«L’Unione Europea, una delle autorità fiscali e tariffarie più ostili e abusive al mondo, che è stata creata al solo scopo di approfittare degli Stati Uniti, ha appena imposto una tariffa del cinquanta per cento sul whisky. Se questa tariffa non verrà rimossa immediatamente, gli Stati Uniti applicheranno a breve una tariffa del duecento per cento su tutti i vini, gli spumanti e i prodotti alcolici provenienti dalla Francia e da altri Paesi dell’Ue. Questo sarà ottimo per le aziende vinicole e spumantistiche negli Stati Uniti». L’attacco del presidente degli Stati Uniti all’Unione europea arriva ancora una volta via social, ancora una volta con termini aggressivi, sempre più con i toni di chi è pronto allo scontro.
Donald Trump ha minacciato di inasprire ancora la guerra commerciale con l’Europa dopo l’annuncio di dazi del cinquanta percento sul whisky statunitense e su molti altri prodotti americani dato ieri da Bruxelles. Trump ha aspettato un giorno, poco più di ventiquattro ore, per rispondere. Sembra pronto a un’escalation tariffaria a colpi di dazi.
L’Unione europea a sua volta ha agito in risposta, di certo non per aggredire economicamente gli Stati Uniti. Ieri ha presentato semplicemente delle contromisure per «proteggere» aziende, lavoratori e consumatori europei dall’impatto della guerra dei dazi scatenata dallo stesso Trump e ha pubblicato un elenco di prodotti statunitensi che potrebbero essere soggetti ai contro-dazi europei dal 1 aprile, in reazione quindi ai dazi globali del venticinque percento su acciaio e alluminio imposti dall’amministrazione di Donald Trump a partire dal 12 marzo.
Non è la prima volta che l’industria degli alcolici e dei superalcolici si ritrova coinvolta in una guerra commerciale, ricorda il New York Times: «Tariffe meno estreme sono state imposte su liquori e altri alcolici durante il primo mandato di Trump, e la ripresa dell’industria da quel colpo è stata lunga e faticosa. I dirigenti del settore hanno fatto pressioni a Washington, Bruxelles e altre capitali europee per essere risparmiati, e mercoledì hanno espresso preoccupazione per essere stati nuovamente presi in pieno dalle nuove frizioni».