La pace giusta per l’UcrainaLa coalizione dei volenterosi pretende più garanzie da Donald Trump

È uno dei punti chiave emersi dal vertice di giovedì a Bruxelles tra i ministri della Difesa del gruppo guidato da Regno Unito e Francia. Oggi a Washington riprendono i colloqui sui minerali critici ucraini

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Giovedì 10 aprile, a Bruxelles, si è tenuto un vertice con i ministri della Difesa di circa trenta Paesi appartenenti alla coalizione dei volenterosi. Le discussioni, secondo l’agenzia Reuters, si sono concentrate sulla creazione di una «forza di rassicurazione», ossia un contingente militare multinazionale da inviare in Ucraina dopo il cessate il fuoco. 

John Healey, segretario alla Difesa del Regno Unito, ha detto che «insieme stiamo lavorando come un’unica entità, pronti a garantire il futuro dell’Ucraina in seguito a qualsiasi accordo di pace». Secondo Healey, la coalizione dei volenterosi – guidata da Regno Unito e Francia e composta principalmente da Paesi europei – punta a «mettere l’Ucraina nella posizione più solida possibile, a proteggere la sua sovranità e a scoraggiare qualsiasi ulteriore aggressione russa». 

Stando alle dichiarazioni dei ministri che hanno partecipato all’incontro, i colloqui della coalizione hanno finora coinvolto circa duecento strateghi militari. «La prima garanzia di sicurezza è ovviamente il sostegno all’esercito ucraino, il che significa rifiutare la smilitarizzazione del Paese», ha detto Sébastien Lecornu, ministro della Difesa francese. 

La coalizione dei volenterosi, aggiunge Reuters, avrebbe bisogno di maggiori garanzie da parte degli Stati Uniti, soprattutto in termini di intelligence e logistica finalizzata al dispiegamento del contingente in Ucraina dopo il cessate il fuoco. Donald Trump, però, finora non ha mai fornito certezze in merito, e questo è stato uno dei punti più spinosi del vertice di giovedì. 

Diversi ministri della Difesa hanno espresso preoccupazione per l’insufficiente chiarezza sugli obiettivi specifici della missione, le regole di ingaggio e il ruolo degli Stati Uniti. «Non escludo la possibilità che la Svezia partecipi, ma ci sono una serie di questioni che dobbiamo ancora chiarire», ha sottolineato Pål Jonson, ministro della Difesa svedese. 

Nel frattempo, scrive la Bbc, il governo laburista di Keir Starmer ha annunciato lo stanziamento di altri 450 milioni di sterline per sostenere militarmente l’Ucraina. Il pacchetto di aiuti include finanziamenti per centinaia di migliaia di droni, mine anticarro e pezzi di ricambio per i veicoli militari guasti o in fase di usura. 

Olha Stefanishyna, vice prima ministra ucraina per l’integrazione europea ed euro-atlantica, ha poi confermato che venerdì 11 aprile, a Washington, riprenderanno i colloqui tra Usa e Ucraina sui minerali critici del Paese invaso dalla Russia. Si tratta di materie prime che Trump – che continua a confondere gli aiuti con i prestiti – vede come una forma di risarcimento per il denaro stanziato dagli Usa per sostenere militarmente l’Ucraina. 

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