Chi lo ha detto che performance e gastronomia non possono convivere all’interno di una dimensione spazio-tempo fluida ed emozionale? Proprio perché entrambe parlano alla pancia – oltre che al cervello – è possibile lavorare di creatività e libertà d’immaginazione per spingere i confini dell’esperienza gastronomica in direzioni esaltanti e poco conosciute. È con questo presupposto che nasce il nuovo format itinerante del progetto Gelinaz, “NAH BGM NOW”, con l’intento di ricercare l’identità sonora di un ristorante combinando la figura di uno chef con quella di un musicista. Quale modalità più di impatto e disturbante, infatti, di una performance a pieno volume, con balli, suoni e luci che si sovrappongono tra loro?
Gelinaz è un collettivo artistico in continua evoluzione, un movimento gastro-intellettuale attivo in tutto il mondo da oltre vent’anni dove più livelli artistici si incontrano per creare qualcosa di unico e memorabile. L’agitatore culturale cui dobbiamo questo pensiero è Andrea Petrini, presidente della giuria dei World Restaurant Awards, «creatore di stelle culinarie» secondo Time Magazine e definito «Dio del cibo» da Vogue. La sua visione olistica dello stare a tavola lo ha spinto a viaggiare, a conoscere i migliori chef in ogni parte del globo, riuscendo nel tempo a coinvolgere le più grandi personalità della cucina contemporanea.
«Se nel 2015 realizzammo una serie di appuntamenti dove i cuochi si scambiavano ristoranti e case, nel 2019 le protagoniste sono diventate le idee e le ricette […] Da qui è nata poi la voglia di eventi più raccolti, intimi e ancora più di impatto» racconta Petrini. Ed eccoci quindi da Motelombroso, quella casa indipendente che si nasconde lungo l’Alzaia Naviglio Pavese, che per due giorni consecutivi ha creato una sessione irripetibile di Gelinaz. Guidata da un duo d’eccezione quale i titolari Matteo Mazza e Alessandra Straccamore – appassionati di arti visive e big fans di Andrea e della sua iniziativa – la serata è stata interamente concepita da loro.
«Andrea ci ha lasciato totale carta bianca e noi ci siamo divertiti nel costruire un numero primo di qualcosa cui abbiamo sempre guardato con interesse e un pizzico di follia. Le luci e la musica sono elementi fondamentali anche nel quotidiano di Motelombroso. Abbiamo chiamato artisti con cui collaboriamo già da tempo così come un amico e un professionista indiscusso quale il musicista Daniele Mana. Nemmeno Andrea sapeva che cosa sarebbe successo e anche per noi è stato un esercizio di organizzazione e creatività. Una curatela artistica vera e propria ma inserita all’interno della nostra realtà, dove abbiamo cercato di portare l’esperienza gastronomica ad un livello differente e per tanti mai sperimentato».
Novanta minuti, quindici di servizio e consumo per ogni singola portata, accompagnati dal corpo di ballo di Sala Nera – un centro sperimentale indipendente di danza performativa –, e il suono invadente e potente della musica elettronica. Un’esperienza volutamente divisiva, coinvolgente e disturbante, spaesante, dove non si è potuto parlare, dove il personale di sala era impegnato in ritmi serrati di servizio, dove anche il menu ha giocato un ruolo preciso.
Ogni elemento è stato pensato per creare una meta-dimensione del pasto, un nuovo contesto per un nuovo contenitore per più contenuti. Portate oltremodo abbondanti, presentazioni splatter, odori stucchevoli, consistenze dubbie, guanti per mangiare una pasta, che in realtà è fredda ed è un dessert a chiudere. Non è facile trasporre la sperimentazione dalla consolle alla cucina, e ancora troppo spesso si tende a scindere i singoli elementi di una performance per valutarli singolarmente. La buona riuscita del tutto deriva da un’alchimia sottile delle singole componenti, con una curva di oscillazione fisiologica tra momenti migliori e frammenti meno coinvolgenti.
Terrine, fegatini, trippe, zampe, carne e pesce, grasso e liquido, il tentativo ultimo e provocatorio di portare l’ospite a testare i propri limiti. Non sono queste le serate dove venire a provare i piatti signature (errore vostro se lo avete pensato) e anzi, sono questi i momenti dove si sperimenta la duttilità di una cucina e del suo team verso la creatività pura. Un lavoro corale, saldamente capitanato dallo chef Nicola Bonora, volutamente esclusivo nell’accezione di non poter essere né compreso né accettato da chiunque, che porta a un livello 2.0 l’esperienza a tavola e la nostra sensibilità. Una sola persona si è alzata a prendere aria.
I più forti hanno proseguito la serata danzando e lasciandosi trasportare dal flusso di luci ed energia fino a notte inoltrata. Una riflessione sul disturbo, sulla scomparsa dell’appetito per via di una musica assordante, un test dell’effetto molesto di corpi semi nudi che ballano intorno a ospiti seduti e vestiti. Non parlavamo forse pochi giorni fa dell’importanza del disgusto oltre che del gusto? Per chi c’è stato e per chi ci sarà, un ottimo banco di prova.
Credits photo RFM x Motelombroso x Gelinaz
