
Tratto dall’Accademia della Crusca
Chiosare può senz’altro sostituire spiegare in contesti in cui quello che si spiega (o, meglio ancora, si commenta) è un qualunque altro testo, non importa se parlato o scritto; non è consigliabile usarlo, invece, in sostituzione di dire o di affermare, a meno che non si intenda il dire o l’ affermare qualcosa a margine di qualche altra cosa.
Il verbo di cui ci stiamo occupando deriva dalla parola chiosa, e il suo significato fondamentale, riportato in tutti i vocabolari che descrivono il lessico dell’italiano contemporaneo, è quello di ‘spiegare, illustrare un testo o un passo di un testo con chiose’. Una chiosa, a sua volta, è per l’appunto una nota che spiega una parola o una sequenza testuale che risulti difficile da comprendere. Nel fondo etimologico di chiosa e di chiosare c’è la voce glôssa, che dal greco era passata al latino; rispetto alla forma originaria, chiosa presenta lo scempiamento (con successiva sonorizzazione) della s, la desonorizzazione della g velare iniziale quindi l’esito, tipicamente italiano cl > chi. In greco antico glôssa significò in primo luogo ‘lingua’, ma fu usata anche per indicare una parola o espressione difficile o la sua spiegazione, che in un testo veniva sovrascritta alla parola o all’espressione stessa. Nel latino medievale, poi, la voce glossa fu usata per indicare una nota esplicativa posta da un esperto del settore a margine di testi biblici, letterari o giuridici.