Uno chef abile e di una concretezza e consapevolezza disarmanti. Un sommelier giovane già in grado di portare nei calici dei clienti delle storie uniche e una proposta inconsueta, con una grazia nel raccontarle che le fa amare ancora prima di assaporarle. È l’accoppiata vincente che rende il Gabbiano 3.0, ristorante all’interno della marina di Grosseto, un luogo del gusto dove vale la pena prendersi una pausa.
Due le proposte degustazione, ispirate entrambe alla amata Toscana di Alessandro Rossi, senese in trasferta al mare: “S’ode ancora il mare” celebra il pescato locale e la memoria mediterranea, in una sequenza che propone ingredienti autoctoni come la palamita del Presidio Slow Food e il morone di fondale. “Traversando la Maremma toscana” propone invece una narrazione più ampia e contaminata della regione, capace di accostare con naturalezza la rana pescatrice alla gota di Cinta Senese, il coniglio alle ciliegie, il piccione alle erbe dell’orto e al miele di tiglio.
Due anche le proposte di abbinamento al calice, entrambe con una selezione accuratissima e con una grande capacità di racconto da parte di Marco De Signoribus, che come tiene a sottolineare propone quasi esclusivamente vini che provengono da cantine di cui ha calpestato i vigneti. Non è mai un racconto fine a sé stesso, ma la narrazione appassionata di un ragazzo che studia e ricerca, e non si accontenta di proporre etichette d’autore ma vuole accompagnare il suo ospite in un viaggio liquido, senza mai abbandonarsi al manierismo o alle stranezze a tutti i costi.
Stessa filosofia della cucina, che non si racconta per stupire ma ricerca il piacere dell’ospite attraverso la selezione di grandi prodotti, una tecnica sopraffina e quella naturale vocazione alla creatività. Nel menu sono tanti gli spunti dalla grande cucina italiana moderna, che qui però sono resi unici dalla geolocalizzazione sempre puntuale e dalla precisa volontà di costruire un percorso concreto, comprensibile ma in grado di colpire e rimanere impresso.
Ci sono i tortellini panna e prosciutto, ma sono di mare, c’è una splendida insalata con le erbe fresche provenienti dall’orto, che però è un dolce. Ci sono i rocher, e sono un amuse bouche salato, c’è un’animella che ha deciso di prendersi una licenza suadente ed è cotta nel burro di cacao. Niente di scontato, nulla di sopra le righe, un menu che scorre piacevolissimo e lascia il desiderio di tornare a provare altro.
Fuori, il mare della Maremma, il porto di Marina di Grosseto, e quella Toscana meno patinata ma più autentica che ti fa venire voglia di goderti a pieno l’estate italiana.
Gabbiano 3.0
Via Porto Turistico, 11
Marina di Grosseto (GR)
https://www.ilgabbianotrepuntozero.it/