Per le aste dedicate al vino il 2024 è stato un anno da record, per lo meno a giudicare dai risultati di iDealwine, portale di aste di vini online e prima casa francese per la vendita all’incanto di vini e distillati di pregio, che ha da poco pubblicato il suo “Barometro”, il report annuale su performance di vendita, trend e previsioni di mercato per i fine wines.
Secondo quanto emerge dal documento, il portale ha concluso 48 vendite all’asta di vino, per un valore complessivo di 39,1 milioni di euro, in crescita del quindici per cento rispetto al 2023, nonostante un calo generalizzato del prezzo medio per bottiglia. A questo risultato si aggiungono 2,1 milioni di euro realizzati attraverso la piattaforma Fine Spirits Auction, gestita in collaborazione con La Maison du Whisky e dedicata ai distillati ultra-premium.
Mentre la Borgogna domina incontrastata tra le denominazioni, i collezionisti guardano anche alle regioni di nicchia e al di fuori dei confini francesi, mentre cresce l’interesse per i vini bianchi. Piemonte e Toscana continuano a emergere rispetto alle altre regioni italiane.
Le aste di vino del 2024 e i vini più costosi
Quella del 2024 per iDealwine sembra essere stata una crescita guidata dai volumi. Sono state infatti 261.465 le bottiglie aggiudicate, il 17,7 per cento in più rispetto al 2023, distribuite in 48 aste. Numeri che hanno fatto da contrappeso al calo del prezzo medio per bottiglia, circa 149 euro, in flessione dell’1,9 per cento. Il risultato totale delle vendite è stato di 39,1 milioni di euro, in crescita del quindici per cento rispetto al 2023.
Tra i vini più costosi aggiudicati lo scorso anno ci sono quelli del celebre Domaine de la Romanée-Conti, la tenuta più scambiata all’asta con un totale di 639 bottiglie per un valore complessivo di 2,65 milioni di euro e un prezzo medio a bottiglia di 4.142 euro. Suo anche il primato di lotto più costoso dell’anno, nello specific un assortimento di dodici bottiglie dell’annata 1999, venduto per 62.375 euro; ma anche quello per la bottiglia più cara: un millesimo 2020 aggiudicato per 20.375 euro a un offerente italiano.
Tra quelle prodotte al di fuori dei confini francesi, la più costosa è stata una bottiglia di Screaming Eagle 1992, battuta per 11.250 euro, mentre guardando all’Italia, il risultato più alto è stato raggiunto da una bottiglia di Masseto 2001 Toscana Igt di Tenuta Dell’Ornellaia (Frescobaldi), aggiudicata per 1.313 euro.
Le tendenze nelle aste del 2024
Oltre al generale calo del prezzo medio, passato dai 152 euro la bottiglia del 2023 ai 149 dello scorso anno, prosegue il trend che porta Borgogna e Bordeaux a capovolgere le posizioni da sempre occupate fino al 2019. Oggi la Borgogna rappresenta il 45,2 per cento del valore e il 27 per cento dei volume aggiudicati su iDealwine. Bordeaux resta la prima regione in termini di numero di bottiglie, ma si ritrova al secondo posto per quanto riguarda il valore.
Tra le tendenze rilevate, cresce l’interesse per le denominazioni più di nicchia come Jura e Languedoc, mentre la performance più significativa sembra realizzarla lo Champagne, che nel giro di cinque anni è passato dal 3 al 5,6 per cento, quarta regione più scambiata dell’anno.
Dal canto suo, l’Italia è passata dall’uno al due per cento del valore aggiudicato ed è stata il Paese più ricercato al di fuori della Francia, seguita da Spagna, Stati Uniti, Portogallo e Germania. Un interesse in generale aumento, così come quello per i vini bianchi (con i rossi in calo dal 77 al 70 per cento del valore scambiato) e per quelli naturali, cresciuti sia in valore che in volume.
Come se la passano i fine wines italiani
Nel 2024 le performance dei vini premium italiani sono rimaste stabili, con la categoria che ha rappresentato circa il 51 per cento delle vendite di vini non francesi su iDealwine, per un totale di 7.786 bottiglie aggiudicate.
A dominare le classifiche ci sono Piemonte e Toscana, il primo in termini di volumi (con il 55 per cento delle bottiglie italiane vendute) e la seconda in termini di valore medio per bottiglia: 122 euro contro gli 89 dei fine wines piemontesi. I vini rossi costituiscono 97 per cento del volume e il 98 per cento del valore delle vendite italiane. La metà delle bottiglie vendute erano millesimi oltre i venti anni di invecchiamento.
Tra le etichette più ricercate, il già citato Masseto e il Sassicaia. Per il primo sono state messe all’asta 55 bottiglie nel 2024, con un prezzo medio di 930 euro ciascuna. La Toscana resta la regione più ambita, con anche un vino dolce tra i primi venti più ricercati. Si tratta del Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice da 0,375 litri di Avignonesi (battuta a 213 euro). Altri collezionisti si sono concentrati invece su produttori come Giuseppe Quintarelli, Francesco Valentini, Frank Cornelissen e Tenuta delle Terre Nere.
