La svolta Perché il Comune ha fatto marcia indietro sul Salva Milano

L’arresto di Giovanni Oggioni, ex dirigente comunale, ha immediatamente ribaltato la situazione, costringendo il sindaco Beppe Sala a un passo indietro sulla contestata norma che avrebbe dovuto sbloccare lo stallo sull’urbanistica

Marco Ottico/Lapresse

Game over. L’amministrazione comunale di Milano, guidata dal sindaco Beppe Sala, ha deciso di «non sostenere più la necessità di proseguire nell’iter di approvazione della proposta di legge cosiddetta Salva Milano». La norma, che avrebbe dovuto sbloccare lo stallo sull’urbanistica, è stata approvata alla Camera ed è al momento in Senato: il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno scadrà il 12 marzo. 

La decisione è arrivata a seguito dell’arresto dell’architetto Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio (ruolo ricoperto dal 2021 fino a due mesi fa), accusato di corruzione, frode processuale, depistaggio e falso. L’ex dirigente del Comune è attualmente ai domiciliari. Si tratta del primo arresto legato alle inchieste sull’urbanistica che hanno coinvolto il capoluogo lombardo. 

«Alla luce delle ipotesi di reato emerse dall’Ordinanza del Gip del 21 febbraio 2025, che il Comune di Milano ha ricevuto oggi (ieri, ndr) e ha potuto leggere integralmente, l’Amministrazione considera di costituirsi parte civile», scrive palazzo Marino in una nota. 

L’inchiesta della procura di Milano ipotizza che Oggioni abbia «ricevuto utilità da un’associazione di categoria dei costruttori edili e da un operatore economico del real estate al fine di favorire il buon esito di numerose pratiche edilizie». Tradotto: soldi in cambio di favori ai costruttori. 

La procura parla dell’«esistenza di un sistema», composto da una fitta rete di professionisti (pubblici e privati), che tende a controllare e ad approvare in modo poco trasparente i permessi di importanti progetti edilizi in città, favorendo operazioni immobiliari speculative. «È chiaro che io difendo sempre l’amministrazione, il Comune, la squadra, ma se poi uno ha sbagliato che paghi. E che paghi anche duramente. Sia chiaro», ha spiegato il sindaco Beppe Sala. 

Dalle carte, secondo il Corriere della Sera, sarebbero poi emerse delle chat tra Oggioni e Guido Bardelli, assessore alla Casa del Comune di Milano dal giugno 2024. Il 13 dicembre 2023, quindi prima del suo nuovo incarico all’interno della giunta Sala, Bardelli avrebbe inviato il seguente messaggio a Oggioni: «Dobbiamo far cadere questa giunta». I due stavano commentando l’operato di Giancarlo Tancredi, assessore milanese alla Rigenerazione urbana, e di Simona Collarini, direttrice della Rigenerazione urbana. 

Nella mattinata di domani, venerdì 7 marzo, Sala incontrerà Bardelli. «Prenderemo una decisione. Umanamente mi spiace, perché si è fatto apprezzare un po’ da tutti in questi mesi. Ci sono singole frasi che possono scappare. Lui stesso è consapevole della difficoltà della situazione», ha detto il sindaco, che non si è sbilanciato sulle dimissioni dell’assessore alla Casa: «Vediamo domani mattina». Sala ha poi escluso l’ipotesi di un ampio rimpasto di giunta: «Mancano due anni, siamo nell’ultima fase. E nell’ultimo semestre il lavoro, per ovvi motivi, rallenta. Non credo sia saggio». 

Nel frattempo, continuano a emergere dettagli sull’indagine. I pm, scrive SkyTG24, hanno segnalato che Giovanni Oggioni ed Emilio Marco Cerri, progettista ed ex membro della Commissione paesaggio (anche lui è indagato, per traffico di influenze), avrebbero fatto pressione su alcuni parlamentari nella fase di scrittura del Ddl Salva Milano, anche nella speranza di accelerare l’iter di approvazione della legge da cui dipende il futuro dell’urbanistica milanese. Tra questi parlamentari, stando alle carte dei magistrati visionate dal Corriere della Sera, ci sarebbero Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, Tommaso Foti, ex capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e attuale ministro per gli Affari europei, e  Alessandro Morelli, senatore e sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio.

Secondo Lupi, «non servivano intercettazioni per capire che i gruppi parlamentari si confrontano con chiunque possa offrire spunti utili per migliorare i testi di legge. Anche quelli di opposizione avranno fatto lo stesso. Tutto alla luce del sole. Il testo finale è stato elaborato in totale autonomia dal Parlamento che non scrive leggi sotto dettatura». Morelli ha definito «fisiologici» i contatti nella fase di gestazione del Ddl. 

Al momento sono più di trenta i progetti edilizi nel mirino della procura di Milano, secondo cui i privati avrebbero goduto di procedure burocratiche troppo semplificate per costruire nuovi edifici da zero, spacciando per ristrutturazioni imponenti opere di rigenerazione urbana che avrebbero necessitato di un piano attuativo ad hoc

Approvata alla Camera a novembre 2024 con centosettantadue voti favorevoli e quarantuno contrari, il Ddl Salva Milano stabilisce che i “Piani attuativi comunali” – finora necessari per demolire e ricostruire con sagome e volumetrie diverse – non saranno più obbligatori per gli interventi realizzati in «ambiti edificati e urbanizzati». In sostanza, per costruire un grattacielo al posto di un edificio di pochi piani sarà sufficiente la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per ristrutturazione, senza necessità di un piano attuativo specifico. 

La norma è sempre stata sostenuta da Beppe Sala, che riteneva il Salva Milano necessario per uscire da un clima di incertezza dannoso per la città e la sua amministrazione. Tuttavia, l’arresto di Oggioni ha rapidamente cambiato gli scenari, costringendo il sindaco a un passo indietro apprezzato anche dai Verdi, preoccupati dalle potenziali conseguenze ambientali (consumo di suolo) dell’approvazione definitiva del Ddl. 

Secondo Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, «non ci sono le condizioni per andare avanti in una discussione sul Ddl. Da alcune cose che emergono sembra ci fosse addirittura intenzione di colpire il sindaco Sala, a cui va la mia solidarietà, naturalmente. Le rilevazioni di oggi (ieri, ndr) riguardano esponenti del centrodestra, su queste si è già espresso anche il Partito democratico di Milano». 

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