La Brioche Perfetta Quando ricerca, didattica e tecnica si uniscono, con un obiettivo comune

Gli studenti della Maestro Martino Food Academy hanno lavorato su un progetto di pasticceria che ora è al centro dell’offerta per la colazione, e non solo, del TOG Bistrot di Milano

La brigata di TOG Bistrot

Alla Maestro Martino Food Academy la pasticceria non è solo una questione di ricette: è un linguaggio, un metodo, un modo per costruire il prodotto del futuro con studio e tecnica. E il progetto “La Brioche Perfetta”, nato all’interno dell’accademia – guidata da Carlo Cracco – è la dimostrazione concreta di come la formazione gastronomica possa fondere artigianalità, la scienza legata alla pasticceria e una visione imprenditoriale con risvolti etici.

Presentata ufficialmente il 14 maggio al TOG Bistrot dal pastry chef Daniele Fiora (Cracco in Galleria), la “Brioche Perfetta” è il frutto di un anno di lavoro corale che ha coinvolto studenti, chef, aziende partner (Molino Dallagiovanna, RoboQbo, Irinox, Koppert Cress, Valko Italia) e tecnologi alimentari. Un’impresa che ha superato i confini del classico laboratorio didattico, con l’obiettivo di diventare una vera officina dell’innovazione. «Non volevamo solo insegnare come si fa una brioche – ha spiegato Fiora – ma usare questo prodotto come pretesto per trasmettere un approccio: rigore tecnico, rispetto della materia prima e desiderio di superare i limiti della tradizione».

Daniele Fiora

Gusto, consistenza ed estetica al centro
Sotto la guida di Fiora, infatti, gli studenti dell’Academy hanno abbracciato una sfida complessa, che li ha visti svolgere varie prove e test all’interno del laboratorio produttivo di Villa Terzaghi, un altro ristorante didattico in cui opera l’Academy, con un obiettivo ben definito: creare una brioche che potesse incarnare i valori della pasticceria contemporanea.

Il processo è stato tanto tecnico quanto creativo. Ogni scelta – dalle farine alle farciture, dalle tecniche di lievitazione ai tempi di cottura – è stata calibrata per raggiungere l’equilibrio perfetto che unisse in particolare tre elementi: gusto, consistenza ed estetica. «Ci siamo chiesti: nel momento in cui entriamo in una pasticceria, cosa ci aspettiamo di mangiare quando ordiniamo una brioche?» spiega Fiora. «Abbiamo quindi individuato tre direttrici essenziali: deve essere buona, deve avere la giusta consistenza e deve essere bella a vedersi».

Il lavoro sul gusto ha portato a una selezione rigorosa degli ingredienti: farine strutturate ed elastiche, burro tecnico e stabile, miscele di vaniglie per un bouquet aromatico complesso, fino all’uso sperimentale di alghe, per aumentare la sapidità senza ricorrere a coloranti. «Le alghe sono state una scoperta straordinaria: aggiunte all’un per cento nell’impasto, hanno esaltato il prodotto finale, rendendolo meno dolce e più equilibrato, adatto sia a preparazioni dolci che salate» sottolinea Fiora.

Brioches Perfetta @Maestro Martino Food Academy

Test e sperimentazioni sono stati fondamentali anche per arrivare a una consistenza pensata “su misura”: superficie croccante e interno soffice e scioglievole, bilanciati da tempi di cottura studiati. E, infine, l’aspetto visivo, un elemento tutt’altro che secondario: «Prima ancora che buona, una brioche deve essere abbastanza invitante da stimolare la scelta del cliente. Deve essere riconoscibile, bella, golosa a vedersi – ribadisce il pastry chef – si mangia con gli occhi, prima ancora che con la bocca».

Brioches Perfetta @Maestro Martino Food Academy

Una brioche che crea opportunità
Il progetto “La Brioche Perfetta” ha avuto fin da subito una ricaduta immediata e concreta. La linea di brioche è entrata nel menu del TOG Bistrot – un progetto di ristorazione solidale nel cuore del quartiere Dergano a Milano, che destina parte del ricavato a sostegno delle attività della Fondazione TOG – diventandone parte centrale dell’offerta. Un segnale forte della validità di un approccio formativo che mira a unire la formazione avanzata con l’applicazione diretta nel mondo del lavoro. «È un prodotto che sta andando molto bene. Vogliamo farlo diventare un punto di forza dell’offerta del bistrot. È stato un percorso soddisfacente, ne andiamo fieri», conclude Fiora.

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