Contaminazioni Una cucina in bilico tra Parma e Tokyo

L’equilibrio tra Italia e Giappone è sempre più evidente nella cucina di Salvatore Morello, al ristorante Inkiostro di Parma

Nel cuore di Parma, città simbolo della gastronomia italiana, il ristorante Inkiostro rappresenta una delle esperienze culinarie di contaminazione più interessanti del panorama nazionale. A guidare la cucina è Salvatore Morello, talento che ha saputo costruire un’identità forte e raffinata, fondendo le radici della tradizione italiana con le tecniche e la filosofia giapponese, che ama profondamente.

Originario della Calabria, Morello ha costruito il proprio bagaglio professionale nelle brigate più prestigiose d’Europa: da Alain Ducasse a Parigi, fino al Vendôme in Germania, tre stelle Michelin, dove ha lavorato per sette anni al fianco di Joachim Wissler, ricoprendo il ruolo di sous-chef. Questo percorso internazionale gli ha permesso di sviluppare una visione gastronomica precisa, elegante e contemporanea, culminata nella proposta che oggi presenta da Inkiostro.

Dal suo arrivo nel 2021, il ristorante ha intrapreso un nuovo corso, in cui la cucina italiana si intreccia con la cultura nipponica in un equilibrio sorprendente tra estetica, tecnica e gusto. Le materie prime sono italiane, selezionate con estrema cura: pesci di qualità, ortaggi coltivati da piccoli produttori locali e carni ricercate. Ma è l’approccio a fare la differenza: marinature, fermentazioni, lavorazioni a freddo, uso di miso, sakè e dashi, convivono armoniosamente con ingredienti come la colatura di alici di Cetara o la ricotta affumicata calabrese.

Per assaporare l’esperienza creata dallo chef l’ideale è assaggiare il menu a mano libera, dove si può trovare l’essenza stessa della cucina di Inkiostro, “vita” – Iki e “valore” – Gai, dove cinque creazioni riescono a esprimere l’estro creativo dello chef tutta la sua filosofia. Tra i piatti che meglio raccontano questa fusione culturale, nel tempo si sono distinte la ricciola marinata con teriyaki di colatura, il merluzzo in crosta di miso e l’agnello servito con una riduzione umami, che richiama l’equilibrio orientale tra sapidità e acidità. Tutto è pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa, in cui il gusto si sposa con l’eleganza visiva e il rigore tecnico.

La cantina, guidata dal sommelier Luciano Palmieri che ha un debole per le bottiglie che nascono in vigna e prendono vita in cantina, offre una selezione di mille etichette per quattromila tra vini, birre artigianali, sakè e distillati, pensata per accompagnare con precisione l’ampio spettro gustativo dei piatti.

Per agevolare la scelta, la carta è suddivisa in tre fasce: dai vini freschi e vivaci, con un prezzo compreso tra i 35 € e i 100 €, ai vini di media complessità, perfetti per un’esperienza enologica più profonda, nella fascia tra i 100 € e i 300 €, fino alle bottiglie più rare e prestigiose, pensate per un wine pairing indimenticabile, nella fascia oltre i 300 €.

Salvatore Morello ha saputo imporre una visione gastronomica colta e innovativa, capace di superare le barriere geografiche e culturali, mantenendo sempre saldo il legame con il territorio italiano. Inkiostro si conferma così una destinazione imprescindibile per chi cerca un’esperienza gastronomica d’autore, sospesa tra Parma e Tokyo.

Ristorante Inkiostro
Via San Leonardo 124
43122 Parma
[email protected]

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