Baccelli edibili Perché i fagiolini devono essere ben cotti

Il legume protagonista di piatti primaverili ed estivi ha tante buone qualità, ma nasconde anche un insospettabile lato pericoloso

Foto di Sonja Langford su Unsplash

Fagiolini, tegolini, o anche cornetti (o cornette), taccole, nella versione piatta, vuaìnis in Friuli. Ci sono tanti modi dialettali e locali per chiamare questi protagonisti di insalate e ricette primaverili ed estive gustose e povere di calorie. Ma sempre e solo di una cosa si tratta: sono i baccelli verdi e acerbi di diverse cultivar della pianta del fagiolo comune (Phaseolus vulgaris). A differenza dei fagioli, e di molti altri legumi, tuttavia, i fagiolini si mangiano per intero perché vengono raccolti e consumati con i loro baccelli, prima che i semi interni siano maturi.

Questa è proprio la particolarità che li rende adatti a un regime dietetico; a differenza, infatti, di piselli, fagioli, fave, ceci, eccetera, i fagiolini sono piuttosto poveri di proteine, di grassi e di carboidrati, hanno solo diciotto chilocalorie per etto e hanno proprietà nutrizionali intermedie tra gli ortaggi e i legumi.

Con i primi hanno in comune un’elevatissima quantità di acqua, quasi il novanta per cento, inoltre sono ricchi di fibre, sali minerali e in particolare di potassio e vitamina A e, grazie al loro scarso apporto glucidico, possono essere consumati anche dai diabetici.

Diuretici, rinfrescanti, rimineralizzanti, versatili in cucina, hanno un elevato potere saziante e sono il contorno ideale per chi soffre di gastrite, perché sono privi di componenti acide. In più, stimolano il transito intestinale, sono facilmente digeribili e sono consigliati in gravidanza perché ricchi di acido folico.

L’unico vero difetto? Sono noiosissimi da pulire. Vanno infatti eliminate le estremità di ogni fagiolino, spezzandole o con le mani o con un coltello. Tirando via il picciolo viene asportata anche la parte filamentosa lungo il baccello che può essere leggermente legnosa. Si può rimediare con i fagiolini surgelati o con le confezioni già pulite dei supermercati, ma quando sono appena colti nell’orto hanno veramente tutto un altro sapore.

I fagiolini vanno poi lavati con cura sotto l’acqua corrente e cotti in acqua bollente. Né troppo, né troppo poco, e questo è un altro passaggio cruciale. Per mantenere il loro colore verde brillante, è utile aggiungere sempre nell’acqua anche un cucchiaino di bicarbonato che inoltre, come per i legumi, riduce il tempo di cottura. Si possono anche cuocere direttamente in padella, per una consistenza più croccante.

In quanto alle ricette, nella tradizione italiana i fagiolini si accompagnano quasi sempre con le patate o con i pomodori. Il modo più semplice per servirli come contorno è lessarli e condirli con olio, sale, uno spicchio di aglio tritato e tanta menta. In alternativa, si possono aggiungere anche le patate bollite o dei pomodorini, o entrambi, con un condimento a base di pesto. I fagiolini sono poi, sempre con le patate, parte della classica ricetta ligure delle trofie al pesto. Si cuociono i fagiolini insieme alle patate e verso fine cottura si aggiunge la pasta.

Per un contorno caldo, invece, bisogna sbollentare i fagiolini e poi ripassarli in padella con un sugo semplice di pomodoro e cipolla. Questa ricetta si può preparare anche con le taccole.

Infine, per un antipasto finger-food che può diventare anche un secondo, avvolgete un mazzetto di fagiolini cotti al vapore con una fetta di bacon o speck e ripassate tutto in forno per pochi minuti.
Ottimi, per un contorno estivo, in carpione, i fagiolini possono essere l’ingrediente di una torta salata, di una frittata di verdura, di un risotto, di un’insalata di pasta.

Attenzione, però, a mangiarli crudi o poco cotti. È l’appello ai consumatori lanciato dal Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR), l’istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, dopo aver visto, nel 2020, aumentare le segnalazioni arrivate ai centri antiveleni. I fagiolini, infatti, contengono fasina, una proteina della famiglia delle lectine, tossica per gli esseri umani anche a basse dosi, che però normalmente viene distrutta dal calore durante la cottura.

X