San Benedetto del Tronto, Grottammare e Massignano sono i tre centri attorno a cui ruota l’attività del ristorante con vista Attico sul mare, che, grazie alla sua cucina tipica contemporanea, è stato inserito dalla rivista economica Forbes nella lista dei più innovativi d’Italia e dalla guida Michelin tra i più moderni del Paese.
A Grottammare si trova il locale, all’ultimo piano dello storico palazzo Kursaal, nato nel 1873 come stabilimento balneare, il primo della città, diventato nel 1952 uno dei dancing più alla moda della costa adriatica, palcoscenico per i maggiori nomi dello spettacolo e della musica leggera, tra cui Lucio Battisti nell’estate del 1970 e ora sede del museo dell’illustrazione contemporanea.
Dal porto di San Benedetto, uno dei maggiori mercati ittici d’Italia, arriva ogni giorno il pesce di giornata che è uno degli ingredienti essenziali della cucina. Verdure, frutta, olio, erbe aromatiche e pollame si trovano nel Giardino degli agrumi di Massignano, noto come “Il Crocifisso”, nell’entroterra, un orto storico ora in ristrutturazione che presto aprirà al pubblico come patrimonio del Fai.

Componenti essenziali di un’attività di famiglia iniziata nel 2001, sulle tracce di due eccellenti e ospitali cuoche, le nonne Vera e Jolanda, dai fratelli Simone e Sara Marconi. Lui manager, e all’occorrenza affascinante intrattenitore al pianoforte, lei sommelier con la passione per i viaggi e per le possibilità che offrono di raccogliere spunti, occasioni e profumi da riproporre in sala.
Ma ci sono anche la moglie di Simone, che si sta occupando della sistemazione dell’hortus sopra citato, in vista della sua nuova apertura ufficiale, e Tommaso Melzi, che non è di famiglia, ma ormai lo è diventato, dopo anni di collaborazione. Uno chef anomalo, che rifugge dai riflettori e si presenta in sala solo su esplicita richiesta. Alla cucina marchigiana aggiunge un po’ dell’Abruzzo natale, e le ascendenze piemontesi e siciliane, che si uniscono in uno degli antipasti più amati del locale, il carpaccio di ricciola affumicata in carpione.

Nel 2022, la scelta di proporre una cucina di terra e di mare ancor più identitaria, con un’impronta fortemente riconoscibile, in un ambiente aperto al panorama di palme e onde della vetrata che si affaccia sul lungomare o direttamente sulla terrazza, come a suggestioni nuove, senza dimenticare i caposaldi: piatti locali, tradizionali, storici.

Il nuovo menu messo a punto per la stagione estiva e realizzato graficamente con gli studenti dell’Università di Firenze sotto la guida di Dario Cestaro, uno dei più celebri autori di libri pop up, si basa soprattutto sulla valorizzazione dell’intero prodotto, «Le verdure dalla radice al fiore, il pesce dalla testa alla coda».
Tra i piatti più interessanti, il brodetto alla sambenedettese di barca, una zuppa di pesce filologica, storicamente la più antica del genere, che per secoli è stato il principale pasto dei marinai a bordo, preparata con la parte del pescato non destinabile, per vari motivi, alla vendita. Un’origine di cui conserva nella ricetta ingredienti adatti a preservare a lungo il cibo, anche senza refrigerazione, come l’aceto (o il vino acido) e i peperoni.

Parte essenziale dell’esperienza è la visita dei dintorni, per una piena esperienza del Piceno. Non solo San Benedetto, con il suo mercato del pesce, i centri storici di Ripatransone, “il belvedere del Piceno” Offida, Ascoli Piceno o il vicino borgo medievale di Grottamare, di cui il logo del ristorante riprende la veduta più nota, i tre archi affacciati sul mare, ma anche e soprattutto la seconda parte del patrimonio di famiglia, l’orto storico, un modello da manuale di hortus conclusus, con il suo preservato impianto settecentesco, gli archi di ispirazione romana, la torretta colombaria, la sorgente, le terrazze sovrapposte e le sue particolari coltivazioni di arancio biondo del Piceno, una varietà rara, tipica della zona, la più settentrionale per la coltivazione dell’arancio a pieno campo.
Attico sul mare
P.zza Kursaal, 6 – Grottammare (AP)
