
Tra una settimana, il 9 maggio, in occasione della Giornata dell’Europa, con Europa Radicale un centinaio di cittadini italiani e di altri Paesi europei, con rappresentanti del Parlamento e di alcune istituzioni locali, come il Comune di Milano, saranno a Kyjiv per la prima manifestazione di europei nella capitale del Paese martoriato da oltre tre anni di guerra su larga scala.
Ucraina nell’Unione Europea, no fly zone sull’Ucraina, Vladimir Putin processato all’Aja, Stati Uniti d’Europa e difesa comune europea: sono le richieste che porteremo in piazza Indipendenza, al Maidan, sotto un’enorme bandiera europea. Su quella bandiera scriveremo il nome di Viktoriia Roshchyna, la giornalista ucraina torturata, uccisa e restituita senza bulbi oculari e con il cervello asportato dalle belve di Mosca.
Dopo i molti episodi violenti di intolleranza visti nel nostro 25 aprile, saremo nel cuore della resistenza di oggi, che è in Ucraina. Putin e il suo ordine mondiale vanno battuti per salvare la democrazia, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli come di ogni singolo cittadino.
Risponderemo così alla parata militare di Mosca, dove si raduneranno dittatori e despoti di tutto il mondo. Manifestare a Kyjiv ha un valore simbolico enorme, rappresenta appieno una storia radicale che ha saputo costruire e difendere il diritto internazionale, che ha sempre messo la democrazia e lo Stato di diritto davanti alla realpolitik. Marco Pannella e Olivier Dupuis trascorsero il capodanno 1991/1992 a Osijek, in trincea, in divisa croata. Fu un gesto, un’azione politica potente, per rappresentare il sostegno agli aggrediti contro l’aggressione criminale di Slobodan Milošević e dei suoi compari.
Oggi la storia si ripete in scala più grande, con Putin che invade l’Ucraina per colpire l’Europa. Noi saremo là, a Kyjiv, con i nostri corpi e le nostre volontà, con le nostre lotte per la libertà. Saremo nel luogo dove si gioca il futuro dell’Europa, il luogo dove l’Europa può rinascere e al contempo rischia di morire. Il luogo dove l’Europa può costruire finalmente una propria politica estera e di difesa comuni, per non rimanere schiacciata dall’espansionismo imperialista e criminale di Putin da est e dalle minacce di Trump da ovest. Chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee di essere parte di questa iniziativa, tanto folle quanto necessaria e ragionevole. Vogliamo che l’Ucraina entri in Europa e che finalmente l’Europa entri in Ucraina per difenderla dai crimini del Cremlino. L’Europa rinasce a Kyjiv.