Clausola di salvaguardiaLa Germania ha chiesto all’Ue di poter spendere di più per la difesa

In attesa di vedere quale sarà l’orientamento generale del vertice Nato dell’Aja di giugno, il ministro delle Finanze ad interim Jörg Kukies ha proposto di ampliare le possibilità di investimento in sicurezza

LaPresse

La Germania ha chiesto all’Unione europea di attivare una clausola di emergenza che le consentirebbe di aumentare rapidamente gli investimenti nella difesa senza violare le regole di spesa del Patto di Stabilità. La clausola di emergenza della Commissione europea darebbe ai governi degli Stati membri la possibilità di aumentare la spesa per la difesa fino all’1,5 per cento del Prodotto interno lordo ogni anno per quattro anni, nell’ambito del suo piano più ampio per accelerare il riarmo dell’Unione. Da spese come queste dovrebbero arrivare i seicentocinquanta miliardi di euro di investimenti nella difesa previsti dal piano di riarmo presentato da Ursula von der Leyen – altri centocinquanta sono invece prestiti europei (meccanismo Safe) a tassi più contenuti rispetto al mercato.

La possibilità è prevista infatti dal Libro bianco della Commissione europea, in cui si chiarisce «gli Stati membri sono invitati a richiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale», ovvero le deroghe previste dalle regole del Patto di stabilità, «entro il prossimo aprile».

Politico Europe ha letto una lettera del 24 aprile scorso scritta dal ministro delle Finanze ad interim tedesco, Jörg Kukies, e indirizzata al Commissario europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis e al ministro delle Finanze polacco Andrzej Domański (la Polonia ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea). La continua guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e il «mutevole contesto della sicurezza globale richiedono un significativo rafforzamento delle capacità di difesa con un impatto importante sulle finanze pubbliche», riporta Politico nell’articolo di Giovanna Faggionato e Chris Lunday.

Kukies scrive anche che questa decisione potrebbe evitare un’ingente riallocazione del bilancio tedesco da altre priorità. E non solo: per il ministro tedesco la lettera è anche un modo per fare pressione sulla Commissione affinché introducesse una definizione più ampia di “difesa” in termini di spesa.

Il nuovo governo tedesco sembra quindi voler cambiare rotta rispetto al passato, cioè alla precedente amministrazione della Spd guidata da Olaf Scholz – con cui comunque ha formato il governo –, e ha impresso un cambiamento storico nella politica fiscale ancora prima di assumere l’incarico. Mentre altri grandi Paesi europei come l’Italia o la Spagna sembrano ancora piuttosto riluttanti ad aumentare il proprio debito per acquistare equipaggiamento militare, Berlino ha fatto del riarmo una priorità politica.

Il Bundestag ha da poco approvato una riforma costituzionale che consente una spesa per il riarmo molto maggiore. La coalizione di governo del cancelliere Friedrich Merz, che entrerà ufficialmente in carica solo il mese prossimo, ha concordato un pacchetto da mille miliardi di euro per investimenti militari e infrastrutturali. Dalla sua, la Germania ha il vantaggio di avere i conti in regola e a un rating AAA, per cui può indebitarsi a costi molto contenuti.

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