Il Boss contro Trump Bruce Springsteen e la sua America in rovina

Ecco che cosa ha detto il cantautore americano contro le politiche della Casa Bianca introducendo la canzone “My city in ruins”, durante il concerto di Manchester, in Gran Bretagna

(La Presse)

C’è qualcosa di davvero strano, inquietante e pericoloso che sta accadendo là fuori in questo momento. In America, stanno perseguitando persone per aver esercitato il loro diritto alla libertà di parola e per aver espresso dissenso. Questo sta accadendo ora.

In America, gli uomini più ricchi provano soddisfazione nell’abbandonare i bambini più poveri del mondo alla malattia e alla morte. Questo sta accadendo ora.

Nel mio Paese, stanno traendo un piacere sadico dal dolore che infliggono ai lavoratori americani leali.

Stanno smantellando leggi storiche sui diritti civili che hanno portato a una società più giusta e plurale.

Stanno abbandonando i nostri grandi alleati e schierandosi con i dittatori contro coloro che lottano per la propria libertà. Stanno togliendo fondi alle università americane che si rifiutano di piegarsi alle loro pretese ideologiche.

Stanno rimuovendo persone dalle strade americane e, senza il giusto processo legale, le stanno deportando in centri di detenzione e prigioni all’estero. Tutto questo sta accadendo ora.

La maggioranza dei nostri rappresentanti eletti ha fallito nel proteggere il popolo americano dagli abusi di un presidente inadatto e di un governo fuori controllo. Non hanno alcun rispetto né comprensione di cosa significhi essere profondamente americani.

L’America di cui vi canto da 50 anni è reale e, nonostante i suoi difetti, è un grande Paese con un grande popolo. Per questo sopravviveremo a questo momento. Ora ho speranza, perché credo nella verità di ciò che disse il grande scrittore americano James Baldwin: «In questo mondo, non c’è tutta l’umanità che si vorrebbe, ma ce n’è abbastanza».

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