Il fronte di guerra ucraino è sempre più caldo. La Russia ha lanciato il più massiccio attacco aereo contro l’Ucraina dall’inizio dell’invasione del 2022, colpendo nella notte tra sabato e domenica diverse regioni del Paese, inclusa la parte occidentale del Paese lontana dal fronte. Secondo l’aeronautica ucraina, sono stati utilizzati 537 ordigni, tra cui 477 droni e 60 missili.
Sebbene 475 droni siano stati abbattuti o persi, un pilota di caccia F-16 è morto durante la risposta all’attacco e almeno tre civili sono rimasti uccisi in bombardamenti su Kherson, Kharkiv e Dnipropetrovsk.
Il tutto mentre, secondo quanto scrive il Wall Street Journal, la Russia avrebbe radunato cinquantamila soldati intorno a Sumy, mettendo l’Ucraina in una posizione sempre più precaria. Mosca apre frequentemente nuove linee di attacco, spiega il quotidiano americano. Le forze russe si trovano a soli 19 chilometri dal capoluogo regionale dell’Ucraina settentrionale, nuovo obiettivo per Mosca, mentre il Cremlino sfrutta il suo vantaggio in termini di uomini in un numero crescente di punti lungo il fronte.
Dopo aver quasi completamente espulso le forze ucraine dalla regione russa di Kursk all’inizio di quest’anno, le forze russe si sono ora riversate oltre il confine nella direzione opposta, verso Sumy. Con 50.000 soldati nella zona, superano numericamente gli ucraini di circa tre a uno, secondo i soldati che combattono lì.
Nell’ultimo anno, la linea del fronte si è allungata di oltre 160 chilometri e ora si estende per oltre 1.200 chilometri in un arco da nord-est a sud. I russi hanno sondato diversi punti lungo la linea, per poi spingere con forza quando ne hanno trovato uno che cedeva, come hanno fatto a Sumy.
L’avanzata russa verso Sumy arriva mentre il presidente Trump ha iniziato a esprimere crescente frustrazione per la riluttanza del Cremlino a mediare un cessate il fuoco. Sebbene gli incontri tra funzionari ucraini e russi siano continuati in Turchia nelle ultime settimane, Mosca ha intensificato i suoi attacchi missilistici e con droni contro le città ucraine nello stesso periodo.
Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto per avviare l’uscita dell’Ucraina dalla Convenzione di Ottawa del 1997, che vieta l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di mine antiuomo. Una svolta importante nella politica di difesa del Paese, maturata nel contesto dell’invasione russa e dopo l’annuncio simile da parte dei Paesi baltici e della Polonia. Per Kyiv, l’adesione alla convenzione in questo momento rappresenterebbe un vincolo alla propria autodifesa. Secondo Human Rights Watch, dal 2022 Mosca ha impiegato più di una dozzina di tipi diversi di mine antiuomo sul suolo ucraino.