
Accogliendo l’istanza di sospensione presentata dalla consigliera regionale Valentina Castaldini, di Forza Italia, il Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia Romagna ha bloccato la delibera regionale che regola il suicidio assistituto. La trattazione collegiale è stata fissata per il 15 maggio.
Il ricorso era stato presentato l’11 marzo 2024 contro le delibere – approvate nel febbraio 2024 – della giunta guidata allora da Stefano Bonaccini sulle linee di indirizzo necessarie per accedere alla morte medicalmente assistita nel territorio regionale. Poco più tardi, il 12 aprile 2024, anche la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Salute avevano presentato un simile ricorso presso lo stesso Tar.
Il suicidio assistito è diverso dall’eutanasia: nel primo caso è il paziente ad autosomministrarsi il farmaco letale, nel secondo è invece necessaria la presenza di un medico. L’eutanasia, al momento, in Italia è reato, mentre la morte assistita in determinati casi e la sospensione delle cure – la cosiddetta eutanasia passiva – costituiscono un diritto inviolabile sulle basi della sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale e della legge 219 del 2017.
A livello legale, quindi, l’accesso al suicidio assistito è garantito in Italia, in quanto depenalizzato in alcune condizioni stabilite dalla sopracitata sentenza della Corte costituzionale. La legge regionale dell’Emilia-Romagna, però, era importante per colmare il vuoto normativo a livello nazionale sulla regolamentazione delle modalità, dei tempi di accesso alla pratica e delle procedure.
In una storia su Instagram, Valentina Castaldini ha scritto che «su un tema così delicato, una delibera regionale non può sostituire una legge nazionale». Secondo la consigliera, non si tratta «di una battaglia solo giuridica, ma riguarda principi etici e democratici fondamentali. Il Tar ha fissato per il 15 maggio la trattazione collegiale, lasciando spazio per un vero dibattito».
Da quando è in vigore la legge ora sospesa, in Emilia-Romagna si sono concluse due pratiche di suicidio assistito. In questi giorni sono emerse le notizie sull’avvio di una terza richiesta di accesso all’iter: una novità che ha spinto Castaldini a presentare un’altra istanza per sospendere immediatamente l’efficacia della delibera di giunta.