Capitale umanaL’Europa rinasca a Kyjiv il prossimo 9 maggio

Per celebrare la pace e l’unità nell’Ue, Europa Radicale promuove una manifestazione di cittadini europei nel baricentro della storia attuale, la città simbolo della resistenza all’invasore russo

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Dopo oltre tre anni dall’inizio dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina si percepiva, fino a pochi giorni fa, il graduale distacco emotivo e politico di una parte importante delle opinioni pubbliche occidentali. Una sorta di assuefazione, condita con la propaganda russa che inquina la nostra informazione, pareva avere anestetizzato le coscienze di tanti, di troppi. C’è voluto l’agguato di stampo mafioso nel cuore della Casa Bianca, del duo Donald Trump e JD Vance contro il presidente del Paese aggredito Volodymyr Zelensky, per dare una scossa. Capi di Stato, leader politici, una parte importante di cittadini europei hanno visto in quel cambio repentino di prospettiva un rischio concreto per la loro sicurezza, per la loro libertà, per le loro vite, per il destino del loro Paese e dell’Europa.

È diventato tangibile e reale nel giro di una settimana tutto quanto abbiamo cercato di far comprendere per anni. L’obiettivo di Vladimir Putin non è semplicemente conquistare l’Ucraina, o la Georgia, ma è distruggere l’Europa e quello che rappresenta: la democrazia liberale. Del resto lo stesso Putin l’ha sempre detto, l’ha scritto e, in ultimo, l’ha fatto. Ecco che arrivano da molti le proposte di manifestare insieme, a difesa di quei valori e dell’Europa e perfino dell’Ucraina come baluardo della resistenza europea. Non possiamo che esserne felici e partecipare ovunque possibile a questa mobilitazione tardiva ma necessaria, a condizione che siano ben chiari gli obiettivi: la difesa dell’Ucraina e dell’Europa, la difesa della democrazia e dello Stato di diritto.

Nel frattempo, come Europa Radicale abbiamo lanciato, in occasione del terzo anniversario dell’invasione su vasta scala un appuntamento politico di grande rilevanza, che offriamo a tutti e ciascuno: il prossimo 9 maggio, Giornata dell’Europa, festività nata per celebrare la pace e l’unità nell’Unione europea, promuoviamo una grande manifestazione di cittadini europei nel cuore, nel baricentro della storia attuale che è la capitale ucraina, la capitale del Paese che da tre anni subisce dalla Russia un’aggressione senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale. Una manifestazione che abbiamo intitolato “L’Europa rinasce a Kyjiv”. La democrazia e l’Europa possono e devono rinascere a Kyjiv, possono e devono essere difese a Kyjiv.

Con questa analisi e con queste premesse, invitiamo tutti a essere con noi a Kyjiv il 9 maggio per un ideale abbraccio all’Ucraina ma soprattutto per una iniziativa pienamente politica, che sappia dare il segno concreto di una Europa che si sveglia, che rinasce. Parlamentari nazionali ed europei di ogni schieramento, esponenti della società civile e dell’associazionismo, semplici cittadini, si mobilitino insieme a noi per un grande evento in piazza, a sfidare la protervia criminale di Putin e il tradimento degli Stati Uniti. Le parole ignobili che sono risuonate nello Studio Ovale come un monito, impongono a ogni cittadino europeo, a ogni partito europeo, a ogni Governo europeo di fare un salto nel futuro. Noi ci saremo e faremo di tutto per dare corpo, forza, anima, energia, fiato, amore, gambe, a questa iniziativa non violenta di pace e giustizia.

Sono oltre venticinque anni che Putin compie i propri crimini, dalla Cecenia alla Georgia, dalla Siria alla Ucraina. Oggi per l’Europa è il momento di diventare grande, di costruire una politica estera comune, una diplomazia comune, una difesa comune. Non necessariamente potranno farlo da subito tutti insieme i ventisette Stati membri dell’UE, ma è l’ora di compiere passi avanti e occorre partire.

Nel momento in cui anche da Ovest si proclama il primato della forza contro quello delle regole, si fa carta straccia dello Stato di diritto e della giustizia internazionale, nel momento in cui si prefigura e si invera l’ammonimento pannelliano che a strage di diritto fa sempre seguito strage di popoli, non c’è altra strada nell’ora più buia che quella di riaffermare il primato del diritto e della difesa del diritto a ogni costo. Perché la resa delle democrazie di fronte ai dittatori, da sempre, non porta alla pace ma a nuovi soprusi, a nuovi crimini, a nuove occupazioni, a nuove stragi.

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