Il segretario di Stato americano Marco Rubio, arrivato a Jeddah, in Arabia Saudita, per l’incontro di oggi tra la delegazione statunitense e quella ucraina, ha detto che la proposta di Kyjiv per un cessate il fuoco parziale per porre fine alla guerra con la Russia è «promettente». «Non sto dicendo che sia sufficiente, ma è il tipo di concessione di cui ci sarebbe bisogno per porre fine al conflitto», ha spiegato.
Secondo quanto riferito da un funzionario ucraino all’Afp, Kyjiv dovrebbe proporre una tregua aerea e navale con la Russia. Per il Financial Times, gli ucraini presenteranno una proposta di cessate il fuoco che non comprende le attività lungo il fronte, ma include gli attacchi con droni e missili e le ostilità nel Mar Nero. Mosca però in precedenza aveva già respinto l’idea di un cessate il fuoco temporaneo, affermando che si trattava di un tentativo di guadagnare tempo e impedire il collasso militare dell’Ucraina.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atterrato in Arabia Saudita lunedì 10 marzo per incontrare il principe ereditario Mohammed bin Salman, che nel 2023 lo invitò a parlare davanti ai leader della Lega araba a Jeddah. Nel suo discorso video di lunedì sera, Zelensky ha detto di sperare in un «risultato pratico» nei colloqui, aggiungendo che la posizione ucraina sarebbe stata «assolutamente costruttiva».
Il team ucraino sarà rappresentato dal capo dell’ufficio di Zelensky Andriy Yermak, dal consigliere per la sicurezza nazionale e da diversi esponenti dei ministeri degli Esteri e della Difesa. Rubio rappresenterà la delegazione statunitense insieme al consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e all’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff.
Prima di arrivare a Jeddah, Rubio ha detto che era importante «stabilire chiaramente le intenzioni dell’Ucraina» per un accordo di pace e che il Paese «dovrà essere pronto a fare cose difficili, così come i russi dovranno fare cose difficili per porre fine a tutto questo». «Non porrò condizioni su ciò che devono o non devono fare», ha aggiunto. «Vogliamo ascoltare per vedere quanto lontani sono disposti ad arrivare, e confrontarlo con ciò che vogliono i russi, e poi vedere quanto sono veramente distanti». Rubio ha spiegato che entrambe le parti devono rendersi conto che «non esiste una soluzione militare» al conflitto e che può essere risolto solo attraverso «mezzi diplomatici».
Con Kyjiv la squadra americana vuole parlare anche dell’accordo sui minerali. Il presidente americano Donald Trump, anche dopo il litigio con Zelensky alla Casa Bianca, ambisce a ottenere un’intesa che mostri ai suoi elettori che gli ucraini risarciranno gli Stati Uniti per l’aiuto avuto finora. Rubio ha detto che se si arriverà all’accordo sui minerali, allora gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare la consegna degli aiuti a Kyjiv.
Dall’altra parte, però, la Casa Bianca finora non ha ottenuto nulla da Mosca, se non i complimenti per le restrizioni imposte a Kyjiv. Dopo i devastanti attacchi che la Russia ha lanciato la scorsa settimana contro l’Ucraina, senza il sostegno delle informazioni di intelligence americane che servivano a intercettare missili russi, nella notte prima dei colloqui di Jeddah le regioni di Mosca e del Kursk sono state colpite da un massiccio attacco di droni. Uno dei più grandi da quando è cominciata l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Nel frattempo, come riportano Bloomberg e Axios, Witkoff starebbe pianificando di incontrare il presidente russo Vladimir Putin a Mosca questa settimana.