Tratto dall’Accademia della Crusca
Come è noto, l’aggettivo importante è tratto dal participio presente di importare, verbo ampiamente attestato nel Due-Trecento (cfr. TLIO), derivato a sua volta dal lat. importare. Un primo dato interessante, che vale la pena sottolineare, è l’assenza di importante come aggettivo in italiano antico (non ricorre, infatti, nemmeno nelle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio).
Le due uniche attestazioni trecentesche d’area toscana non sono infatti del tutto attendibili. La prima, registrata dal TLIO, è nel volgarizzamento anonimo del Trattato della Agricoltura di Piero de’ Crescenzi (ridotto a migliore lezione da Bartolomeo Sorio, 3 voll., Verona, Vicentini e Franchini, 1851-52, vol. III, p. 287), che, però, come si legge nella Bibliografia dei Testi Volgari, non presenta un testo filologicamente affidabile. La seconda, rintracciata grazie al Corpus OVI, è nel Commento alla Commedia di Francesco da Buti (Pisa, 1324-1406). L’autore, commentando i vv. 88-108 del V canto dell’Inferno, scrive:
[1] Di quel ch’udire, e che parlar vi piace. Notamente disse qui in più, e di sopra disse in uno, a dimostrare che la pietà venia pur da la sensualità importante per Dante; ma udire e parlare procede dalla ragione importata per Virgilio, et ancora dalla sensualità importata per Dante, e però dice in plurali vi piace. (Commento di Francesco da Buti sopra la Divina Commedia di Dante Alighieri, a cura di Crescentino Giannini, 3 voll., Pisa, Fratelli Nistri, 1858-62, vol. I, p. 167)
In questo caso, oltre a non disporre di un’edizione critica affidabile del testo, la parola sembra conservare ancora il valore participiale (si veda anche la contrapposizione con le due occorrenze successive del participio passato importata).
Secondo la lessicografia italiana le prime attestazioni di importante come aggettivo risalgono infatti al XV secolo. Ne sono un esempio le occorrenze all’interno del Comento de’ miei sonetti di Lorenzo de’ Medici, scritto intorno agli ultimi decenni del Quattrocento, di cui riporto la seguente (si tratta di un femminile plurale in -e):
[2] E forse saranno ancora scritte in questa lingua cose subtili e importante e degne d’essere lette (Lorenzo de’ Medici, Comento de’ miei sonetti, a cura di Tiziano Zanato, Firenze, Olschki, 1991, p. 149)
Importante nella lessicografia
Non stupisce, dunque, che importante sia registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca soltanto a partire dalla terza impressione del 1691, sebbene si trovi nelle definizioni di alcune voci presenti già nella prima impressione (es. l’agg. arduo è definito “importante e difficile”). Gli accademici compilatori del Vocabolario lo classificano soltanto come participio presente di importare “Che Importa”, ricollegandolo però agli aggettivi latini serius e gravis. Nell’Ottocento il Dizionario della Lingua Italiana di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini (Tommaseo-Bellini 1861-1879: vol. II, tomo IV, 1869) registra la voce ampliando il quadro delle accezioni: “1. Part. pres. d’importare. 2. Rilevante, considerabile, di peso, di conseguenza, di gran momento, degno di considerazione, di stima. […] 3. A modo di sost. cosa o negozio, o punto importante, cioè di momento o d’importanza”. Nel corso del Novecento si assiste alla piena conversione di importante da participio presente ad aggettivo: il passaggio è ben testimoniato dalla definizione del Vocabolario della lingua italiana di Giulio Cappuccini e Bruno Migliorini (1945), in cui l’aggettivo importante è definito ancora “part. pres. d’importare”, ma la nota chiarisce che è “usato quasi esclusivamente come agg., per considerabile, rilevante, grave: affare, notizia, lettera, discorso, questione importante…”. Si arriva, dunque, alla lessicografia più recente, in cui importante è registrato esclusivamente come aggettivo e sostantivo (Devoto Oli; Zingarelli; Sabatini-Coletti). Questo il quadro delle accezioni nello Zingarelli 2025:
1. che ha grande interesse e rilevanza […]: questione, affare importante […]; significativo, considerevole, da non trascurare: un danno importante. 2. caratterizzato da un certo prestigio e da una certa eleganza: serata, occasione, pranzo importante; 3. [raro] che si nota, fa spicco: naso importante; 4. detto di persona, che possiede autorevolezza e prestigio: un funzionario, un uomo d’affari importante.
