sia un bene irrinunciabile per il 96 per cento degli italiani, secondo l’Osservatorio SOL2EXPO-Nomisma sul fronte della conoscenza ci sono ampi margini di miglioramento (un tema che avevamo affrontato anche in questo articolo). Appena due italiani su dieci, infatti, sanno che la produzione di olio d’oliva rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare, nozione che aumenterebbe la propensione all’acquisto nell’81 per cento dei casi. Solo il 37 per cento degli italiani è poi consapevole del valore nutraceutico dell’olio extravergine d’oliva, che lo rende un “superalimento naturale” a tutti gli effetti, grazie alla sua ricchezza di antiossidanti, polifenoli, vitamine e minerali. Consoliamoci, la volontà di imparare però c’è, con circa un italiano su due che si dichiara interessato ad approfondire questo prezioso alimento.

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