Quando si pensa alla bevanda birra, di solito affiorano alla mente immagini che rimandano a contesti sociali. Spesso associata a un’idea di condivisione, di aggregazione, la birra è difatti una bevanda che viene generalmente consumata in momenti di convivialità e di connessione le tra persone, e che spesso viene legata a un senso di amicizia, di comunità. Fin dai tempi antichi, la bevanda di Cerere ha rivestito un ruolo centrale presso molte popolazioni, scandendo il ritmo del vivere quotidiano e comparendo sovente in cerimonie e altre occasioni di vita sociale e culturale.
Al giorno d’oggi, sono numerosi in Italia i birrifici che hanno fatto di questo aspetto sociale il fulcro di un progetto inclusivo, sviluppandolo e integrandolo con iniziative volte ad aiutare soggetti svantaggiati, promuovendo ad esempio l’inserimento lavorativo di persone con disabilità.
Tra questi, il più antico e primo birrificio sociale italiano si chiama Vecchia Orsa. Attivo dal 2007 in provincia di Bologna, oggi il birrificio ha sede a San Giovanni in Persiceto, ma la cooperativa gestisce anche alcuni locali nel capoluogo felsineo; tra i propri obiettivi, il birrificio incentiva la creazione di opportunità di lavoro e formazione con particolare attenzione al sostegno di individui svantaggiati. Persone con diverse abilità sono infatti coinvolte in varie fasi della produzione birraria, dall’etichettatura all’imbottigliamento, valorizzando l’aspetto umano e la produzione artigianale. Tra le birre c’è anche Orsa d’Aria, un’etichetta in stile tripel con chiari rimandi al Belgio nell’alcolicità, sostenuta da un finale secco, frutto dalla collaborazione di Vecchia Orsa con Semi di Libertà, associazione romana attiva nel contrastare le recidive tra i detenuti attraverso percorsi formativi e di reinserimento lavorativo.

Restando in Emilia e più precisamente a Noceto, in provincia di Parma, incontriamo anche il birrificio Articioc (carciofo, nel dialetto locale). Nato nel 2014 come cooperativa finalizzata all’inserimento professionale di persone con disabilità fisiche o mentali, dopo alcuni anni da beerfirm con produzioni presso altri birrifici, dal 2017 Articioc si è dotato di un impianto di proprietà, avviando un percorso articolato di inclusione lavorativa sia nella produzione vera e propria che nella somministrazione, in occasione di fiere ed eventi per lo più locali. Le birre riportano in etichetta delle immagini che rimandano alle carte da gioco piacentine, uno dei passatempi che favoriscono la socialità dei bar di paese, creando amicizie di lunga data, anche quando a vincere sono gli avversari…
Profondamente radicato nel territorio valtellinese, è il birrificio Pintalpina di Chiuro, a una decina di chilometri da Sondrio. Da più di dieci anni infatti opera la cooperativa sociale che, oltre a promuovere l’impiego e la formazione di giovani con disabilità, dichiara di reinvestire tutti gli utili in attività sociali, formative e produttive a beneficio del territorio e della comunità di appartenenza. Una valorizzazione che passa anche per l’attività brassicola vera e propria, grazie all’uso di ingredienti locali che caratterizzano alcune produzioni e che vanno dalla frutta, ad alcuni cereali come la segale, fino al miele. Tra le molte etichette, la Rügen, medagliata nell’ultima edizione del concorso Birra dell’Anno; una birra di color ramato, di ispirazione belga, con un interessante bouquet olfattivo che spazia dalla frutta secca, a sentori maltati e di frutti rossi, per una bevuta equilibrata ma al tempo stesso di carattere.

Sul «ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno», ovvero a Valmadrera, in provincia di Lecco, si trova il birrificio agricolo Cascina Don Guanella, nato nel 2021 come parte di un progetto molto ampio di agricoltura sociale finalizzata all’accoglienza, la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani a grave rischio di esclusione. La cooperativa ha poco più di dieci anni di vita e accoglie ragazzi con storie traumatiche, anche di carcere o violenza, che trovano impiego lavorativo nelle varie attività della cooperativa, tra cui anche il microbirrificio. Nel piccolo impianto, da cinquecento litri per cotta, trovano spazio birre che impiegano in prevalenza materie prime locali, come l’orzo e il luppolo coltivati sui terreni della Cascina, oppure frutta, fiori e castagne che crescono nelle zone circostanti.
In provincia di Verona, più precisamente a Monteforte d’Alpone, ha sede il birrificio Bàgolo. Con l’accento sulla “A”, rigorosamente, per un termine dialettale che indica un affare complicato, di non facile realizzazione. Il progetto nasce infatti dalla tenacia e dalla convinzione di un gruppo di amici con l’intento di creare inclusione attraverso l’impiego di lavoratori svantaggiati. Grazie al supporto economico e organizzativo della cooperativa sociale Monteforte Il Fiore, assieme al sostegno di alcuni birrifici della zona, nel 2021 esce sul mercato la prima etichetta dal nome emblematico: Oh Issa. Oggi Bàgolo è un birrificio a tutti gli effetti che vede l’inserimento di persone con disabilità o con fragilità in affiancamento ai tecnici birrai, nelle varie attività quotidiane.

Dalla provincia di Bari e più precisamente da Poggiorsini, arriva il progetto S.B.A.M. Il primo birrificio sociale pugliese, nato a fine 2017 con l’obiettivo di favorire l’accesso al mondo del lavoro di persone con disabilità psichiche, in collaborazione con le cooperative sociali Campo dei Miracoli e Questa Città. Caratteristiche le etichette, che celebrano gli animali che si possono trovare nella zona: la volpe nella birra Tenace, la donnola nell’etichetta Agile, il cinghiale nella Furiosa. Tutte birre che interpretano stili classici, con un tocco di carattere e tanta, tanta passione.
Questi sono solo alcuni esempi di progetti sociali di inclusione lavorativa, ma ne esistono anche altri che operano, ad esempio, nella sola commercializzazione di una birra a marchio, prodotta presso dei birrifici che aiutano e sostengono il progetto, come per il marchio marchigiano Birracca oppure nella Prison Beer di Busto Arsizio. Per conoscere alcune di queste realtà e per farsi raccontare dal vivo le esperienze, le emozioni e le difficoltà di alcuni di queste splendide attività, il consiglio è recarsi sul posto. Oppure suggeriamo di non perdere il Social Beer Festival, un evento nato da un paio d’anni, con la prima edizione tenutasi nell’autunno 2023. Organizzato dal birrificio Vecchia Orsa, il festival è dedicato proprio ai progetti birrari di inclusione lavorativa e sociale, per offrire un momento di confronto tra colleghi e una vetrina per farsi conoscere da un pubblico più vasto. Attualmente gli organizzatori sono già al lavoro per la definizione della terza edizione del festival che si terrà a Bologna, nel mese di settembre 2025.