È opportuno precisare che l’accezione 3 (come vedremo poi meglio) è spesso usata in modo eufemistico come sinonimo di grande o grosso per riferirsi a una parte del corpo.
Se percorriamo l’evoluzione semantica di importante attraverso gli esempi offerti dal GDLI, possiamo notare come i vari significati dell’aggettivo, alcuni dei quali oggetto di perplessità da parte dei nostri lettori, fossero già sostanzialmente presenti tra il Quattrocento e il Seicento. Il significato di ‘che importa, rilevante’ è naturalmente il più antico ed è testimoniato dall’attestazione di Lorenzo de’ Medici già riportata; si ricollegano a questo primo significato anche le accezioni di ‘di notevole entità, di grandi dimensioni’ documentata in Giovanvittorio Soderini (Firenze 1526-1597), ‘dannoso, pericoloso (una malattia, una ferita)’ in Francesco Guicciardini (Firenze, 1483-Arcetri, 1540), ‘che assume un interesse strategico o politico notevole’ in Vespasiano da Bisticci (Firenze, 1421-1498); il secondo significato, ‘che ha molta autorità o influenza o prestigio o peso politico’, è testimoniato da un passo di Cesare Campana (L’Aquila, 1540-Vicenza, 1606), mentre l’accezione di ‘che conta (nell’affetto, nella vita: una persona)’ risulta molto più recente e lo si trova nello scrittore Giuseppe Dessì (Cagliari, 1909-Roma, 1977).
Importante nell’italiano di oggi
Passiamo ora alla diffusione dell’aggettivo nell’italiano contemporaneo, esaminando dapprima la sua presenza nella letteratura e poi nei giornali e nel web.
Per l’italiano letterario, possiamo fare affidamento al corpus del Primo tesoro della lingua letteraria italiana del Novecento e contemporanea (PTLLINC), ossia l’aggiornamento del Primo tesoro della lingua letteraria italiana del Novecento (PTLLIN) realizzato da Tullio De Mauro nel 2007. La nuova versione, in rete dal 2023, realizzata grazie alla collaborazione tra la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, l’Accademia della Crusca e la Federazione Unitaria Italiana, permette di consultare centoquindici romanzi: i settantacinque romanzi vincitori del Premio Strega, dal 1947 con Tempo di uccidere di Ennio Flaiano fino al 2021 con Due vite di Emanuele Trevi, più una selezione di altre quaranta opere candidate al Premio.
Nel PTLLINC importante ha 882 occorrenze, come aggettivo ma anche come sostantivo. Scorrendo le attestazioni, si vede che come aggettivo è spesso riferito a sostantivi quali affare, azione, compito, cosa, data, decisione, discorso, domanda, evento, fatto, incarico, lavoro, occasione, persona, scelta, scoperta, ma non mancano combinazioni più ardite o meno frequenti, qui riportate in ordine cronologico (i titoli dei romanzi a cui si riferisce l’anno di pubblicazione o di premiazione possono essere letti direttamente dal sito): importante capo d’accusa (Calvino 1950), un bottino tanto importante (Bontempelli 1953), confidenza importante (Bontempelli 1953), piccola importante università (Soldati 1954), un sorriso importante, misterioso (Morante 1957), albero importante (Parise 1965), un libro importante (Romano 1969), un’esperienza importante (Landolfi 1975), ferrovia importante (Levi 1979), naso importante (Bellonci 1986), importante servizio d’argento (Mannuzzu 1989), strada importante (Volponi 1991), brano importante (Starnone 2001), un cancro importante (Mazzucco 2003), lutto importante (Veronesi 2006), fellowship molto importante (Lagioia 2015), pubblicazione importante (Janeczek 2018).